Il bivacco si trova in alta Val Cameraccio, sul Sentiero Roma a quota 2700 metri nel tratto Allievi-Ponti e può essere raggiunto per
due vie, entrambe piuttosto faticose : partendo da Preda Rossa, in Valle di Preda Rossa, oppure dal fondo della Val di Mello.
Il bivacco Kima venne inaugurato nel 2004 dall'Associazione Kima, nata in Valmasino nel 1994, per onorare la memoria della Guida Alpina Pierangelo Marchetti,
soprannominato, appunto, "Kima", che perse la vita l'8 luglio 1994 durante una missione di soccorso.
Primo percorso : Per percorrere la prima via dobbiamo salire da Filorera alla Valle di Preda Rossa.
Da Cataeggio, proprio al termine della via centrale, che oltrepassa la
chiesa ed il municipio, si trova, in prossimitá del Centro Polifunzionale della Montagna, una deviazione a
destra, per i rifugi Scotti e Ponti. Oltrepassato il torrente Masino su un largo ponte la strada prosegue con una
carreggiata ampia e comoda e comincia a salire verso la valle, fino a raggiungere la localitá Valbiore (m. 1225).
La strada asfaltata è qui interrotta da una frana. È stata di recente costruita una pista alternativa
sul fianco orientale della valle, con un breve tratto in galleria, ma l'accesso è vietato.
Attraversata la galleria ci si porta sul versante opposto della valle ritrovando il fondo asfaltato.
All'ingresso della piana di Sasso Bisolo è si incontra, sulla sinistra, il rifugio Scotti (m. 1500);
Dopo un lungo rettilineo la strada comincia ad inanellare i tornanti che le permettono di superare
il gradino roccioso che separa la piana di Sasso Bisolo da quella di Preda Rossa, fino al piccolo pianoro
che precede la piana di Preda Rossa. La piana (m. 1900 circa) si apre, gentile, nella cornice imponente del
versante meridionale del monte Disgrazia.
I segnavia ci guidano verso il rifugio Ponti, che si raggiunge dalla piana in un'ora e 45 minuti. Raggiunto
il limite di sinistra della piana, il sentiero guadagna un secondo pianoro, prima di inerpicarsi, piegando
leggermente a sinistra, su un gradino roccioso. È, questo, il tratto piú faticoso della salita. Poi il tracciato
si fa via via meno ripido e, piegando di nuovo leggermente a destra, taglia gli ultimi magri pascoli che precedono
il rifugio (m. 2559).
Dal rifugio dobbiamo ora salire alla bocchetta Roma (m. 2890), lungo il Sentiero Roma (che ci porterá poi,
oltre la bocchetta, al bivacco). A poca distanza dal rifugio dobbiamo ignorare la deviazione, a destra,
per il monte Disgrazia ed il passo di Corna Rossa, seguendo invece i segnavia rosso-bianco-rossi che ci
guidano e descrivono, verso nord, un arco, il quale dapprima conduce nei pressi della costiera
Remoluzza-Arcanzo (che separa la Valle di Preda Rossa dalla Val Cameraccio), volgendo, poi, gradualmente a
destra, lungo una faticosa fascia di massi, fino al grande ometto della bocchetta.
Il bivaccoa questo punto è giá visibile.
La discesa dalla bocchetta Roma alla Val Cameraccio richiede molta cautela, perchè, soprattutto nell'ultima
parte, nella quale si tratta di superare una fascia di rocce, propone qualche passo di arrampicata
assistito da corde fisse (alle quali, peraltro, è bene assicurarsi con cordino e moschettone, ed attenzione ai sassi mobili!).
Alla fine, grazie anche ad alcune staffe, raggiungiamo un nevaietto ai piedi della fascia di rocce e scendiamo
fino al limite inferiore. Sempre seguendo i numerosi segnavia, proseguiamo nella discesa fino a giungere al piccolo laghetto
e oltrepassandolo a valle.
Attraversata una nuova fascia di grandi massi, si ritorna a salire fino a raggiungere il filo di una
evidente e lunga morena. Pieghiamo a destra, seguendolo, fino a trovarci improvvisamente quasi faccia a faccia con
il bell'edificio del bivacco, a 2700 metri circa di quota.
Secondo percorso : Per salire al bivacco dalla Val di Mello si percorre l'intera valle,
fino alla localitá di Cascina piana, oltrepassata la quale si devia
a sinistra, per la valle di Zocca; si prosegue fino a Rasica e si devia a sinistra per la val Torrone. Seguendo il
sentiero si sale fino a quota 1559, presso le baite della Casera di Pioda.
Non è facile trovare, qui, la ripartenza del sentiero: si deve evitare una traccia che corre, pianeggiante,
verso il centro della valle, e risalire, invece, i prati alle spalle delle baite (sulla nostra sinistra):
sul limite del bosco si ritrova il sentiero che, dopo una serie di rapidi tornantini, volge a sinistra e
conduce, poco sopra i 1700 metri, ad una nuova radura, dove si trova una
baita isolata, dominata dalla Torre del Cameraccio meridionale.
Il sentiero, con traccia piú incerta, si avvicina alla costiera del Cameraccio, che separa la valle dalla val Torrone,
mentre la boscaglia si fa sempre piú rada.
Bisogna prestare molta attenzione ai segnavia, per non perdere un sentiero dalla traccia assai labile.
Esso piega per due volte a destra, riprendendo altrettante volte a salire piú direttamente; superiamo,
così, un primo torrentello, per poi puntare verso un secondo corso d'acqua; troviamo anche, su un masso,
le indicazioni per il rifugio Ponti: tagliando la parte mediana della valle, infatti, si può puntare
direttamente alla bocchetta Roma, e di qui scendere al rifugio, in valle di Preda Rossa. Superato il secondo torrentello,
la salita prosegue per dossi erbosi, tendendo leggermente a sinistra.
Se intendiamo tornare per la medesima via di salita, ci conviene memorizzare bene il piccolo promontorio erboso
raggiunto dopo l'attraversamento del secondo torrentello: da qui in avanti, infatti, la traccia si perde, per cui
proseguiamo salendo, facilmente, a vista.
Gli ultimi magri pascoli lasciano gradualmente il posto ad una fascia di massi, fra i quali si annida anche
qualche nevaietto. Non esiste un percorso obbligato, la scelta della direttrice dipende dalla meta.
Se vogliamo varcare il passo Cameraccio, sul vertice di nord-ovest della valle, dobbiamo proseguire salendo
in verticale, o piegando leggermente a destra. Al termine della salita, fra quota 2600 e quota 2700, ci si
ricongiunge con il sentiero Roma, che scende dal passo di val Cameraccio, il ben visibile intaglio a sinistra
del pizzo Torrone orientale (m. 3333), caratterizzato dall'inconfondibile profilo a punta di lancia. Il sentiero
è individuabile, piú che per la traccia (che solo in alcuni tratti si vede), per i numerosi segnavia
rosso-bianco-rossi che ne costellano il percorso (in qualche tratto troviamo anche le piú vecchie croci
color amaranto). Seguendo il sentiero verso destra, raggiungiamo, infine, il bivacco, dopo 6 ore
di cammino (il dislivello in salita è di 1600 metri).
Leggi la scheda dettagliata a cura di Massimo Dei Cas