Il sentiero dei Ciclopi

Val di Mello (Valmasino)
Tipologia : Sentiero di Mezza Montagna
Difficolta : E

Partenza : Sasso Remenno
Arrivo : Sasso Remenno
Dislivello : 160
Durata : 1 h : 30 min

Itinerario Sintetico : Piana di Zocca: Il sentiero dei Ciclopi

Segnavia : E5
Cartografia : Carta nazionale della Svizzera 1:50.000 - Monte Disgrazia - Foglio 278; Carta Meridiani Montagne 1:20.000 - Val di Mello; Kompa

DESCRIZIONE DELL'ESCURSIONE

Il Sentiero dei Ciclopi, realizzato nell'’ambito del progetto Life Reticnet dell’'Ersaf, è un percorso ad anello che consente di passeggiare fra i massi erratici di tipico granito ghiandone attorno al Sesso Remenno in Val Masino. Il nome del sentiero non è legato ad alcuna leggenda locale. Lasciamo la strada statale 38 dello Stelvio ad Ardenno e seguiamo le indicazioni per la valle (ex S.S. 404).
Il Sasso Remenno si trova nella Piana di Zocca ed è posto sulla sinistra della strada per chi sale, poco dopo il paesino di Filorera. Utilizziamo il parcheggio posta sulla sinistra della strada, circa duecento metri prima rispetto al posteggio più vicino al grande sasso (m. 835 circa). Qui un cartello riporta la mappa del percorso ed i “personaggi” di granito che incontreremo. Il sentiero parte alla sinistra del cartello. Percorriamo una parte in salita fra alcuni alberi di noce e raggiungiamo il primo gruppo di massi e troviamo, alla nostra destra, l’'Aperacheio, e, a sinistra, l’'Orologio del Tempo. Fra l’'Orologio del Tempo, a destra, e l’'enorme blocco della Torcia, a sinistra, passiamo a rasoterra in una fessura. Sul lato opposto della Torcia, passiamo a sinistra del Murex Pecten ed a destra di una baracca di lamiera. Poco oltre, intercettiamo una traccia che sale da sinistra proveniente dalla strada asfaltata, più a valle rispetto al parcheggio dove abbiamo lasciato l’automobile. Pieghiamo poi a destra, passando a destra del Masso delle Crepe e dello Scivolo. Sempre seguendo i segnavia andiamo avanti ed incontriamo, da sinistra, Il Grande Strapiombo, Yahozna, Il Cuneo, Pianengo Stone (più in alto) e Clitorex (appena sotto). Svoltiamo quindi a sinistra e poi a destra ed andiamo ad attraversare la stretta porta formata dai massi del Cuneo e di Clitorex. Pieghiamo ancora a destra e passiamo sotto il tetto del Pianengo Stone (una corda fissa ci aiuta a superare una breve placca). Proseguiamo per un tratto a destra poi svoltiamo a sinistra e, seguendo una freccia rossa, passiamo una serie di tornantini. Transitiamo quindi a sinistra dello slanciato profilo della Torre. Attraversiamo poi una seconda porta e sbuchiamo in un piccolo spiazzo dove proseguiamo diritti, verso destra, e, sfruttando uno stretto corridoio, raggiungiamo un bivio segnalato. Il sentiero che scende a destra lo utilizzeremo al ritorno. Adesso andiamo a sinistra in salita e passiamo fra due massi che appartengono al complesso chiamato Sassi delle Capre. Ci ritroviamo ora in una specie di largo androne, poi saliamo verso sinistra e raggiungiamo il piede di una grande e liscia parete grigia: il Grande Grigio. Lo aggiriamo seguendo il sentiero e, a monte della parete, ci ritroviamo su di un piccolo pianoro sommitale. Da qui si gode un bel panorama sulla Piana di Zocca, le cime sopra a S.Martino (verso N) e una buona parte del Sentiero dei Ciclopi. Volendo, sul lato opposto del Grande Grigio, è possibile prendere il sentiero che scende in diagonale sino alla strada asfaltata, nelle vicinanze del punto di atterraggio degli elicotteri (grande “H”). Noi però torniamo al bivio appena sotto i Sassi delle Capre e prendiamo a sinistra in discesa. Sempre tendendo verso sinistra, passiamo fra la Tartaruga, a sinistra, e il Sasso del Ranocchio, a destra. Scendendo sempre verso destra, raggiungiamo l’Albero delle Lucciole. Percorriamo un breve tratto a destra e arriviamo su di un balconcino erboso, dal quale scendiamo piegando a sinistra e passando fra il Sasso della polenta, a sinistra, e l’Angolo Spettrale, a destra. Poi, percorrendo il perimetro del Sasso di Remenno, intercettiamo il sentiero che sale da sinistra. Seguiamo per un attimo tratto il sentiero verso sinistra, ci ritroviamo allo spiazzo posto ai piedi della parete occidentale del Sasso, la più facile via d’accesso alla sua sommità. Vediamo infatti una serie di scalinature, utilizzate un tempo dai valligiani per salire sul Sasso e falciare il prato che sta sulla cima.
Torniamo, ora, sui nostri passi e scendiamo ai prati che sotto la parete meridionale del grande sasso. Lasciamo a sinistra una cappelletta e, su di una mulattiera, proseguiamo nella discesa verso destra. Stiamo percorrendo un tratto della cosiddetta Via Asburgica, ampliata durante la dominazione della Casa d’'Austria nell’Ottocento. La discesa ci fa passare a destra di un ultimo grande masso, chiamato Ano. Dopo circa 2 ore di cammino, facciamo così ritorno al punto di partenza.

GALLERIA IMMAGINI

ELEMENTI DI INTERESSE

Preda di Sasso Remenno

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