Anello della valle d'Arigna

Alla scoperta dell'aspro cuore delle Orobie valtellinesi
Mountain Bike
Partenza :
Ponte sull'Adda nei pressi di Casacce (m 352)
Percorso :
Piateda (m 304) - Carolo (m 327) - Casacce (m 352) - Albareda (m 781) - Tripolo (m 804) - Briotti (m 1060) - Bessega (m 804) - Piateda alta (m 709) - Previsdomini (m 538)
Lunghezza Percorso :
ND
Tempo di percorrenza :
2 ore
Dislivello Complessivo :
Ca. m 690
Tipo di fondo :
ND
Elementi di Interesse :
ND

GALLERIA IMMAGINI

DESCRIZIONE DELL'ESCURSIONE



Posteggio

Lasciare la macchina nei pressi del ponte sull’Adda che si raggiunge staccandosi dalla ss. 38 dello Stelvio, in direzione sud (destra per chi proviene da Sondrio) all’altezza del passaggio a livello di Casacce.

Salita

Cominciare la salita sulla strada che porta verso Arigna e Briotti.

Superata Sazzo (m 456), proseguire nella salita e, ignorando le deviazioni per Albareda e Tripolo, raggiungere un trivio: prendendo a destra si prosegue verso Briotti, imboccando la strada centrale ci si dirige alla centrale dell’Armisa, scendendo verso sinistra si raggiunge Fontaniva. Prendere a destra verso Briotti e proseguire attraverso le contrade di Berniga (m 835), Famlonga (m 925) e Prestinè (m 956).

Raggiungere il maggengo di Briotti (m 1060).

Continuare fino al parcheggio, prendendo poi a sinistra: la strada, che diventa pista, porta ad attraversare il torrente Tripolo, raggiungendo la parte orientale dei prati del maggengo. Proseguire lungo la pista, segnalata anche da un cartello che informa che si tratta di una pista ciclabile che sfrutta una ex-decauville che si sviluppa verso est e verso ovest. Sfruttando la direzione sud-est, addentrarsi lungo il fianco occidentale della valle d’Arigna. La pista ha un fondo buono, ma dopo un tratto tranquillo si incontra una breve fascia di massi dove è necessario scendere di sella, per poi riprendere a pedalare facendo attenzione poiché per un tratto la pista è esposta e priva di protezione. Dopo avere attraversato una brevissima galleria, percorrere l’ultimo tratto della pista, giungendo in vista della centrale dell’Armisa (m 1041).

I cancelli della centrale sono chiusi, per cui, per arrivare sull’altro lato della valle, bisogna scendere lungo il fianco del versante montuoso, raggiungere il torrente Armisa e risalire dall’altra parte. Prestare dunque attenzione all’ultimo dei ponti che si incontrano sulla pista: poco oltre, sulla sinistra, una scaletta in sasso porta ad un sentierino il quale, tagliando i prati, porta al fondovalle. Percorrere il sentierino scesi di sella e, giunti ai prati che guardano alle baite di Ca’ Pizzini, attraversare il torrente, per poi risalire sul lato opposto, su una pista sterrata che è posta più o meno alla stessa altezza dell’ex-decauville.

Variante in salita

Si segnala che la centrale è raggiungibile anche sfruttando una via più breve e comoda, ma meno panoramica: per farlo basta prendere, al trivio prima delle contrade Berniga, Famlonga e Prestinè, la strada di centro (segnalata con i cartelli per Armisa ed i rifugi Resnati e Corti), e percorrerla interamente, fino alla centrale. In questo caso, dal ponte di Casacce alla centrale calcolare 10,5 km.

Discesa

La discesa inizia lungo la pista che, nel primo tratto, si mantiene sul lato orientale della valle, per poi passare, con un ponte, su quello occidentale (ignorare la deviazione a destra: si tratta di una pista parallela che torna, più in basso, a congiungersi con quella che si sta percorrendo). Raggiungere la località S. Matteo.

Dopo un tornante destrorso si trova, al successivo tornante sinistrorso, un cartello della Comunità Montana Valtellina di Sondrio, che segnala la mulattiera della valle d’Arigna, che si stacca dalla pista sia in discesa, sulla sinistra (ramo che porta a Fontaniva), che in salita, sulla destra (ramo che porta a S. Matteo). Scegliere se raggiungere Fontaniva (paesino conosciuto anche col toponimo errato Arigna) rimanendo sulla pista, oppure imboccare la mulattiera, che richiede più attenzione, data l’irregolarità del fondo, ma  permette una discesa in uno scenario più suggestivo.

Per proseguire nel circuito raggiungere Gerna, frazione contigua a Fontaniva, posta diverse decine di metri più in basso. Per farlo, sfruttare la pista, percorrendola per un tratto verso nord, per poi imboccare la deviazione, sulla destra, che riporta, verso sud, alle case. Raggiunto così un lavatoio coperto, presso le case più basse, imboccare un sentiero ben marcato che scende fino a raggiungere l’antica mulattiera che serviva come accesso alla valle.

Procedendo verso sinistra (nord) raggiungere, dopo poche centinaia di metri, un ponticello di pietra ( ca. m 600).

Proseguendo sulla mulattiera passare a valle dei prati di Costabella (m 615).  La discesa prosegue sulla mulattiera verso la frazione di Bruga (m 479 ), sul suo fianco orientale della valle d’Arigna. Qui termina la mulattiera e la discesa continua su una stradina asfaltata che porta al piano, nei pressi del ponte del Baghetto (m 349).

Invece che dirigersi verso il ponte prendere subito a sinistra, percorrendo una stradina che porta ad una pista ciclo-pedonale. Si tagliano così i prati di Armisa. Attraversare poi il torrente, prima di percorrere l’ultimo tratto di pista, che conduce al ponte di Casacce, dove l’anello si conclude.

Variante in discesa

Poco meno di 150 metri a valle del ponte a m 600 seguire, sulla destra, la deviazione per Luviera. Scendere di sella e affrontare una salita con un dislivello di ca. m 140, riprendere a pedalare da Luviera (m 728), seguendo la strada che porta al centro di Castello dell’Acqua (m 664) e, successivamente, prendendo a sinistra al cimitero posto poco sotto, scendere fino al ponte del Baghetto.

Note

Lo stesso anello può essere percorso, in un tempo approssimativamente doppio, a piedi.



Vedi la scheda approfondita di Massimo Dei Cas

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