S. Giacomo - Val Apisella - Livigno

Valdidentro (Alta Valtellina Bormio Livigno)
Tipologia : Sentiero di Alta Montagna
Difficolta : T/E

Partenza : S. Giacomo
Arrivo : Livigno
Dislivello : 333
Durata : 3 h : 30 min

Itinerario Sintetico : S. Giacomo - Val Apisella - Livigno

Segnavia : 138 Sentiero Italia;
Cartografia : Carta nazionale della Svizzera 1:50.000 - Ofenpass, Foglio 259; Cartina Kompass del Parco dello Stelvio; Kompass 1:50000 Bormio,

DESCRIZIONE DELL'ESCURSIONE

Venendo da Milano e Sondrio sulla S.S. n. 38 dello Stelvio passiamo Bormio e ci dirigiamo verso la Valdidentro. Superato Premadio, prendiamo uno degli svincoli sulla destra con l'indicazione ""Cancàno”. Oltrepassiamo Pedenòsso e giungiamo ad un bivio: un cartello segnala che la pista per Cancàno è il ramo di destra. Termina qui il tratto asfaltato ed inizia una lunga strada sterrata (6,4 km) con fondo abbastanza buono, che sale sul fianco sinistro (per noi) del bastione roccioso che introduce alla valle. Raggiunta, dopo una breve galleria scavata nella roccia, la sommità del bastione, passiamo vicino alle celebri Torri di Fraéle (m. 1941), edificate con funzione difensiva ed esistenti già nel XIV sec. Superate le torri, la strada si inoltra sul lato destro orografico (sinistro per noi) della valle passando a sinistra del laghetto naturale delle Scale (m. 1928). Poco oltre, sulla sinistra, è posto il rifugio Monte Scale (m. 1960). Proseguiamo lungo la strada fino alla diga di S.Giacomo e arriviamo all’omonimo ristoro dove parcheggiamo la macchina. Ci incamminiamo verso NO costeggiando la diga sino all’imbocco, alla nostra sinistra, del tracciato militare (ciclabile) costruito dagli Alpini durante la Grande Guerra che collega la diga a Livigno passando per la Val Apisella. Attraversiamo un bosco e, una volta usciti a quota 2100 metri circa, possiamo ammirare, in direzione E, la selvaggia costiera della Cima la Casina (m. 3180). Lungo il tracciato incontriamo anche i laghetti che, secondo la tradizione, sono le sorgenti del fiume Adda. Un cartello segnala il punto esatto delle sorgenti (m. 2102) che sboccano direttamente dal sottosuolo alle pendici del Pizzo Aguzzo (m. 2572) che ci sovrasta alla nostra destra, in direzione N. Continuiamo per ghiaioni e magri pascoli e raggiungiamo il Passo di Val Apisella (m. 2285), luogo di passaggio fra il bacino dell’Adriatico, del quale l’Adda fa parte, e il bacino del Mar Nero, al quale appartiene il torrente di Livigno, lo Spöl (Aqua Granda) tributario del fiume Inn e del Danubio. Andiamo avanti e cominciamo a scendere lungo la pista lasciando alla nostra sinistra il Lago dell’Alpisella (m. 2267). Poco oltre il passaggio con mezzi meccanici è quasi impossibile. Sopra di noi, in direzione N, troneggia il Pizzo del Ferro (m. 3033). Mediante alcuni tornanti arriviamo al ponte di quota 1913 metri. Da qui lungo la mulattiera è possibile raggiungere il dosso di quota 1923 metri dove si prende il tracciato che dalla Val Torta porta a trepalle. Noi scendiamo lungo la pista in direzione NO fino a raggiungere il Ponte delle Capre, nei pressi del ristoro in riva al Lago di Livigno (m. 1800 ca.). Tramite una stradina chiusa al traffico, aggiriamo il versante nord de La Parè e raggiungiamo il limite settentrionale di Livigno (m. 1811).

GALLERIA IMMAGINI

ELEMENTI DI INTERESSE

Pizzo Aguzzo; Bocchetta di Val Bruna; Lago dell'Apisella; Cima di Pozzin; Pizzo del Ferro; Lago di Livigno; Parco Nazionale dello Stelvio

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