Sopra Campo Tartano, all'ingresso della Val Tartano

La bassa Valtellina, vista dalla bocchetta sopra Sostila. Foto di M. Dei Cas Se abbiamo la nostra base a Campo Tartano, possediamo una discreta esperienza escursionistica e desideriamo effettuare un’escursione che non sia di eccessivo impegno, questo interessante anello, che ha come punto di massima elevazione la cima del Culmine di Campo, fa al caso nostro.
Il Culmine di Campo (m. 1301) è la cima di quel vasto bastione roccioso che divide la parte terminale della Val di Tartano (che si congiunge alla bassa Valtellina nel conoide del Tartano, presso Talamona), ad ovest, dalla Val Fabiolo (il profondo intaglio che raggiunge il fondovalle in corrispondenza del paese della Sirta), ad est. Questo bastione ha due corni: il Crap del Mezzodì (m. 1031), che guarda al fondovalle valtellinese, ed il Culmine di Campo, appunto, che guarda alla bassa Val di Tartano. Nei pressi della cima è stata collocata una grande croce (m. 1276), ben visibile da Campo Tartano.
Partendo da Campo, scendiamo, per un buon tratto (un paio di tornanti) lungo la strada asfaltata che conduce al fondovalle, fino ad incontrare, sulla destra, la deviazione, segnalata, per la località Case di Sopra. Percorriamo, così, un tratturo, che diventa una mulattiera, fino a raggiungere, in breve, la piccola frazione, a 952 metri. Oltre l’ultima casa della frazione, troviamo un sentiero che taglia il fianco occidentale del Culmine, proponendo anche un passaggio un po’ esposto, in un ambiente cupo e selvaggio.
La traversata si conclude nel punto in cui il sentiero intercetta un secondo sentiero che sale direttamente dalla strada per il fondovalle, in un punto che non dista molto dall’ultima curva che si deve affrontare prima del lungo traverso che conduce alla galleria scavata nella roccia (decimo tornante, dove si Passaggio esposto sul sentierino per la bocchetta sopra Sostila. Foto di M. Dei Castrova anche una piccola statua della Madonna e la fermata dei mezzi dell’autolinea). Prendendo a destra, cominciamo a risalire uno stretto ed ombroso canale, delimitato, sulla nostra sinistra, dalle rocce strapiombanti del fianco occidentale del Crap del Mezzodì.
Al termine della salita, usciamo dalla boscaglia e, con sorprendente contrasto, ci ritroviamo proprio sulla panoramicissima bocchetta che, sul versante opposto a quello per il quale siamo saliti, guarda ai ripidi prati sopra Sostila, in val Fabiolo. Dai 977 metri della bocchetta possiamo, infatti, gettare uno splendido colpo d’occhio sulla bassa Valtellina, fino al lago di Novate Mezzola ed all’estremo lembo dell’alto Lario.
A questo punto abbiamo due possibilità per tornare a Campo. La prima è quella di scendere a Sostila (m. 821), per un ripido sentiero, e poi proseguire nella discesa fino al fondovalle della val Fabiolo,, dove si trova la bella mulattiera che, percorsa in salita (verso destra), ci porta alla sella erbosa che si affaccia alla bassa Val di Tartano, presso le località di Ca’ e Somvalle, nel territorio del comune di Fòrcola. Pochi passi ancora, e siamo di nuovo a Campo.
La seconda possibilità è quella che prevede la salita alla cima del Culmine. Questa salita sfrutta una traccia di sentiero che si snoda lungo il crinale che scende dalla cima alla bocchetta. Se ci volgiamo alla bassa Valtellina, potremo vedere, alla nostra sinistra, un sentierino che volge a sud-ovest, porta ad un Il Crap del Mezzodì ed alcune cime del gruppo del Masino. Foto di M. Dei Cascrocifisso e prosegue sul crinale. La traccia spesso si fa labile, ma con un po’ attenzione non la perderemo.
La salita avviene, in buona parte, in un bosco che, nelle belle giornate, appare pervaso di luce, in un’atmosfera di fiabesca bellezza. Alcune radure ci permettono di ammirare, volgendo lo sguardo a nord, uno scorcio delle cime del gruppo del Masino, il pizzo Badile, la cima del Cavalcorto, i pizzi del Ferro, la cima di Zocca, le cime della costiera Remoluzza-Arcanzo, i Corni Bruciati ed il monte Disgrazia, che fanno capolino alle spalle del Crap del Mezzodì e del lungo versante che sovrasta Ardenno.
Superato, sulla sinistra, un modesto gradino roccioso, il sentiero raggiunge una pineta e prosegue quasi pianeggiante. Ignorata una deviazione a destra, torniamo a salire, mentre a destra si apre un primo scorcio della Val di Tartano. Nel fianco orientale della valle si nota l’imbocco della laterale val Vicima. Appare anche l’abitato di Campo Tartano e, sul sottostante fondovalle, lo sbarramento idroelettrico sul torrente Tartano. Non è facile individuale dove sia esattamente il punto sommitale: di certo si trova nella bella pineta che stiamo attraversando. Il bosco regala senza dubbio suggestioni ed incantevoli giochi chiaroscurali, ma toglie molto valore panoramico alla cima. Poi il sentiero si affaccia al versante meridionale, che guarda su Campo. A qualche decina di metri di distanza, sulla sinistra, si trova una grande croce, ben visibile da Campo, e collocata poco sotto la cima.
La croce sul Culmine di Campo. Foto di M. Dei CasTornati sul sentiero, scendiamo, infine, facilmente al paese. Il sentiero è, nel primo tratto, assai ripido, ma si fa poi più dolce, fino a raggiungere le sue case più alte (m 1062). Si chiude, così, un anello che richiede circa 3 ore di cammino e comporta un dislivello approssimativo in salita di 400 metri.

Difficoltà
EE
Dislivello
400 m
Tempo
3 h e 30 min.

- Cartina Kompass del Parco delle Orobie Valtellinesi
Testo e fotografie a cura di M. Dei Cas