Zona di Produzione :
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Testo a cura di E.Fattarelli

L'estrazione della pietra fino al 1960 avveniva con metodi artigianali basati sull'utilizzo di punte e piccone manovrati dalle abili mani dei "lavegiat" o "lavegè". Era inoltre praticabile solo nei mesi invernali in quanto dalla primavera all'autunno le cave venivano invase dall'acqua; si trattava quindi un lavoro non privo di sacrifici. Si procedeva all'estrazione di blocchi, detti "ciapun", aventi un peso di oltre mezzo quintale che, a dorso d'uomo o tramite l'ausilio di slitte, ove possibile, venivano trasportati presso un tornio per procedere alla loro lavorazione. Oggi, con l'introduzione dell'energia elettrica l'intera operazione di estrazione, trasporto e lavorazione avviene con moderni mezzi meccanici.
Numerosi sono i manufatti che se ne ricavano tra i quali i più conosciuti sono sicuramente i "lavec": si tratta di pentole che consentono di cucinare i cibi lentamente grazie alla loro capacità di mantenere il calore durante e dopo la cottura. Gli si attribuisce spesso anche la funzione di neutralizzare, tramite il loro assorbimento, gli eventuali veleni presenti nella pietanza che si sta cucinando. Altro recipiente prodotto è il "furagn": si tratta di una ciotola con coperchio adibita alla conservazione dei cibi in sostituzione del frigorifero.

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