Forte e paluaccio di Oga

Valdisotto (Alta Valtellina Bormio Livigno)
Tipologia :
Difficolta : T

Partenza : Forte Venini
Arrivo : Forte e torbiera Paluaccio
Dislivello : 50
Durata :

Itinerario Sintetico : Forte e paluaccio di Oga

Segnavia :
Cartografia : Carta escursionistica Kompass 1:50.000 «Bormio-Livigno-Corna di Campo»; Carta nazionale della Svizzera 1:50.000 - Passo del Be

DESCRIZIONE DELL'ESCURSIONE

Provenendo da Sondrio sulla S.S. 38 dello Stelvio, poco prima di arrivare a Bormio, seguendo le indicazioni per Oga, svoltiamo a sinistra. In pochi minuti raggiungiamo Oga e andiamo oltre per circa 2 km sino alla località Forte di Oga. Qui troviamo la Riserva Naturale del Paluaccio ed il Forte Veinini della Prima Guerra Mondiale (m. 1745). Durante la stagione estiva è istituito un servizio di autobus che dalla stazione autolinee di Bormio porta fino all’ingresso del parco e vengono organizzate, con cadenza settimanale, visite gratuite guidate a tema (vegetazione, insetti, ecc.). Nel 1983, con legge regionale, la Regione Lombardia istituì la Riserva Naturale del Paluaccio di Oga, nei pressi della frazione di Oga, nel Comune di Valdisotto. La Riserva venne istituita per preservare una zona umida alpina di grande interesse floristico: la torbiera. La torbiera si è formata in un piccolo pianoro (Paluaccio) compreso fra le falde del Monte Masucco ed il dosso sul quale sorge il Forte Venini. Con il concludersi dell’ultima glaciazione (oltre 10.000 anni fa), le condizioni morfologiche hanno favorito in questa zona il ristagno idrico e quindi il deposito di strati di torba profondi anche più di 10 metri. L’area protetta è suddivisa in “riserva integrale” (6 ettari) e “zona di rispetto” (30 ettari) per un totale di 36 ettari di area preservati. La Comunità Montana Alta Vatellina ha realizzato un sentiero turistico di visita con passerelle in legno per agevolare l’attraversamento delle zone paludose e con cartelli didattici al fine di diffonderne la conoscenza. Come già abbiamo accennato, a pochi minuti dal “Paluaccio”, è possibile recarsi in pochi minuti a piedi sul vicino “Dossaccio” dove sorge l’ex Forte Venini. Il Forte venne edificato tra il 1909 ed il 1912 con lo scopo di difendere la linea di confine in previsione di un probabile conflitto con l’Austria che poi si concretizzò nella Prima Guerra Mondiale (1914 – 1918). La struttura venne costruita con gli gneiss granitoidi estratti dalla limitrofa Val Cadolena, e da cemento, proveniente invece per ferrovia fino a Tirano e poi trasportato al Forte su carri grazie alla strada fatta costruire appositamente e che è ancora oggi utilizzabile. Il Forte è disposto su due piani. Esternamente presenta imponenti muri ed un portale ad arco all’interno del quale vi è un ponte scorrevole orizzontale. Internamente troviamo camerate, alloggi degli ufficiali, cucine e magazzini, infermeria e sala comandi, quattro cupole per i cannoni e due più piccole per mitragliatrici. Al di sotto del piano dell’edificio, realizzate nella roccia, sono localizzati il locale caldaia e la polveriera. Il Forte fu presidiato anche durante la Seconda Guerra Mondiale e fino al 1958, anno di inizio del graduale, ma definitivo, abbandono. Dagli anni ’80 è la Comunità Montana Alta Valtellina l’incaricata della sua manutenzione e del suo recupero.

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ELEMENTI DI INTERESSE

Monte Masucco

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