LETTERA APERTA AI 10.000 SOCI DELLA SEZIONE DI MILANO,
A TUTTI GLI ALTRI 300.000 SOCI DEL CAI E, PERCHÉ NO, ANCHE ALLA SEDE CENTRALE

I danni della slavina dell'inverno 2000/2001 (Foto G.Parolini 2001)I danni della slavina dell'inverno 2000/2001 (Foto G.Parolini 2001)
I danni della slavina dell'inverno 2000/2001 (Foto G.Parolini 2001)Una foto del rifugio prima della slavina (Foto Corazza-Cornaggia).

L'anno 2000 non è stato purtroppo positivo per i rifugi della Sezione di Milano del Club Alpino Italiano.

Lo scorso novembre una valanga, in Val Masino, ha distrutto il tetto e il piano sottostante del Rifugio Bonacossa e circa un terzo dell'adiacente Allievi.

Poi lo scioglimento della neve ammucchiatasi all'interno ha provocato per l'uno e provocherà per gli altri danni gravissimi anche a impianti e arredi. Più di circa 500 milioni occorrono per il ripristino del Bonacossa e il recupero almeno parziale dell'Allievi come rifugio invernale.

Il complesso Bonacossa-Allievi, tappa fondamentale del Sentiero Roma , difficilmente sarà agibile questa estate, a meno di non sostenere altre ingenti spese per garantire almeno un ricovero provvisorio durante i lavori di ricostruzione.

La nostra Sezione da anni sta impegnando risorse umane e finanziarie per i lavori imposti da normative sempre più cogenti in tema di igiene ambientale, prevenzione incendi, messa a norma di impianti e così via.

Se tenete presente che i nostri rifugi sono oltre una trentina, che i lavori in quota costano circa il doppio che in città e che una enorme quantità di pratiche burocratiche è purtroppo necessaria, potete facilmente rendervi conto della montagna di soldi e di lavoro che sono stati impiegati e che ancora occorrono.

Le valanghe che hanno colpito l'Elisabetta e il Bonacossa-Allievi ci stanno mettendo definitivamente in ginocchio.

Crediamo sia giusto chiedervi un contributo straordinario su base volontaria: se ogni socio raddoppiasse per il 2001 la quota sociale, o comunque versasse - se ha già rinnovato puntuale - un importo pari alla quota versata, la Sezione disporrebbe delle somme necessarie per far fronte alla ricostruzione del complesso Bonacossa-Allievi.

Certo, in linea di principio non è equo che tutti gli oneri ricadano sui soci di una sola Sezione , mentre i soci di Sezioni che non possiedono rifugi ne godono invece tutti i benefici senza alcun costo. Inoltre riteniamo che anche la Sede Centrale non dovrebbe più continuare a ignorare il problema; dovrebbe considerare i rifugi patrimonio comune del Sodalizio e pertanto contribuire efficacemente almeno nei casi in cui gli interventi siano dettati dallo stato di necessità.

Questo appello non è soltanto però una sottoscrizione. È anche un significativo referendum: ci occorre a questo punto sapere se i Soci credono che i rifugi siano ancora un elemento essenziale dell'attività del CAI - e quindi meritino l'impegno economico e di volontariato necessario per mantenerli in vita - oppure se pensano che siano diventati un peso eccessivo , sproporzionato ai benefici, e sia quindi opportuno, pur se amaramente, dismetterli , cedendoli a terzi, oppure chiudendoli , di fatto abbandonandoli.

Le risorse di uomini e di soldi che si libererebbero andrebbero destinate sia ad attività già in atto (le Scuole, le Gite, l'Alpinismo giovanile, la Biblioteca , le attività scientifiche e culturali ) sia alla ripresa di iniziative in passato fiorenti (pubblicazioni, sostegno a spedizioni alpinistiche) sia intraprendendone di nuove (suggeritecele!), che potrebbero forse trovare maggiore consenso e meglio contribuire alla diffusione del nostro amato CAI.

Allora, a voi la scelta: contribuiamo numerosi alla ricostruzione del Bonacossa-Allievi, dell'Elisabetta e degli altri rifugi o rinunciamo a essi ?

Milano, 19 gennaio 2001

Il Consiglio della Sezione del CAI Milano