Mentre
d'estate la Val di Tàrtano è, fra le valli del versante orobico valtellinese,
quella che, insieme alla Val Geròla, offre il maggior numero di itinerari
escursionistici, d'inverno diventa una delle mete predilette dagli amanti
dello sci-alpinismo, che vi possono ritrovare alcuni percorsi che sono
alla portata anche di quelli tecnicamente meno preparati. Il più praticato
di questi percorsi è quello che ha come meta il passo di Tartano e che
può essere prolungato con l'ascensione alla cima di Lemma.
Lasciamo dunque la statale 38 alla deviazione che,
nei pressi del ponte sul torrente Tartano, fra Talamona ed Ardenno,
costituisce il punto di partenza della pedemontana orobica, che giunge
fino a Sondrio. Percorse qualche centinaia di metri sulla pedemontana,
troviamo, a destra, la deviazione per la Val di Tartano. Si tratta di
una strada che, con diversi tornanti, risale il dirupato versante occidentale
del Crap del Mezzodì, raggiungendo, dopo un brev
issimo tratto in galleria, il primo centro della valle,
Campo Tartano (m. 1049). Proseguiamo alla
volta del centro principale, Tartano (m. 1210), posto proprio laddove
la valle si biforca: verso sud-est, infatti, si apre il solco della
Val Lunga, verso sud-sud-ovest quello della Val Corta, che a sua volta
si divide nella valle di Lemma e nella val Budria. Percorriamo la strada
asfaltata che sale in Val Lunga, superando le diverse località poste
alla sua sinistra ed alla sua destra (Valle, Rondelli, Piane, Pila,
Le Tegge). Oltrepassata una galleria paramassi, percorriamo un ulteriore
tratto con fondo in terra battuta, fino ad un parcheggio che, nelle
domeniche d'inverno, ospita le automobili degli amanti dello sci-alpinismo
più tranquillo, che salgono fin qui per effettuare qualche rilassante
discesa. Lasciata qui l'automobile, percorriamo l'ultimo tratto di strada,
che ci porta sotto il rifugio Beniamino (m. 1500), in località Fienili
Arale.
A questo punto la salita segue il sentiero che, dopo
un tratto nel bosco, esce di nuovo all'aperto, supera la Prima baita
ed i torrenti che s
cendono
dalla val Comunello e dall'alpe Dordonella, guadagnando, dopo un ultimo
tratto in un rado bosco, la piana delle baite Porcile (m. 1803). Senza raggiungere le baite, effettuiamo una rapida diagonale verso
destra e cominciamo a risalire, in direzione sud-ovest, alcuni piccoli
dossi, raggiungendo una baita isolata, dove s trova un bivio: prendendo
a sinistra si raggiungono rapidamente i primi due laghetti di Porcile
(il lago Piccolo ed il lago Grande), e si può salire al lago di Sopra
ed al passo di Porcile (m. 2290); prendendo a destra, invece, si giunge,
in breve, in vista della sella del passo di Tartano (m. 2108), riconoscibile
anche dalla croce che lo presidia.
A questo punto può iniziare la discesa, che di solito
avviene per via diversa (via che può essere sfruttata anche per la salita),
cioè puntando leggermente a sinistra, attraversando due vallecole ed
un tratto in un rado bosco e scendendo alle baite di quota 1550, sulla
sinistra idrografica della valle. Se invece si torna alla piana delle
baite Porcile, l'ulteriore disce
sa avviene rimanendo a sinistra del corso d'acqua che
dalla piana scende al fondovalle, attraversando un rado bosco e scendendo
direttamente alle due baite citate. Dalle baite si raggiunge infine
facilmente la strada che porta al parcheggio. La
discesa attraverso il bosco rappresenta il tratto che richiede maggiore
attenzione.
Il passo di Tartano può essere, però, punto di partenza
per un'ulteriore salita, che conduce alla cima di Lemma (m. 2348), ben
visibile a destra del passo (ovest). La salita non avviene sfruttando
il crinale (come invece accade nelle escursioni), ma effettuando una
traversata che taglia, verso ovest.nord-ovest, alcune vallecole, con
qualche tratto ripido, sottostanti al crinale, guadagnando la conca
sotto il passo della Scala e da qui il passo, che precede di poco la
cima, cui si sale seguendo il tratto terminale del crinale. Se non si
vuole tornare per la medesima via di salita, si può effettuare un elegante
anello Val Lunga-Val Corta: dalla cima, infatt
i,
si può scendere facilmente all'ampio anfiteatro dell'alta valle di Lemma,
portandosi, senza perdere troppo quota, verso il centro, per poi puntare
verso sud-ovest, in direzione della casera di Lemma alta (m. 1986),
dalla quale si scende, seguendo il tracciato del sentiero, al fondovalle,
portandosi sul so lato destro, raggiungendo la casera di Lemma bassa
(m. 1691; assicurarsi delle buone condizioni della neve) e proseguendo
lungo il sentiero fino alla congiunzione della Valle di Lemma con la
val Budria. Un ulteriore tratto, su una carrozzabile, porta alla Biorca, frazione
di Tartano. Saliti a Tartano, dobbiamo percorrere un buon tratto della
val Lunga per recuperare l'automobile.