Rifugio Primalpia - Rifugio Omio (Val Masino)

Val dei Ratti (Valchiavenna)
Tipologia : Sentiero di Alta Montagna
Difficolta : EE

Partenza : Bivacco Primalpia
Arrivo : Passo del Calvo
Dislivello : 720
Durata : 6 h

Itinerario Sintetico : Rifugio Primalpia - Passo Primalpia - Passo del Calvo - Rifugio Omio (Val Masino) word doc

Segnavia : A21
Cartografia : Carta nazionale della Svizzera 1:50.000 - Monte Disgrazia - Foglio 278; Carta Meridiani Montagne 1:20.000 - Val di Mello; Kompa

DESCRIZIONE DELL'ESCURSIONE

Lungo la S.S. 36 dello Stelvio raggiungiamo il paese di Verceia. Al Bar Frog compriamo il permesso di transito per la località Motta, dove parcheggiamo e, percorrendo a piedi la Valle dei Ratti, arriviamo al Bivacco Primalpia (m. 1980; 4-5h). Seguendo il sentiero A21 (segnavia bianco-rossi), ci incamminiamo per il passo di Primalpia. Raggiungiamo una baita isolata posta sul lato opposto dell’alpe, in direzione NE. Passiamo oltre e saliamo leggermente in direzione di un crinale che separa l’alpeggio dal vallone che porta al valico. Dallo spartiacque erboso vediamo, in fronte a noi, in direzione NE, l’alpe Talamucca ed il rifugio Volta (m. 2212). Scendiamo per un breve tratto dal crinale e, presso un masso segnalato (segnavia e targhetta azzurra logo “Life”), deviamo a destra. Percorriamo una cengia attrezzata e scendiamo al canalone sottostante. Attraversiamo il piccolo torrente per poi risalire sul versante destro (alla nostra sinistra) del canalone. Ci congiungiamo così con il Sentiero Italia Lombardia nord 3. Dopo un prima sella, raggiungiamo il laghetto di Primalpia (m. 2296). Passiamo alla sinistra del lago e ci dirigiamo verso un secondo gradino dove troviamo un altro laghetto (m. 2389). Risaliamo il fianco destro del canalino terminale, così, dopo quasi 2 ore, siamo al passo di Primalpia (m. 2476). Davanti a noi, in primo piano, abbiamo l’alta Valle di Spluga; inoltre vediamo la piana della media Valtellina in basso, i Corni Bruciati verso E-NE ed il gruppo dell’Adamello sul fondo, verso E. Invece, sulla nostra destra ammiriamo tutta la sezione mediana delle Orobie Valtellinesi. Dal passo il Sentiero Life ed il Sentiero Italia Lombardia nord 3 proseguono per vie separate. Quest’ultimo discende la Valle di Spluga passando per i laghetti che scorgiamo sotto di noi, in direzione SE. Noi proseguiamo invece per il Sentiero Life. Portandoci a sinistra del passo, prendiamo un sentiero che scende per un tratto sul fianco della testata della valle e che poi si congiunge con una traccia che attraversa sino alla bocchetta di Spluga. Arriviamo ad un bivio: a destra si va alla baita Spluga nei pressi dell’omonimo lago, invece a sinistra si va al Rifugio Volta. Noi andiamo a sinistra e raggiungiamo la bocchetta di Spluga (m. 2522). Il panorama è vastissimo: oltre alla media Valtellina, vediamo anche, in direzione O, gran parte della Valle dei Ratti e l’alto Lario. Ora raggiungiamo una placca di granito, con segnavia, posta sul lato opposto della bocchetta. Da qui non seguiamo più le indicazioni che scendono verso sinistra alla capanna Volta, ma, rimanendo a destra e seguendo il logo “Life”, iniziamo a salire in prossimità delle grandi placche di granito che si abbassano dalla testata nord-occidentale dell’alta Valle di Spluga. Proseguiamo a salire attraversando una zona di massi e pietre. Proseguiamo a salire e, passando per cenge e corridoi attrezzati, arriviamo ad uno stretto corridoio dal quale già vediamo, alla nostra sinistra, l’intaglio del valico (m. 2700). Raggiuntolo, di fronte a noi appaiono improvvisamente le cime del gruppo del Masino e del Monte Disgrazia. Guardando da sinistra verso destra si riconoscono le maggiori cime della Valle dell’Oro e della valle del Porcellizzo, poi della Val del Ferro, della Val di Zocca, della Val Torrone e della Val Sissone in Valmalenco. Infine, il Monte Disgrazia (m. 3678) ed i Corni Bruciati sulla testata della Valle di Preda Rossa, dove termina il Sentiero Life. Scendiamo ora per la lunga ed esposta cengia attrezzata che taglia, in diagonale, il fianco nord-orientale della cima orientale del Calvo (m. 2873; le cime del Calvo sono infatti due). Nel frattempo, sulla nostra destra, iniziamo a vedere il circo terminale della Val Ligoncio (la sezione meridionale di quella che genericamente viene denominata Valle dell’Oro). Più sulla sinistra riconosciamo la spaccatura della bocchetta di Medaccio posta a destra dell’omonima punta, che collega le valli Ligoncio e Merdarola. Seguendo i segnavia, continuiamo la discesa della Val Ligoncio fino ai primi pascoli, attraversiamo un torrentello e proseguiamo in diagonale verso sinistra. Arriviamo così, dopo 6 ore circa di cammino, al rifugio Omio (m. 2100). Dal rifugio poi, in meno di due ore, si scende ai Bagni di Masino (m. 1172).

GALLERIA IMMAGINI

ELEMENTI DI INTERESSE

Cima del Calvo; Pizzo di Vedretta; Pizzo Ligoncio;

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