Descrizione
della zona e dell'itinerario: Antico confine tra Repubblica di
S.Marco, Ducato di Milano e territorio dei Grigioni, il Pizzo dei Tre
Signori è una delle cime più famose e frequentate di tutte
le Alpi Orobie.
La zona è importante non solo per il bel panorama che si può
godere dalla cima sulle province di Lecco, Bergamo e Sondrio e verso i
quattro punti cardinali, ma anche per la presenza di importanti bacini
idroelettrici (lago d'Inferno e lago di Trona), per la presenza di interessanti
resti di forni e di cave per l'estrazione e la prima lavorazione del minerale
di ferro (siderite ed ematite) ed infine per il ritrovamento nelle arenarie
della zona di fossili di vegetali (Cassinisia orobica) e di tracce fossili
di tetrapodi.
Salita: Lasciata Gerola Alta, si sale verso Pescegallo
e verso una piccola centrale idroelettrica da cui inizia il sentiero per
la valle della Pietra.
Si segue il torrente sulla sinistra fino ad attraversarlo verso quota
1300 m.; sulla destra si procede fino a 1400 m. per poi risalire sulla
sinistra lungo il sentiero fino ad arrivare alla casera nuova di Trona
(m.1830) ora trasformata in accogliente rifugio.
Proseguendo lungo il fianco sinistro orografico della valle si sale con
dolce pendenza fino alla bocchetta di Trona(m.2092) e poco dopo si incontra,
scendendo di pochi metri, il rifugio Falk da cui si sale al Pizzo Varrone
e alla bocchetta di Piazzocco (m.2252).
Dopo avere attraversato diagonalmente un pendio si sale verso la vetta
affrontando la pendenza più ripida (si consiglia di abbandonare
gli sci in mancanza di neve più che sicura).
Salita alternativa può essere quella che attraversa la val Vedrano
e che attraversata una bocchetta riconduce alla Casera vecchia di Trona.
Discesa: Per la via di salita o con neve più che
sicura per la bocchetta d'Inferno che conduce al lago omonimo e quindi
all'itinerario di salita.
Si raccomanda attenzione in quanto con neve primaverile c'è pericolo
di valanghe nella parte bassa della valle della Pietra.
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