Uno dei più classici itinerari di scialpinismo della Val del Liri

 

 

La salita da S.Salvatore al lago della Casera permette di attraversare boschi maestosi e di toccare caratteristici alpeggi - Fotografia di F.BenettiDescrizione della zona e dell'itinerario: La valle del Livrio è ricordata spesso sui testi di storia della Valtellina perché si narra che nell'ossario della chiesetta di S.Salvatore siano stati segnalati dei teschi enormi, che facevano pensare a dei veri e propri giganti.
Aleggia quindi nei fitti boschi di questa valle un non so che di misterioso e affascinante che si respira insieme con l'aria gelida e pungente quando si sale arrancando lungo lo stretto sentiero che sale verso il Campaggio e il passo del Campaggino.
Ricordiamo anche che la zona è località famosa di caccia per la presenza di notevoli branchi di camosci che spesso in inverno si possono vedere anche a distanza abbastanza ravvicinata intorno a S.Salvatore.

Salita:
Se si riesce ad arrivare con l'auto fino a Cantone (m 990) tutto di guadagnato, altrimenti (spesso la strada è cosparsa di lastroni di ghiaccio pericolosi e talvolta insuperabili), bisogna partire da S.Antonio (m.775), bella contrada con chiesetta dedicata a questo santo.
Da Cantone si mettono gli sci e si comincia a salire lungo la strada, senza nessuna particolare difficoltà, raggiungendo in breve tempo l'antica chiesa di S.Salvatore (m.1311) e la vicina omonima contrada.
Superato di poco il paese, si procede o lungo la strada o salendo attraverso gli ampi prati del versante destro orografico e ci si infila nella valletta della Casera che porta al lago omonimo (m.1920).
Dalle baite della Casera si attraversa un rado bosco di larici e girando con un semicerchio a destra, si comincia a salire diritti fino ad un ampio pianoro (m.2270); si passa sotto il Campaggino (m.2420) e si sale verso la bocchetta omonima (attenzione che la neve sia sicura), che mette in comunicazione la valle del Livrio con la val Venina.
A.Boscacci ricorda come su questo passo vi sia un curioso masso la cui forma ricorda quella di un campacc (grossa gerla), da cui il nome dei due monti qui citati Campaggio e Campaggino. Per raggiungere la cima (m.2502) seguendo la cresta è necessario abbandonare qui gli sci e fare una breve arrampicata.Discesa dal Pizzo Campaggio sui vasti alpeggi di S.Salvatore; sullo sfondo il versante retico alla periferia di Sondrio - Fotografia di F.Benetti

Discesa: Per la via di salita.

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Partenza
Cantone (m.990)
Dislivello
circa m.1500
Tempo
circa 5 ore e 1/2


- Cartina Kompass n.92
Testo e fotografie a cura di F.Benetti
http://www.skiriders.it/
pagina vista da alpinisti: <<contatore>>



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Ultima Modifica: Domenica, 18 Febbraio, 2007

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