Monte Masucco

Valdisotto (Alta Valtellina Bormio Livigno)
Tipologia : Sentiero di Alta Montagna
Difficolta : E

Partenza : Forte Venini
Arrivo : passo di S. Colombano
Dislivello : 740
Durata : 4 h : 30 min

Itinerario Sintetico : Oga - Monte Masucco - Oga

Segnavia : 280
Cartografia : Carta escursionistica Kompass 1:50.000 «Bormio-Livigno-Corna di Campo»; Carta nazionale della Svizzera 1:50.000 - Passo del Be

DESCRIZIONE DELL'ESCURSIONE

Provenendo da Sondrio sulla S.S. 38 dello Stelvio, poco prima di arrivare a Bormio, seguendo le indicazioni per Oga, svoltiamo a sinistra. In pochi minuti raggiungiamo Oga e andiamo oltre per circa 2 km sino alla località Forte di Oga. Qui troviamo la Riserva Naturale del Paluaccio ed il Forte Veinini della Prima Guerra Mondiale (m. 1745).
Parcheggiata l’'automobile nei pressi di un ristoro, che è anche punto d’'inizio degli impianti sciistici di risalita, prendiamo una pista sterrata: un cartello indica la malga di San Colombano ad un’ora e 55’. Iniziamo a salire passando per un bosco di larici, pini mughi ed abeti. Incontriamo diversi cartelli con tempi di percorrenza a volte discordanti, noi comunque seguiamo le indicazioni per la malga ed il passo di San Colombano (sentiero n. 280). Attraversiamo un paio di impianti di risalita ed arriviamo al ristoro della Malga di S. Colombano (m. 2235), localizzato nell’omonima conca che si stende ai piedi del corno di S. Colombano (m. 3022). Qui, insieme ad altri cartelli, un cartello verde ci informa che stiamo percorrendo l’'Alta Via della Magnifica Terra. Prendiamo a destra, trovando ben presto un altro ristoro, e cominciamo a vedere sul passo di San Colombano la chiesetta omonima. Alla nostra destra si eleva il punto più alto degli impianti di risalita di Isolaccia e di Oga, il monte Masucco (m. 2366). Proseguiamo sulla pista e, superato l’ultimo tratto piuttosto ripido, dopo 2 ore e 30’ circa di cammino dalla partenza, raggiungiamo la sella del passo di San Colombano con la caratteristica chiesetta (m. 2484).

La chiesa, costruita nell'’anno 1616, è una delle più alte nel territorio della provincia di Sondrio ed è testimonianza di antiche credenze, prima pagane e poi cattoliche, sulle proprietà miracolose della vicina sorgente di San Carlo e di San Colombano. Il passo risulta essere punto di collegamento tra il versante retico della Valdisotto e la Val Lia (o Val Elia), che scende ai piedi della parete nord della cima Piazzi, in Valdidentro. Con circa 15’ di cammino ci portiamo sul vicino dosso le Pone (m. 2556), vertice nord-occidentale del comune di Valdisotto, dove termina l’impianto di risalita della sciovia delle Pone. Da qui si apre un grandioso panorama. Guardando verso S vediamo: il pizzo Borron, alla sua sinistra il Corno di San Colombano ed a destra il versante nord della cima Piazzi con il ghiacciaio. Procediamo in senso orario e riconosciamo: il corno di Dosdè (Val Grosina e Val Viola Bormina); un breve spicchio del gruppo del Bernina e le cime del versante settentrionale della Val Viola Formina. A N: il passo del Foscagno e le montagne del Livignasco. A NE: la grande dorsale che nasconte la Valle di Fraele, con il monte Pettini, le cime di Doscopa e di Plator, la cima di Schumbraida e il monte Braulio, poi il massiccio versante della Reit, che guarda su Bormio, ed alla sua destra le cime del gruppo Ortles-Zebrù-Adamello. Segue la Valfurva, con il monte Confinale, il pizzo Tresero e dei Tre Signori. Infine verso SE il monte Vallecetta.

In 2 ore circa torniamo alla macchina per la via di salita. Volendo però, dal passo, in 2 ore e 30’ circa, è possibile scendere anche ad Isolaccia (m. 1345) attraverso i boschi della Val Lia. Isolaccia dista circa 7 km da Oga.

GALLERIA IMMAGINI

ELEMENTI DI INTERESSE

Chiesa di San Colombano; Paluaccio di Oga e Forte Venini; Val Cadolena

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