Alla fresca ombra degli abeti nel primo tratto del sentiero che si inoltra nella val di Rhon. Foto di M. Dei Cas Seconda semitappa: da a Prasomaso a San Bernardo.
Ed eccoci, ritemprati dalla pausa ristoratrice, pronti per la seconda semitappa, che ha come meta San Bernardo di Ponte, dove si chiude la prima giornata del Sentiero del Sole (nell’ipotesi di una tre giorni; una due giorni, invece, deve concludersi più avanti, al rifugio Erler di Val Fontana). In questo tratto, come nei diversi successivi, avremo modo di apprezzare l’eccellente lavoro di pulizia, attrezzatura ed anche scalinatura effettuato dalle circa 600 persone coinvolte nella lodevole attività di volontariato che, sotto il coordinamento del CAI, ha reso possibile il varo di questa lunga traversata.
A pochi metri di distanza dal punto di arrivo, leggermente più in basso, sulla strada Prasomaso-Boirolo, il sentiero riparte, percorrendo per un breve tratto una pista che sale nel bosco (qui, come lungo tutto il tracciato, uno sguardo attento alla ricerca dei segnavia bianco-rossi ci evita errori). Dopo una breve e ripida salita, ci stacchiamo sulla destra dalla pista per imboccare un bel sentiero, che inizia una lunga traversata lungo il fianco occidentale della valle di Rhon.
Procediamo all’ombra tranquilla di un bel bosco di abeti, ma, quando tutto sembra far presagire un cammino di assoluto riposo, alcuni passaggi ostici ci impongono cautela ed attenzione. Innanzitutto l’attraversamento di un vallone occupato da materiale franoso: qui dobbiamo procedere piano, perché il terreno tende a cedere sotto i nostri piedi, anche se la pendenza del vallone non è tale da mettere davvero paura. Poco oltre, è un valloncello ben più modesto ma con un passaggio esposto ad imporci una rinnovata attenzione. La bassa val di Rhon vista dal sentiero. Foto di M. Dei CasAvanti, ancora, fino ad una fascia di roccette un po’ esposte: qui le corde fisse ci aiutano a superare in sicurezza anche questo passaggio. Possiamo quindi metterci in una disposizione d’animo più tranquilla: non ci sono ulteriori passaggi ostici, e qualche bello squarcio panoramico che il sentiero ci regala sulla bassa val di Rhon allieta ulteriormente il nostro spirito. La valle è una delle meno conosciute e frequentate del versante retico della media Valtellina, anche se, nella sua parte alta, costituisce il punto di passaggio obbligato per gli scalatori che si pongono come meta la vetta di Rhon (m. 3136).
Torniamo al nostro percorso, che improvvisamente piega a destra ed inizia una ripida discesa, con alcuni tornanti, sul largo dosso di Len, alla volta del più alto gruppo di baite della bassa val di Rhon. Raggiungiamo, così, il prato delle baite, a quota 1090, e ne attraversiamo la parte alta, passando proprio davanti a queste silenziose testimoni di un passato che sembra assopito più che morto. Lasciato il prato, riprendiamo a scendere su una mulattiera più larga, che si fa pista sterrata, fino a raggiungere il punto in cui possiamo guadare il torrente Rhon. Sul lato opposto ci immettiamo in una seconda pista, che seguiamo per un breve tratto in discesa, finchè, in corrispondenza di due nuove baite, scorgiamo, sulla nostra sinistra, il segnavia che segnala il punto di ripartenza del sentiero, che sale ora sul fianco orientale della valle. Ci siamo abbassati, così, di circa 250 metri rispetto al punto di partenza (siamo ad una quota approssimativa di 990 metri), ed ora dobbiamo riguadagnarne altrettanti prima di giungere alla meta, l’agriturismo “Al Tiglio”, posto alla sommità dei prati di San Bernardo.
Le corde fisse ci aiutano a superare qualche roccetta un po' ostica. Foto di M. Dei CasPrima di raccontare la seconda parte di questa semitappa, due incisi: il primo per segnalare che, seguendo l’una o l’altra delle piste menzionate, possiamo riguadagnare, in caso di necessità, il fondovalle (la seconda, sul lato est della valle, raggiunge la strada che da Ponte in Valtellina sale verso la Val Fontana o San Bernardo); il secondo per far presente che chi volesse evitare i passaggi ostici sopra descritti, potrebbe chiudere la prima giornata del Sentiero scendendo a Tresivio, per poi riprendere il cammino, il secondo giorno, proprio dalle baite della bassa val di Rhon, salendo dalla pista sterrata di cui parliamo, oppure direttamente da San Bernardo.
Ma torniamo a noi. Il sentiero comincia a salire, con qualche strappo un po’ faticoso. In un passaggino su roccia leggermente esposto ritroviamo un opportuno corrimano metallico. Alla fine ci ritroviamo su una pista che conduce alla località Brizzot, poco sotto San Bernardo, all’ombra di un bellissimo bosco di conifere. Non dobbiamo però seguirla interamente, ma prestare attenzione al segnavia che, nei pressi di una fontanella, ci indica un sentiero che se ne stacca sulla sinistra e sale nel bosco, intercettando ben presto una mulattiera più larga. Salendo, troviamo anche un piolo di legno con i colori bianco-rossi, separati da un rombo nero, e la sigla del CAI. La ripida salita ci fa passare alla sinistra del vecchio edificio della Latteria. Oltre le baite più alte della bassa val di Rhon, il sentiero riprende. Foto di M. Dei CasPiù in alto ancora, ignorate alcune deviazioni laterali, raggiungiamo una fontana ed una strada sterrata che sale fino al punto più alto dei prati di San Bernardo, a quota 1286 metri circa. Qui troviamo, sotto l’edificio di un ex albergo (ora chiuso), l’agriturismo Al Tiglio, aperto dal 15 giugno al 15 settembre (e, nei finesettimana, tutto l’anno; telefonare, per prenotazioni, al 338 2163177), presso il quale possiamo pernottare (l’agriturismo dispone, infatti, di una struttura che può ospitare sei persone).
Questa seconda semitappa, che prevede un dislivello in salita di circa 300 metri, richiede un’ora e mezza-due di cammino. Chi se la sentisse, può, tuttavia, con circa due ore e mezza di ulteriore marcia, puntare in direzione della Val Fontana, percorrendo il sentiero che conduce a Sant’Antonio, per poi salire al Rifugio caserma Gruppo A.N.A. (o rifugio Erler) in località Campello. Chi, infine, dovesse tornare al piano, può seguire la strada asfaltata che si immette nella strada provinciale Panoramica dei Castelli a monte di Ponte in Valtellina.
Prima del meritato riposo, non perdiamo l’occasione di visitare i prati di San Bernardo, magari percorrendo l’itinerario botanico che ci permette di acquisire una migliore conoscenza di numerose specie di erbe ed alberi. Incontreremo, sul nostro cammino, anche la bella chiesetta di San Bernardo, poco distante dal tracciato del Sentiero del Sole.
Le corde fisse ci aiutano a superare qualche roccetta un po' ostica. Foto di M. Dei CasUna segnalazione, infine: con circa sette ore di cammino si può percorrere un bell’anello che parte dalla strada sterrata per la val di Rhon (che si stacca, sulla sinistra, segnalata dal cartello “Rhon”, da quella che sale verso la Val Fontana o San Bernardo), raggiunge le due baite menzionate, percorre il Sentiero del Sole fino a San Bernardo, prosegue sul medesimo sentiero fino a Sant’Antonio in Val Fontana, da qui scende, sulla strada asfaltata, al bivio San Bernardo-Val Fontana (presso l’interessantissima chiesetta di san Rocco), per tornare, infine, al punto di partenza.
Per proseguire nel cammino del Sentiero del Sole, apri la relazione sulla terza semitappa (seconda giornata).

Difficoltà
E (escursionistica)
Dislivello
mt. 300
Tempo
2 h
Cartina Kompass n. 93 (Bernina-Sondrio), settore B-C7
Testo e fotografie a cura di M.Dei Cas