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CONOSCI TIRANO E I SUOI DINTORNI? Scarica il PDF
Tirano
è un'importante cittadina della provincia di Sondrio. Nella storia ha assunto
un ruolo molto importante come crocevia di incontro tra genti diverse per tradizioni,
cultura e religione. Sorge infatti allo sbocco della valle svizzera di Poschiavo,
a meno di un chilometro dal confine svizzero di Piattamala, a 450 metri s.l.m.,
e dista circa 160 km da Milano e 70 km da St.Moritz, raggiungibile attraverso
il Passo del Bernina.
Tirano è inoltre uno dei principali centri religiosi
della valle. Qui sono giunti ed ogni anno giungono sempre più numerosi
i pellegrini, che hanno nel Santuario della Madonna un punto di riferimento importante
per la loro fede.
Dal luglio 2008 Tirano entra a far parte del Patrimonio Mondiale dell'Unesco grazie a quelle carrozze di un rosso fiammeggiante della ferrovia retica. Col prestigioso titolo si corona il sogno portato avanti dal binomio italo-svizzera grazie alla collaborazione tra Confederazione, Cantone dei Grigioni, Comuni interessati e Ferrovia retica, insieme con il ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano e la Provincia di Sondrio. Cliccare qui per maggiori dettaglio sul trenino Rosso del Bernina.
CENNI STORICI Si ipotizza che
Tirano abbia origini romane e che il primo nucleo abitativo sia sorto ai piedi
del ripido pendio che scende da Roncaiola per poi estendersi fino alle sponde
dell'Adda. Dall'esame di alcuni toponimi tiranesi viene confermata la presenza
in questa zona degli Etruschi e dei Galli e successivamente dei Longobardi. Durante
il periodo Carolingio prendono forma le prime organizzazioni ecclesiastiche e
sorgono numerose chiese e monasteri. Il vescovo di Como fa costruire, intorno
all'anno mille, il castello del Dosso, e proprio la costruzione di questo castello
dà il via ad un processo di espansione dell'abitato e permette il raggiungimento
dell'autonomia religiosa. Questo è il periodo delle contese tra guelfi
e ghibellini e anche i signorotti valtellinesi, seguendo i loro potenti protettori
che abitavano a Como e a Milano, si schierano in favore di uno o dell'altro partito.
Tirano conosce il dominio della potente famiglia dei Capitanei di Stazzona. Nella
prima metà del XIV secolo, Milano e Como vengono conquistate dai Visconti
e anche la Valtellina cade sotto lo stesso governo e giura la fedeltà alla
Repubblica Ambrosiana. Nel 1487 i Grigioni occupano Bormio e scendono lungo la
Valtellina depredando e saccheggiando. Il duca Lodovico il Moro fa costruire per
questo motivo le mura attorno alla città di Tirano, all'interno delle quali
si svilupperà in seguito il tessuto abitativo. All'inizio del XVI sec.
la Valtellina è sottomessa dai Francesi, ma già nel 1512 passa sotto
la dominazione grigione. Nel 1580 il cardinale di Milano, Carlo Borromeo, visita
la cittadina trascorrendo la notte in preghiera nel Santuario della Madonna. Qualche
anno dopo, il vescovo di Como, Feliciano Niguarda, fa visita alla Valtellina e
scrive alcuni appunti sulla situazione della zona, conosciuti come "La Valtellina
negli atti della visita pastorale di Feliciano Niguarda", vera e propria
miniera di informazioni di ogni tipo. Nel 1606 appaiono i "Capitoli novi
della magnifica università di Tirano", ovvero l'insieme delle leggi
per la regolamentazione della vita dei cittadini di Tirano. I rapporti tra
i Valtellinesi ed i Grigioni sono sempre piuttosto aspri, e la causa maggiore
di questo attrito è sicuramente la religione. Da una parte vi sono i Valtellinesi
guidati da un clero cattolico preoccupato solo della difesa dei propri privilegi,
dall'altra una classe dominante di religione protestante e di non grandi vedute.
Nel 1619 viene convocato a Tirano il Sinodo protestante mentre ai sacerdoti valtellinesi
era proibito partecipare a quello cattolico di Como. Questo patto viene visto
come una provocazione, alla quale i cattolici rispondono con il Sacro Macello
che inizia a Tirano il 19 luglio 1620. La rivolta si sviluppò molto velocemente
in tutta la Valtellina e la Valchiavenna e i Grigioni che riescono a sfuggire
alla morte sono costretti ad abbandonare tutto ed a scappare al di là delle
Alpi. Già nel 1639, con il Capitolato di Milano , la Valtellina ritorna
sotto i Grigioni. In questo periodo il centro storico di Tirano vide una fase
di intenso sviluppo, che si accompagna ad una diffusa presenza di religiosi. Afflitta
da guai di ogni tipo, la Valtellina deve anche confrontarsi con la triste faccenda
della stregoneria e dell'Inquisizione, che in quesi anni conosce il suo culmine
più aspro ma che si protrarrà ancora a lungo. Sul finire del
Settecento anche a Tirano cominciano a farsi sentire le prime influenze della
Rivoluzione Francese. Le insurrezioni sono dirette contro il dominio grigione
in favore della libertà e dell'uguaglianza di ogni cittadino. Il 10 ottobre
1797, con l'editto di Passariano, Napoleone decreta l'unione della Valtellina
alla Repubblica Cisalpina. I francesi creano un apparato amministrativo solido
e intendono contribuire seriamente a migliorare le strutture e le istituzioni
della zona. Essi creano l'unità amministrativa chiamata Dipartimento dell'Adda
e dell'Oglio, alla quale appartiene anche Tirano, e fanno costr uire
la strada che congiunge Colico a Sondrio. Ma i nuovi padroni perdono di credibilità
e sostegno quando, nel 1798, argenti, ori, oggetti sacri, paramenti preziosi e
persino l'altare, tutti appartenenti al Santuario della Madonna e tutti dono dei
pellegrini, abbandonano per sempre la loro sacra dimora e prendono la via di Milano,
per destinazioni ancora oggi ignote. La notte dell'8 dicembre 1807 è
una notte funesta per Tirano e per i paesi vicini: in seguito ad un lungo periodo
di pioggia, un'enorme frana scende a valle del Monte Masuccio andando a sbarrare
il corso del fiume Adda. La frana staccatasi 600 metri più in alto crea
una barriera alta 43 metri, minacciando terribilmente l'abitato di Lovero. Nel
maggio dell'anno successivo, in seguito all'aumento della portata d'acqua dovuta
allo sciogliersi della neve, la parte alta dello sbarramento cede e le acque limacciose
si riversano giù verso Tirano spazzando via vigneti, terreni coltivati,
case e distruggendo il ponte della cittadina. Con i risultati del Congresso
di Vienna del 1814-15, la Valtellina e Tirano vengono annessi alla Lombardia e
diventano parte del Regno Lombardo-Veneto. Gli austriaci si impegnano nel potenziamento
della viabilità della valle e in opere legate al fiume Adda. L'Adda, che
esce da Tirano e scorre verso Villa, viene costretta entro un percorso rettilineo
che, dando più pendenza al fiume, ne ostacola le esondazioni durante i
periodi di piena. A testimoniare il vecchio corso dell'Adda rimane, nei pressi
della stazione di Villa di Tirano, un vecchio ponte medievale. In questo periodo,
con l'arrivo della Strada Regia austriaca, comincia per Tirano una lenta ma costante
espansione lungo l'asse che la collega al Santuario. Il 6 giugno 1859 i Consiglieri
Comunali di Tirano votano un documento con il quale si dichiara l'annessione al
nuovo stato nazionale. Alcuni giorni dopo Giuseppe Garibaldi entra nella cittadina
accolto trionfalmente dalla popolazione. Con la proclamazione del Regno d'Italia,
nel marzo del 1861, inizia per Tirano un periodo di più intenso sviluppo.
Nella seconda metà dell'Ottocento inizia il fenomeno dell'emigrazione,
in parte verso mete lontane come l'America e l'Australia, in parte verso la vicina
Svizzera. Il Novecento si apre con un fatto molto importante: la costruzione della
ferrovia. Nel 1902 viene edificato il tratto Sondrio-Tirano, nel 1909 il tratto
St.Moritz-Tirano. Conseguenze dell'avvento della ferrovia sono l'uscita di Tirano
dallo stato di isolamento e la nascita di un nuovo polo di sviluppo urbanistico
della città. Anche Tirano partecipa alla Prima Guerra Mondiale, conosce
il periodo fascista e la catastrofe della Seconda Guerra Mondiale. Successivamente
va incontro ad uno sviluppo vivace e un po' caotico, e la grande molla economica
della cittadina è il contabbando, attività che coinvolge almeno
un terzo della popolazione e mai sentita come illecita. PASSEGGIANDO
PER TIRANO Punto di partenza del nostro itinerario è Piazza Marinoni,
dove è possibile lasciare l'auto per incamminarci verso il ponte sull'Adda
seguendo la strada statale. Lo attraversiamo, imbocchiamo la corta via Parravicini
e giungiamo alla piazzetta Parravicini. Sul lato ovest sorge il lungo Palazzo
Parravicini, di fronte al quale ammiriamo un'antica fontana e la piccola chiesa
Parravicini-Merizzi, eretta nel 1664. Prendiamo poi la via Pergola che ci conduce
alla Porta Milanese, ricavata nelle larghe mura cittadine e via d'accesso verso
est, ovvero verso la direzione di Milano. Ritorniamo verso il centro storico lungo
la via di Porta Milanese. Percorriamo il vicolo Leonardo da Vinci e ammiriamo
un bel portale in pietra verde, oltre il quale troviamo l'ingresso principale
alla casa, caratterizzato da un portale di miglior fattura e dallo stemma di famiglia.
Alla fine della via sorge un antico palazzo impreziosito da due pregiati portali
e alcune belle inferriate. Giungiamo alla statale 38 e ci troviamo di fronte alla
grande torre della famiglia Torelli. Venne costruita nella prima metà dell'Ottocento,
è di gusto mediovaleggiante ed è ornata in alto da quattro doccioni
a forma di drago. Proprio di fronte alla torre prendiamo per lo stretto vicolo
Ambrosini e sbuchiamo in via Bellotti, dove sulla destra ammiriamo il campanile
della chiesa di Sant'Agostino. Ci troviamo poi in piazza Cavour, chiusa ver so
ovest dal lungo Palazzo Marinoni, sede del Comune di Tirano ed ex convento degli
Agostiniani. Quasi al centro della piazza vi è una fontana costruita per
ricordare il passaggio di Ferdinando I d'Austria e abbellita da una statua realizzata
da Giuseppe Kroff. Sul lato nord della piazza sorge il vecchi Palazzo Pretorio,
su cui, nel 1890, venne dipinta una meridiana. Ci incamminiamo sotto i portici
di Palazzo Marinoni fino ad incontrare la Chiesa di Sant'Agostino, molto semplice
e ad una sola navata. Attraverso la via Sant'Agostino giungiamo in via Torelli
e sull'angolo osserviamo il grande Palazzo Torelli, dove, nel 1887, morì
il conte Luigi Torelli, illustre uomo politico valtellinese. Proseguendo lungo
la via Torelli sbuchiamo nella piazza su cui sorge la Chiesa di San Martino, chiesa
madre della Parrocchia di Tirano. Non sappiamo con precisione quando venne costruita
ma siamo certi che esistesse già nel '200 poichè in questo periodo,
sotto i sui portici, si tenevano le adunanze della comunità di Tirano.
La chiesa, nel suo impianto attuale, risale però alla metà del '600,
mentre la facciata e il pronao vengono costruiti nella secoda metà dell'800.
Nel 1914 viene aggiunta l'abside rotonda con la cupola. L'interno presenta tre
navate, divise da otto colonne lisce in muratura e collegate da archi a tutto
sesto, e dieci cappelle. Camminiamo a fianco della chiesa lungo la via XX
settembre dove si trovano il Palazzo Quadrio-Curzio e, poco più avanti
il Palazzo Merizzi e il Palazzo Lambertenghi. La strada assume poi il nome di
via Visconti Venosta, sulla quale si affacciano il Palazzo Venosta (sulla sinistra),
il Palazzo Buttafava e il Palazzo Andres (sulla destra). Alla fine della via si
incontra la Porta Bormina. Ripercorriamo la via Venosta e, seguendo lo stretto
vicolo Capo di Terra, incontriamo il Palazzo
Sertori Salis, uno dei più bei palazzi di Tirano e sede dell'azienda
vinicola "Conti Sertori Salis". Proseguiamo imboccando sulla sinistra
la stretta via San Carlo, al termine della quale ci troviamo di fronte all'antico
palazzo della pretura di Tirano e accanto alla porta Poschiavina, abbellita da
numerosi affreschi. Superata l'Adda, imbocchiamo sulla destra la via San Giacomo
e giungiamo alla piazzetta Pievani sulla quale sorge il palazzo Pievani risalente
al XVI secolo. Accanto al palazzo c'era la piccola chiesa di San Giacomo che dal
1974 è diventata sede della biblioteca comunale di Tirano. Ripercorrendo
la via San Giacomo e poi seguendo la via Quadrio, ritorniamo in piazza Marinoni,
punto di partenza del nostro itinerario.
Oltre al già
citato Santuario della Madonna,
vi invitiamo a visitare il Museo
Etnografico Tiranese, in cui sono raccolti molti oggetti di grande interesse
e lo Xenodochio
di Santa Perpetua. Per chi ama il contatto con la natura, uno spettacolo incentevole
lo offre il giro sul trenino rosso del Bernina.
La manifestazione principale è la sagra
dei Chiscioi, che si tiene a Tirano e a Sernio. COME SI RAGGIUNGE
DA MILANO: Vi si può giungere anche dalle provincie di COMO, BRESCIA,
BOLZANO, BERGAMO, TRENTO e dalla SVIZZERA. Rimandiamo a
questa pagina per i dettagli. |