Rifugio Brasca - Rifugio Omio

Val Codera (Valchiavenna)
Tipologia : Sentiero di Alta Montagna
Difficolta : EE

Partenza : Rifugio Brasca
Arrivo : Passo Ligoncio
Dislivello : 1270
Durata : 4 h : 15 min

Itinerario Sintetico : Rifugio Brasca - Passo Ligoncio - Rifugio Omio

Segnavia : A9
Cartografia : Carta nazionale della Svizzera 1:50.000 - Monte Disgrazia - Foglio 278; Meridiani Montagna Spluga - Mesolcina 1:40000; Kompass 9

DESCRIZIONE DELL'ESCURSIONE

Arrivati a Novate Mezzola tramite la S.S. 36 dello Spluga, raggiungiamo la frazione di Mezzoalpiano (m. 316 metri) dove parcheggiamo. Prendiamo il sentiero segnalato che permette di accedere alla Val Codera. La salita è caratterizzata da un’infinità di gradini in pietra e tornanti. Intanto pian piano in direzione SO appaiono il lago di Novate e, all’imbocco della Valtellina, il Monte Legnone. Dopo 2 ore circa di cammino arriviamo al Rifugio Luigi Brasca (m. 1304). Dal rifugio andiamo verso la Valle Arnasca o Val Spassato (direzione SE). Passiamo la bastionata iniziale sulla destra idrografica del torrente, dove si vedono due belle cascate. Risaliamo la valle sulla sua destra orografica e raggiungiamo l’alpe Spazzàa (m. 1554). Continuiamo a salire, costeggiamo la parete rocciosa “la Malogia” e, passando ancora per il bosco, sbuchiamo al margine del pascolo d’Arnasca. Da qui tagliamo in diagonale verso destra e raggiungiamo l'Alpe Arnasca (m. 1854), sopra la quale c’è il pianoro dove sorge il Bivacco Valli (m. 1870; 2h dal rifugio Brasca). Prima ancora di raggiungere le baite dell’alpeggio, svoltiamo a sinistra e risaliamo in vista del gigantesco colosso erattico del Sass Carlasc (visibile anche dal Rifugio Brasca). Sopra di questo arriviamo al Bivacco. Il panorama da qui è molto suggestivo. Si domina infatti sull’alta valle e si vedono bene le cime della destra idrografica: il Pizzo di Prata, il Grüf e la testata della Val Codera. In direzione S, la costiera Ligoncio - Cime della Porta. Tagliando verso sinistra e passando sui pascoli ed i detriti, arriviamo sotto la verticale del Pizzo dell’Oro meridionale (m. 2703). Aggiriamo a N il suo sperone di NO. Poi per un pendente canale, attrezzato con catene, risaliamo lo stesso sperono fino ad arrivare ad una evidente spalla affilata, dalla quale, in salita tramite una lunga cengia anch’essa attrezzata, tagliamo la parete SO del Pizzo dell’Oro e raggiungiamo l’intaglio sulla sinistra della sella del Passo Ligoncio (m. 2575; 4h). Scendiamo dal passando stando sulla conca sassosa di sinistra e passiamo per un valloncello. Deviando ancora in diagonale verso sinistra e raggiungiamo il Rifugio Antonio Omio (m. 2100; 4h 15’). La discesa dal rifugio ai Bagni di Masino, accessibili in macchina e serviti dal servizio autobus pubblico, richiede circa 2 ore.

GALLERIA IMMAGINI

ELEMENTI DI INTERESSE

Pizzo Ligoncio; Pizzo dell'Oro;

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