Sentiero Glaciologico Vittorio Sella al Ventina

Val Ventina (Valmalenco)
Tipologia : Sentiero Glaciologico
Difficolta : E

Partenza : Chiareggio
Arrivo : Vedretta della Ventina
Dislivello : 518
Durata : 1 h : 45 min

Itinerario Sintetico : Sentiero Glaciologico Vittorio Sella al Ventina

Segnavia : 305; ST2;
Cartografia : Kompass 93 1:50000 Bernina - Valmalenco - Sondrio; Carta nazionale della Svizzera 1:50.000 - Monte Disgrazia - Foglio 278;

DESCRIZIONE DELL'ESCURSIONE

Il sentiero glaciologico Vittorio Sella (istituito nel 1992 dal Servizio Glaciologico Lombardo e dedicato a Vittorio Sella, alpinista, esploratore e pioniere della fotografia alpina) permette un incontro ravvicinato con il ghiacciaio del Ventina e, grazie ad una serie di targhe poste lungo il sentiero, con la sua storia. Dalla piazza di Chiareggio (m. 1612) si scende e si passa il ponte sul torrente Mallero, poi si prosegue a destra in direzione SO sulla mulattiera che passa per un bosco di conifere e accede all’Alpe Ventina dove sorgono i rifugi: Gerli – Porro (1955 m) e Ventina (1975). Proseguiamo oltre il Rifugio Ventina seguendo le indicazioni per il passo di Ventina (m. 2675) e, sfruttando un ponticello, scavalchiamo un ramo del torrente che scende dal ghiacciaio. Passato un secondo ponticello cominciamo a salire in direzione del filo della grande morena principale, ben visibile, sulla parte sinistra della valle. Dopo un primo tratto di salita, a 2000 metri circa dobbiamo prestare attenzione perché l’Alta Via della Valmalenco ed il Sentiero Glaciologico si separano. La prima prosegue quasi interamente in direzione del passo Ventina, mentre il secondo prende a destra, tagliando il fianco del versante che scende dalla morena, portandosi verso il centro della valle. Per non sbagliare, segnaliamo che, su due distinti grandi massi, troviamo due frecce, una prima senza specificazioni, verso destra, che indica il Sentiero Glaciologico, una seconda con la scritta “Passo Ventina”, che indica l’Alta Via. Il Sentiero Glaciologico, nel punto di separazione, è segnalato da strisce blu (più avanti anche da segnavia rosso-bianco-rossi e da bolli rossi). Il ghiacciaio ci sta di fronte sovrastato dal pizzo Cassandra (m. 3226). Ne vediamo solo la parte terminale. Se guardiamo alla nostra destra, vedremo, incassato fra ripide pareti di roccia, un piccolo ghiacciaio sospeso sopra un grande salto: è il ghiacciaio della Vergine, di tipo pirenaico, cioè più piccolo e rinserrato fra versanti rocciosi. Per un buon tratto restiamo a poca distanza dal ramo principale del torrente, poi ce ne allontaniamo. Iniziamo a salire più decisamente, seguendo i segnavia rosso-bianco-rossi. Raggiunto un masso sul quale è segnata una grande freccia bianco-rossa, a quota 2160, anziché procedere diritti in direzione della freccia e dei segnavia rosso-bianco-rossi, dobbiamo svoltare a destra, seguendo due bolli rossi. Oltre i bolli, non troviamo più segnali, se non qualche ometto, ma il sentiero è abbastanza evidente. In alto, davanti a noi, il ghiacciaio resta nascosto da una grande placca di roccia che noi raggiungiamo. Da qui prendiamo a destra fino a guadagnare il filo di una piccola morena secondaria che poi seguiamo per un breve tratto, piegando quindi di nuovo a destra e salendo sul filo di una seconda piccola morena. Degli ometti indicano la direzione da tenere. Saliamo per un tratto e prendiamo di nuovo a destra: il ghiacciaio riappare e così raggiungiamo la sua fronte a quota 2225 metri. La distruzione del ponticello che serviva a passare sull’altro lato del torrente e la problematicità del guado suggeriscono di lasciar perdere il ramo del sentiero glaciologico che scende sul lato opposto della valle (cioè su quello occidentale) e di tornare per la medesima via di salita (consiglio esposto anche nel pannello segnaletico nei pressi dei rifugi Gerli-Porro).

GALLERIA IMMAGINI

ELEMENTI DI INTERESSE

Alpe Ventina - Monte Disgrazia - Lago Pirola

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