All'alpe Sivigia, in Val Codera
a quota 2592 metri

 

 

Il bivacco pedroni Dal Prà. Foto di Maggioni L. e Bariani F. 1988 Raggiungere il bivacco Pedroni-Dal Prà richiede dalle 6 alle 8 ore di cammino a seconda dell'allenamento e sicuramente molta energia e volontà, ma questa gita è sicuramente una delle più entusiasmanti e gratificanti della zona. E' comunque consigliata l'ascesa in due giornate, pernottando presso il Rifugio Brasca situato circa a metà tracciato. Con l'auto si raggiunge Novate Mezzola (m.208, 10 Km dal Trivio di Fuentes), dove si prende verso destra la strada asfaltata che conduce alla frazione di Mezzolpiano (m.316), proprio all'imbocco della Val Codera. Qui si abbandona l'auto e si prosegue a piedi lungo il sentiero che si fa subito molto ripido. Si giunge così in un'ora alla località di Avedè (m.791), da dove si possono ammirare, per l'ultima volta durante questo Il bivacco pedroni Dal Prà. Foto di Maggioni L. e Bariani F. 1988 percorso, il lago di Como e il lago di Novate, nella fresca ombra di qualche castagno. Il tracciato permette ora di riprendere fiato grazie alla discesa che attraversa la valle, ma l'illusione dura poco, perchè è soltanto con una risalita che si accede alla località di Codera (m.825), dove sorgono il rifugio Locanda Risorgimento e più avanti il rifugio Osteria Alpina. Qui il sentiero procede finalmente quasi in piano per attraversare la valle e condurci ai casolari di Tiune, Saline, Stoppadura e Bresciadega (dove si trova l'omonimo rifugio), da dove, seguendo un falsopiano in mezzo a prati e larici, si giunge al rifugio Brasca. Il rifugio Brasca sorge in mezzo a pascoli, al limite del boschetto che circonda l'alpe. Da questa pittoresca posizione si ha una vista interessante delle Cime d'Averta e soprattutto delle lisce pareti di granito della Sfinge e del Ligoncio. Da qSalendo in val Codera incontriamo un bel bosco che precede il rifugio Brasca. Foto di M. Dei Cas ui si prosegue lungo il sentiero che costeggia il fondovalle, si superano le baite di Coeder e si arriva, dopo un lungo falsopiano, al circo roccioso che chiude il fondovalle. Qui comincia una ripida salita che, con una serie di tornanti, conduce all'Alpe Sivigia (m.1939). Si continua a salire verso sinistra e, una volta superata la deviazione per la Bocchetta di Teggiola, si prende verso destra. Raggiunto lo sperone roccioso che appartiene alla cresta del Pizzo Trubinasca, lo si affronta fino a giungere al poggio dove sorge il bivacco.


Difficoltà
E (escursionistica)
Dislivello
mt. 2320
Tempo
7 ore




- al rifugio Sasc Fourà per il Passo della Trubinasca (m.2701) in 3 ore

- al rifugio Gianetti (m.2534) per il passo di Porcellizzo (m.2962) in 2 ore




Proprietà:

CAI sez. Novate Mezzola

Cartina Kompass n.92 - settore C5
Testo a cura di R.Moiola e fotografie a cura di Maggioni L.-Bariani F. e M.Dei Cas

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Numeri di posti a dormire
11
Presenza di coperte nel bivacco
?
Presenza di acqua nei pressi
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Presenza di telefono d'emergenza
NO
Presenza di stoviglie
?
Presenza di fornello a gas
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Ultima Modifica: Domenica, 11 Febbraio, 2007

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