L'escursione
per eccellenza, volendo da qui tornare al parcheggio per altra via, è proprio
la traversata al rifugio Sciora. Ciò
richiede 3 ore di cammino, nelle quali si conoscono diversi terreni e continui
saliscendi. Si comincia percorrendo il sentiero che sale per circa 300 metri di
dislivello verso Sud, su grosse placche rocciose, poi scende ripido con l'ausilio
di ferrata lungo un canale (detto "Il Viale") che sbocca ai piedi della
Vedretta del Cengalo, sotto la base della "Nord" del Badile (è
proprio questa la parete che, per la sua evidente forma, ha assegnato il nome
di Badile al Pizzo, molto "battuto" dagli arrampicatori). Da qui si
intravede in lontananza, verso Est, il Rifugio Sciora, ma siamo solo a metà
strada; bisogna ancora infatti traversare tutta la vallata, in un continuo saliscendi
tra sfasciumi di granito, sopra enormi morene che sotto di sé nascondono
decine di metri di ghiacciaio ormai in lento processo di scioglimento, come avviene
purtroppo per tutti i ghiacciai della terra. E' spettacolare fermarsi ed intravedere
enormi gole che scendono buie a picco sotto i nostri piedi o solo notare che il
ghia cciaio
è praticamente coperto da uno strato di sassi notevole. Dopo essere passati
sotto la maestosa parete Nord del Cengalo, sotto la Cresta dei Gemelli e ai piedi
del ghiacciaio di Bondo, si giunge al "Sciora". - al bivacco
Pedroni-Dal Prà (m.2592) per il Passo di Trubinasca (m.2701) in 3 ore,
e di qui al rifugio Brasca in Val Codera (m.1304)
o al rifugio Gianetti in Val
Masino (m.2534). - Alle pareti settentrionali del Badile (m.3308, bivacco
Redaelli in vetta), del Cengalo (m.3370), della Trubinasca e della Punta Sant'Anna
(m.3171).
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