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54^ Trofeo Ezio VanoniGara Internazionale top di corsa in montagna a staffetta
Località : Morbegno (So) Data : 22 - 23 ottobre 2011 Morbegno (So) Contatti : CSI Morbegno Tel. e Fax +39 0342 637225 Info : www.gscsimorbegno.org >info@gscsimorbegno.org MAPPA Coordinate GPS :
46.133441° N 9.569274° E
Scarica il percorso per GPS e per Google Earth
(il file è disponibile solo per gli Utenti registrati) INFORMAZIONIUna
corsa in montagna a staffetta di tre elementi voluta dai giovani dell’oratorio
di Morbegno per commemorare il loro illustre senatore. Questo è
l’ormai mitico Trofeo Vanoni, un circuito di 7 km, dislivello di
500m con partenza e arrivo nel centro morbegnese. La partenza e l’arrivo sono posti, neanche a dirlo in una Via Vanoni
gremita di pubblico all’inverosimile. In un soffio gli atleti, sospinti
dalla trans agonistica e da un tifo da stadio percorrono Via Nani, Piazza
Caduti della Libertà e quindi la celebre Piazza Tre Fontane. Qui
la strada si impenna e, tra le strette vie contrada Scimicà, vero
cuore morbegnese ci si dimentica del pubblico e si pensa solo a non prender
troppi secondi dai primi. Raggiunto l’orto botanico o Doss de la
Lumaga, come lo chiamano gli anziani, un sentiero molto tecnico porta
sino al Tempietto votivo dedicato ai caduti per la libertà. Si
procede quindi per un tratto della strada asfaltata per Bema, chi ha gambe
e fiato a sufficienza a questo punto della gara può affondare sull’acceleratore
senza però dimenticare che, subito dopo questo leggero falso piano,
ci sarà il temutissimo Dosso. Questo è il vero e proprio
incubo di tutti runners del Vanoni, un sentierino impervio, pieno di foglie,
immerso tra i castagni che in soli due minuti di ascesa riconduce gli
atleti, ormai spossati, sulla Via Priula. Superato questo duro ostacolo
il percorso delle donne devia passando per la località Bellini
(è più corto di ben 2 Km), mentre gli uomini hanno da affrontare
due rettilinei ed una serie di tornanti che, per la fatica accumulata
e per il dislivello della strada, sono davvero micidiali. Raggiunta la
Chiesa Arzo, quota 760m, se non ci si chiama Milesi, De Gasperi
o Manzi, le gambe incominciano ad esser legnose e ciò non è
certamente un buon segno visto che da affrontare c’è una
discesa molto tecnica e ripida, che in caso di pioggia può diventare
devastante. Tra sentieri impervi e strade sterrate con brevi tratti asfaltati,
si raggiunge ancora il Tempietto. Facendo girare le gambe “a tutta”,
si riprende l’ultimo tratto della via Priula e in un batter d’occhio
ci si ritrova a Morbegno. Ad attender gli atleti resta ora il consueto
bagno di folla che fa dimenticare le fatiche della salita e i, molto probabili,
ruzzoloni della discesa. |
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