Descrizione
della zona e dell'itinerario: Insieme all'itinerario del Sasso
Bianco, quello del Pizzo Scalino è senza dubbio uno dei più
antichi (già di moda ad inizio secolo) e conosciuti anche fuori
provincia; ogni anno frotte di sci alpinisti affrontano questo percorso
partendo sia dalla Svizzera da Selva che dall'Italia da Campo Moro (a
rendere famosa la zona è stato anche un frequentatissimo rally
scialpinistico che ogni anno viene disputato proprio in questa località).
La posizione del ghiacciaio, situato proprio di fronte al gruppo del
Bernina, con un panorama senza confronti, ha contribuito non poco alla
notorietà della zona mentre la qualità della neve in pendii
quasi completamente esposti a nord fanno sì che lo sci alpinista
trovi qui, più che in altre località la possibilità
di discese impagabili tra nuvole di polvere bianca.
Salita: Si sale con l'auto da Franscia fino quasi a
Campo Moro (m.1900); dove parte il sentiero per l'alpe Campascio e Campagneda,
si lascia l'auto in un piccolo parcheggio sulla destra e messi gli sci
si sale per un primo tratto lungo la strada e poi lungo un largo sentiero
che conduce tra i boschi fino all'alpe Campascio (m.2078), dove si possono
ammirare delle bellissime baite in legno, e poi all'alpe Campagneda
(m.2145); qui si può già vedere sulla destra la caratteristica
ed imponente vetta del pizzo Scalino (m.3323); si procede sempre in
direzione est fino a quando ci si trova sotto i ripidi bastioni del
Cornetto (m.2848) da salire con prudenza se c'è troppa neve e
sempre con larghe diagonali a zig zag.
Giunti così ad una specie di bocchetta si apre davanti agli occhi
il ghiacciaio ed oltre il pizzo Canciano che svetta all'orizzonte; ci
si porta allora sulla destra e si sale in direzione sud-est con prudenza
fino al crepaccio terminale, che spesso è chiuso dalla neve e
si supera con facilità. Abbandonati gli sci si può salire
sulla cresta con una breve arrampicata e poi sempre in cresta ci si
porta sulla cima dominata da una grande croce.
Si raccomanda prudenza soprattutto nell'ultimo tratto e la dotazione
di piccozza, ramponi e corda. Strada alternativa di salita può
essere quella che porta al Cornetto non per la via più ripida
ma attraversando il passo di Campagneda (m.2626) da cui poi si sale
a destra (dopo una breve discesa) lungo il ghiacciaio.
Il passo di Campagneda può anche diventare la meta finale di
un itinerario più tranquillo e riposante. Altra variante di salita
per il Cornetto, o meta finale di una breve passeggiata può essere
quella che dall'Alpe Campascio porta a Prabello e al rifugio Cristina,
alpeggio che d'inverno sotto la neve diventa un luogo incantato e silenzioso
dove ci si aspetta di veder comparire da un momento all'altro gnomi
e folletti insieme ai loro amici animali dei boschi.
Discesa: Per la via di salita oppure se si è
provveduto in merito, posizionando un auto a Selva, si può anche
scendere in direzione del passo di Canciano e poi in Svizzera.
Altra possibilità è quella di scendere fino al passo di
Campagneda e poi lungo la val Poschiavina fino al lago di Gera, dove
però spesso è un po' problematico per presenza di ghiaccio
e accumuli di neve, l'accesso alla diga da cui si deve poi discendere
fino a Campo Moro per riprendere l'auto.