Descrizione
della zona e dell'itinerario: E' questa senza dubbio l'area
più importante e famosa della val Malenco per quanto riguarda
l'alpinismo, comprendendo cime come il Pizzo Bernina che supera i quattromila
ed altre vette famose come il Pizzo Palù, lo Scerscen e il Roseg;
presenta però anche notevoli attrattive per gli appassionati
di sci alpinismo, che amano ritrovarsi proprio al Rifugio Marinelli,
costruito dal CAI nel 1880 e punto ideale di partenza per numerose escursioni;
il rifugio è stato anche per anni centro organizzativo di numerose
edizioni del rally sci-alpinistico internazionale del Bernina.
Presso il rifugio si possono ammirare alcune interessanti opere in bronzo
dello scultore Livio Benetti.
Non sono da sottovalutare gli aspetti paesaggistici, dato che il panorama
che si affaccia alla Bocchetta della Forbici, sopra il rifugio Carate,
davanti al Gruppo del Bernina e alla sottostante valle di Scerscen ,
è senza dubbio uno dei più bei panorami delle Alpi, paragonabile
a quello più famoso che appare a chi sale fino alla Furcla di
Surlej in val Roseg.
Salita: Si parte da Campo Moro (m.1990), lasciando
la macchina appena sotto l'ultima diga a ovest e messi gli sci in spalla
(non è sempre prudente salire con gli sci ai piedi), si sale
fino ad un dosso dove si possono mettere gli sci e cominciare la salita
che porta prima sopra l'Alpe Musella e poi arrampicandosi lungo i famosi
"sette sospiri" al rifugio Carate (m.2636), che può
essere considerata come la prima tappa o anche meta (per chi è
già stanco) di questo lungo itinerario.
Dalla Carate si sale in pochi minuti alla bocchetta delle Forbici, da
dove inizia una lunga traversata in diagonale (procedere con prudenza)
sulla val di Scerscen fin sotto a uno sperone roccioso sopra il quale
sorge la capanna Marinelli, raggiungibile con una breve deviazione verso
destra.
E'questa la seconda tappa o meta finale per chi non vuole procedere
oltre, del nostro itinerario. Per chi sale al Bernina è meglio
pernottare qui e poi salire freschi la mattina dopo al rifugio Marco
e Rosa e quindi alla cima (altra possibilità è quella
di salire subito alla Marco e Rosa e dormire lì).
Si sale quindi al Passo Marinelli occ.le e al ghiacciaio di Scerscen
superiore, superato il quale in direzione nord si sale sulla sinistra
il canalone di Cresta Guzza, sbucando in alto in prossimità del
Rifugio Marco e Rosa(m.3597).
Dal rifugio si sale alla spalla che conduce verso la cresta sud-est
del Pizzo Bernina e abbandonati prudenzialmente gli sci si arriva arrampicando
su rocce esposte fino alla cima italiana (m.4021) e poi a quella svizzera
(m.4050) lungo affilata cresta nevosa.
Dalla capanna Marinelli, in giornata oppure pernottando qui e ripartendo
la mattina successiva si può salire alla Bocchetta di Caspoggio
(m.2983), bocchetta che si può ammirare anche dal rifugio in
direzione est.
Si scende un tratto con gli sci per poi risalire lungo il ghiacciaio
sulla sinistra, arrivando senza problemi fino alla bocchetta da cui
si può tornare alla Marinelli per la via di salita, oppure scendere
per l'altro versante in direzione della bocchetta di Fellaria (m.2819)
e del rifugio Bignami (m.2401).
Chi volesse ha poi un ampio ventaglio di scelte alternative di salita:
al Pizzo Palù (m.3906), alle cime di Bellavista (m3840-3922),
all'Argient (m.3945)- Zupò (m.3996),al bivacco Parravicini (m3183)
e al pizzo Sella (m.3511), al Sasso Moro (m.3108), alla Sassa d'Entova
(m.3329), al Pizzo Tremogge (m.3441) ecc.
Si raccomanda sempre l'equipaggiamento di piccozza, corda e ramponi.
Discesa: Per la via di salita, oppure in via alternativa
dalla capanna Marco e Rosa è possibile spostarsi sulle cime di
Bellavista e da lì scendere sul ghiacciaio di Fellaria orientale
fino al rifugio Bignami; si può altrimenti scendere in territorio
svizzero attraversando la Fortezza fino al ghiacciaio del Morterasch
e poi proseguire fino alla stazione ferroviaria omonima; dalla Bocchetta
di Caspoggio si può scendere sempre al rifugio Bignami (attenzione
al tratto Bignami - Diga di Gera da fare solo in assenza di neve per
pericolo slavine), oppure alla forcella di Fellaria (breve risalita)
per poi ricongiungersi all'itinerario di salita appena sotto il rifugio
Carate.