Il mulino di Bottonera a Chiavenna

ex Pastificio Moro a Chiavenna
mappamondo stilizzato Località :
Chiavenna (So)

Orari d'apertura :
Dal 30 marzo al 09 giugno 2013
sabato, domenica e festivi dalle 14.30 alle 17.30
Dal 15 giugno all'8 settembre 2013
tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 15.00 alle 18.00
Agosto aperto tutti i giorni
Dal 14 settembre al 03 novembre 2013
sabato, domenica e festivi dalle 14.30 alle 17.30


Informazioni :
Consorzio Turistico Chiavenna

Contatti :
Tel 0343 37485 | consorzioturistico@valchiavenna.com

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Testo di M.Ambrosini

Passeggiando per il centro di Chiavenna potete raggiungere "Bottonera", vecchio quartiere artigiano, posto tra le sponde del fiume Mera e Piazza Castello.
Al suo interno sorsero varie attività produttive basate sull'utilizzo della forza motrice dell'acqua tra le quali mulini, diversi birrifici, una cartiera, un maglio, un pastificio e due fabbriche di ovatta.
Oggi, nonostante i radicali cambiamenti, sono ancora presenti alcuni aspetti a testimonianza delle attività qui svolte negli anni passati anche se gli edifici presenti sono stati adibiti a sede di Enti Pubblici.
Tra questi di particolare interesse è il Mulino dell'ex Pastificio Moro, oggi destinato ad ospitare una Sezione Museale di archeologia industriale. Voluto da Carlo Moro nel 1867, al suo interno si lavorava ininterrottamente giorno e notte garantendo così buone prospettive di impiego per le famiglie della zona e per la vita economica della Valchiavenna. Anch'esso sfruttava la forza motrice garantita dall'acqua del fiume Mera attraverso una rete di canali, sostituiti poi negli anni 40 dall'energia idroelettrica. Il mulino si sviluppa su tre piani più un seminterrato. I vari locali hanno ognuno la propria funzione. Al piano terra troviamo la sala Macchine, la sala della pulitura e quella del lavaggio dei cereali; al primo piano sono collocati i laminatoi; al secodo e al terzo piano vi sono i "plansister", le semolatrici e i vari macchinari per il recupero dei prodotti secondari della lavorazione e per l'insaccaggio. Il seminterrato ospitava la turbina e alcune macchine per la pulitura. L'attività del mulino forniva farina per la panificazione, semola di grano duro per la pastificazione, farinaccio, tritello e crusca.
L'installazione delle prime quattro macine risale al 1890 ad opere delle Officine Meccaniche di Monza, successivamente, nel 1930, il numero delle macine venne elevato a sei.
Grazie ai recenti interventi di restauro e grazie ad associazioni di volontariato il mulino è giunto pressochè intatto fino ai giorni nostri.

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