Sentiero glaciologico Luigi Marson al Fellaria

Val di Campo Moro (Valmalenco)
Tipologia : Sentiero Glaciologico
Difficolta : E

Partenza : Diga Alpe Gera
Arrivo : Morena laterale destra ghiacciao di Fellaria
Dislivello : 633
Durata : 2 h : 30 min

Itinerario Sintetico : Diga Alpe Gera - Rif. Bignami - Sentiero glaciologico Luigi Marson al Ferraria - Diga Alpe Gera

Segnavia : ST3
Cartografia : Kompass 93 1:50000 Bernina - Valmalenco - Sondrio; Carta nazionale della Svizzera 1:50.000 - Monte Disgrazia, Foglio 278;

DESCRIZIONE DELL'ESCURSIONE

Salendo da Lanzada, lungo la strada che conduce ai bacini di Campo Moro e Gera incontriamo l'agglomerato di Franscia. Proseguiamo, passando delle gallerie, e raggiungiamo l'ampia area di sosta a Campo Moro (1978 metri). Procediamo fino alla diga di Alpe Gera (m.2000). Parcheggiata l'automobile nel posteggio, saliamo in direzione della casa dei guardiani utilizzando o la strada sterrata o il ripido sentiero che si sviluppa proprio ai piedi del promontorio roccioso che ospita l'edificio dell'Enel. Arrivati al basamento del muro di contenimento, lo risaliamo utilizzando l'aerea passerella. Percorriamo l'intero camminamento della diga fino a raggiungere il sentiero che si sviluppa lungo le pendici del Sasso Moro. Il tracciato, che si snoda parallelo al bacino, tra pascoli di alta quota e pietraie, sale fino all'Alpe Fellaria dove sorge il Rifugio Bignami (2400 metri, 1 ora e 30’). Da qui parte il sentiero glaciologico ""Luigi Marson"", nato nel 1996, con la collaborazione del Comune di Lanzada, che permette di conoscere le varie posizioni del ghiacciaio di Fellaria da fine ottocento ad oggi e scoprire come il ghiaccio abbia inciso profondamente sul paesaggio circostante. Due sono i percorsi escursionistici (A e B) alla portata di tutti e della durata di circa 1 ora ciascuno, che partono dal rifugio. Il percorso ""A"" ricalca in parte la variante alla 6° tappa dell'Alta Via della Valmalenco: dal rifugio andiamo verso N e, passato un torrentello, proseguiamo in salita attraverso i pascoli fino all'antica morena laterale destra del ghiacciaio. Da qui, seguendo il filo di cresta, ci dirigiamo verso il laghetto che sorge sul settore più occidentale del ghiacciaio. Questo è il percorso più bello, ma anche il più difficile. Oltre che per lo stesso sentiero di salita, è possibile fare rientro al rifugio scendendo lungo il fianco della morena e collegandosi al percorso “B”. Il percorso ""B"" è in sostanza, fino sotto alla morena, lo stesso itinerario precedente: da qui però tagliamo in costa i prati, risaliamo sotto una fascia rocciosa e raggiungiamo il limite meridionale del ripiano da cui scendono le cascate di Fellaria. Da questa posizione, scenografica per gli evidenti segni della presenza del ghiacciaio (massi erratici e solchi), proseguiamo nella piana che precede la fronte del ghiacciaio passando per i punti dove i glaciologi, negli ultimi cinquanta anni, hanno effettuato ed effettuano le misurazioni che ne descrivono l’evidente ritiro degli ultimi decenni. Da segnalare è il laghetto proglaciale che da qualche anno caratterizza la fronte in sinistra idrografica, il quale, continuando ad ampliarsi, sta intaccando una parte del ghiacciaio, provocandone il crollo di estese porzioni.

GALLERIA IMMAGINI

ELEMENTI DI INTERESSE

Bacino di Alpe Gera; Alpe Fellaria; Vedretta di Fellaria Orientale

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