Autore: Luciano Bruseghini
I rifugi Porro-Gerli e Ventina si raggiungono facilmente dalla località di Chiareggio, nel comune di
Chiesa Valmalenco, utilizzando una comoda mulattiera.
La pista parte sulla sinistra della piccola chiesetta dedicata a Sant'Anna, nel centro della frazione.
Ci si abbassa al torrente Mallero e lo si supera con un ampio ponte di legno. Al bivio si prende a destra e
si prosegue in direzione SO lungo l'ampio tracciato. E' un sentiero percorribile anche in mountainbike fino a u
n centinaio di metri dai rifugi, dove si fa più verticale e il fondo diventa dissestato. Si viene
costantemente accompagnati sulla destra, lungo la salita, dal torrente che man mano che si guadagna quota
si abbassa sempre più.
Si è immersi in un profumatissimo bosco di abeti e larici, interrotto qua e là da piccole vallettine
che nel periodo invernale fanno da scivolo ad ingenti quantità di neve proveniente dai pendii sovrastanti.
Dopo circa due ore la mulattiera si ferma e lascia il passo ad un sentiero sassoso e un po' impervio. Si è
già in vista del caratteristico tetto rosso del rifugio Porro-Gerli(1965 metri)
che si raggiunge dopo breve.
Di proprietà del CAI, è aperto da metà giugno a metà settembre e nei week end di
aprile e maggio.
Siamo all'inizio dell'ampio pianoro dell'Alpe Ventina, racchiuso a sinistra dalle
cime del Duca, Rachele, Sassarsa, Giumellini e Cassandra, di fronte dall'imponente mole del
Monte Disgrazia, mentre a sinistra completano il semicerchio la Punta Kennedy e il Pizzo Ventina.
Inoltrandosi nel pascolo si perviene facilmente anche al Rifugio Ventina (1975 metri), struttura di
proprietà privata che dispone di 46 posti letto e garantisce l'apertura nei medesimi periodi della sopra
descritta capanna.
Questi rifugi possono essere utilizzati come punto di arrivo di una tranquilla passeggiata oppure come base
di appoggio per la salita alle innumerevoli cime circostanti.
Un'interessante escursione, utilizzando il
sentiero glaciologico Vittorio Sella, permette di ammirare da vicino
le imponenti morene della
vedretta del Ventina e di conoscere le varie fasi di arretramento del ghiacciaio dal
1895 ai giorni nostri, attraverso delle targhe posizionate lungo i vari gradini del disastroso scioglimento
del ghiacciaio.
La via del rientro avviene per la medesima strada utilizzata per la salita oppure si può prendere una
variante che permette di cogliere un piacevole scorcio della Val Sissone. Ridisceso il sentiero fino al secondo
tornante, si incontra un bivio: ci si immette a sinistra dove è collocato il cartello indicatore per
l'Alpe Forbicina. Ci si abbassa rapidamente nel bosco fino a raggiungere un ponticello sul torrente Ventina e
si prosegue in direzione N puntando al torrente Sissone che si attraversa facilmente grazie ad un altro ponte in legno.
In breve si accede alle baite di Forbicina (1640 metri, 1:00 ora): da qui inizia la vallata,
vero regno della mineralogia. Andando a sinistra si può salire al
rifugio Del Grande-Camerini,
prendendo a destra si va in direzione di Chiareggio, con la possibilità di sostare al
rifugio Tartaglione,
nascosto nella pineta, a pochi minuti di cammino. La chiesetta del centro abitato si raggiunge in trenta
minuti con una passeggiata che si sviluppa in un vasto pianoro disseminato di conifere e rallegrato da
pianticelle di mirtilli e fragole.