LETTERA
APERTA AI 10.000 SOCI DELLA SEZIONE DI MILANO,
A TUTTI GLI ALTRI 300.000
SOCI DEL CAI E, PERCHÉ NO, ANCHE ALLA SEDE CENTRALE




L'anno
2000 non è stato purtroppo positivo per i rifugi della Sezione di Milano
del Club Alpino Italiano.
Lo scorso novembre una valanga, in Val Masino,
ha distrutto il tetto e il piano sottostante del Rifugio Bonacossa e circa un
terzo dell'adiacente Allievi.
Poi lo scioglimento
della neve ammucchiatasi all'interno ha provocato per l'uno e provocherà
per gli altri danni gravissimi anche a impianti e arredi. Più di circa
500 milioni occorrono per il ripristino del Bonacossa e il recupero almeno parziale
dell'Allievi come rifugio invernale.
Il complesso Bonacossa-Allievi,
tappa fondamentale del Sentiero Roma , difficilmente sarà agibile questa
estate, a meno di non sostenere altre ingenti spese per garantire almeno un ricovero
provvisorio durante i lavori di ricostruzione.
La nostra
Sezione da anni sta impegnando risorse umane e finanziarie per i lavori imposti
da normative sempre più cogenti in tema di igiene ambientale, prevenzione
incendi, messa a norma di impianti e così via.
Se
tenete presente che i nostri rifugi sono oltre una trentina, che i lavori in quota
costano circa il doppio che in città e che una enorme quantità di
pratiche burocratiche è purtroppo necessaria, potete facilmente rendervi
conto della montagna di soldi e di lavoro che sono stati impiegati e che ancora
occorrono.
Le valanghe che hanno colpito l'Elisabetta
e il Bonacossa-Allievi ci stanno mettendo definitivamente in ginocchio.
Crediamo
sia giusto chiedervi un contributo straordinario su base volontaria: se ogni socio
raddoppiasse per il 2001 la quota sociale, o comunque versasse - se ha già
rinnovato puntuale - un importo pari alla quota versata, la Sezione disporrebbe
delle somme necessarie per far fronte alla ricostruzione del complesso Bonacossa-Allievi.
Certo, in linea di principio non è equo che tutti
gli oneri ricadano sui soci di una sola Sezione , mentre i soci di Sezioni che
non possiedono rifugi ne godono invece tutti i benefici senza alcun costo. Inoltre
riteniamo che anche la Sede Centrale non dovrebbe più continuare a ignorare
il problema; dovrebbe considerare i rifugi patrimonio comune del Sodalizio e pertanto
contribuire efficacemente almeno nei casi in cui gli interventi siano dettati
dallo stato di necessità.
Questo appello non è
soltanto però una sottoscrizione. È anche un significativo referendum:
ci occorre a questo punto sapere se i Soci credono che i rifugi siano ancora un
elemento essenziale dell'attività del CAI - e quindi meritino l'impegno
economico e di volontariato necessario per mantenerli in vita - oppure se pensano
che siano diventati un peso eccessivo , sproporzionato ai benefici, e sia quindi
opportuno, pur se amaramente, dismetterli , cedendoli a terzi, oppure chiudendoli
, di fatto abbandonandoli.
Le risorse di uomini e di
soldi che si libererebbero andrebbero destinate sia ad attività già
in atto (le Scuole, le Gite, l'Alpinismo giovanile, la Biblioteca , le attività
scientifiche e culturali ) sia alla ripresa di iniziative in passato fiorenti
(pubblicazioni, sostegno a spedizioni alpinistiche) sia intraprendendone di nuove
(suggeritecele!), che potrebbero forse trovare maggiore consenso e meglio contribuire
alla diffusione del nostro amato CAI.
Allora, a voi
la scelta: contribuiamo numerosi alla ricostruzione del Bonacossa-Allievi, dell'Elisabetta
e degli altri rifugi o rinunciamo a essi ?
Milano, 19 gennaio 2001
Il Consiglio della Sezione del CAI Milano