Descrizione
della zona e dell'itinerario: L'ascesa alla cima del Gran Zebrù
è tra gli itinerari valtellinesi uno dei più ambiti per
qualsiasi sci-alpinista che si rispetti e come qualsiasi salita impegnativa
presenta certi accettabili rischi.
Se affrontata però con neve sicura e con la necessaria prudenza
(spesso si affrontano certe cime con eccessiva spavalderia e sicurezza
dei propri mezzi), l'ascesa al Gran Zebrù non risulterà
proibitiva a nessuno (il presupposto è che si abbia chiaramente
un minimo di allenamento in montagna) e riuscirà a dare grandi
soddisfazioni oltre ad offrire un impareggiabile panorama su tutto il
favoloso comprensorio di cime del ghiacciaio dei Forni.
E' possibile pernottare al rifugio Pizzini.
Salita: Lasciata l'auto al parcheggio del rifugio dei
Forni, si sale lungo la mulattiera che porta al Rifugio Pizzini (m.2700),
con gli sci ai piedi o in spalla a seconda della presenza o meno di
neve in zona.
Giunti alla capanna ci si dirige, lungo facili pendii e vallette, in
direzione nord verso uno sperone di roccia che sta proprio sotto la
bellissima parete sud del Gran Zebrù.
Si comincia quindi a salire, con una certa prudenza, meglio se con gli
sci in spalla, aiutandosi con le racchette o una picozza lungo una valletta
piuttosto ripida posta a destra del roccione, che conduce proprio alla
base della parete sud.
A questo punto i meno arditi abbandonano gli sci e dopo un breve pendio
cominciano ad affrontare la parte più ripida della salita (da
affrontare solo con neve estremamente sicura, con picozza, ramponi ai
piedi e se possibile in cordata).
Percorso il ripido pendio nevoso, dove si procede con fatica e spesso
si affonda fino al ginocchio nella neve, si arriva a un punto dove sulla
sinistra si notano resti di impalcature, ricordo della guerra 15/18
e quindi ci si porta sulla destra per salire la sottile cresta finale
che in breve porta alla grande croce che domina la cima.
Da questa crestina si gode una bellissima vista sulla valle di Solda
sottostante (da notare un grosso palo conficcato nella parete nord residuato
di qualche teleferica militare), mentre dalla cima si gode uno dei più
bei panorami alpini, sul ghiacciaio dei Forni e sulle decine di cime
che lo coronano.
Discesa: Per la via di salita con la massima prudenza.
