Domenica 26 agosto 2007 , grazie al lavoro di molti volontari, viene inaugurata una nuova struttura che si aggiungerà ai non molti rifugi che servono quello splendido angolo di Valtellina costituito dal sistema Ron-Pinale-Scalino. Si tratta della capanna sociale della sottosezione di Ponte in Valtellina del CAI di Sondrio, denominata Capanna Vetta di Rhon.
Una struttura assai preziosa, posta a 2189 metri, nella parte bassa dell’ampia Val di Ron, ai piedi della vetta omonima (m. 3134), alla quale si sale senza difficoltà di carattere alpinistico. La capanna può servire anche come punto di appoggio per interessanti traversate, in Val Vicima o all’alpe Rogneda.
Punto di partenza per raggiungerla è San Bernardo, amena località di villeggiatura estiva e ridente maggengo a monte di Ponte in Valtellina, cui si sale sfruttando una comoda carrozzabile. Per farlo, dobbiamo staccarci dalla ss. 38
dello Stelvio all’altezza dello svincolo sulla sinistra in località San Carlo di Chiuro (per chi provenga da Sondrio), ignorando però la strada che sale al centro di Chiuro e prendendo subito a sinistra. Superato uno stop, in corrispondenza della Madonna della Neve e del cimitero, proseguiamo, salendo, fino a duna curva a sinistra, che ci porta ad intercettare la strada provinciale Panoramica dei Castelli, presso la chiesetta di San Gregorio. Prendiamo, ora, a destra, per un breve tratto, fino ad incontrare, sulla sinistra, la deviazione segnalata per la Val Fontana e San Bernardo. Imboccata questa strada, effettuiamo, dopo un tornante destrorso, una lunga diagonale, superando la splendida chiesetta di San Rocco e raggiungendo un bivio, che propone a destra la strada per la Val Fontana, a sinistra quella per San Bernardo. Prendiamo, quindi, a sinistra, e cominciamo a salire,
con diversi tornanti, fino ai prati del maggengo.
La strada termina presso l’edificio dell’ex-albergo e l’agriturismo “Al Tiglio”. Una piazzola a lato della strada ci consente di parcheggiare l’automobile, ad una quota approssimativa di 1280 metri. Partono da qui due piste, una verso sinistra ed una verso destra. Un cartello riassume le possibilità escursionistiche di questa bella zona, e dà la vetta di Ron a 7-8 ore da qui.
Imbocchiamo, ora, la pista di sinistra (indicazione per l’alpe Campo), lasciandola subito, non appena troviamo un sentiero che sale nel bosco, consentendoci di risparmiare tempo. Il sentiero conduce alle baite di Strefodes (m. 1384), dove ritroviamo la pista sterrata. Seguiamola per un breve tratto, fino a trovare, sulla sinistra, la partenza di un secondo sentiero, che sale deciso nel bosco, e conduce direttamente ai 1704 metri della baita Massarescia, posta in un bel prato che si trova ad ovest ed a poca distanza dall’alpe Campo
(m. 1680). Guardiamo verso sinistra (nord-ovest): vedremo occhieggiare dal crinale della Val di Ron due cime, una, più, bassa, a sinistra ed una a destra: si tratta, rispettivamente, della Corna Brutana e della Vetta di Ron, la nostra meta.
Al prato della baita giunge una carrareccia che parte dall’alpe, e prosegue fino all’alpe di Ron. Il primo tratto della pista è piuttosto ripido, poi la salita prosegue con inclinazione meno severa. Giunti ad un caratteristico abete che, con andamento sinuoso, sembra protendersi in direzione della pista, guardiamo davanti a noi: scorgeremo la cima di un dosso erboso, sulla quale è visibile, con sguardo attento, una croce: si tratta della Croce della Fine (m. 2392), posta sul punto terminale del crinale che separa la Val di Ron dalla Valle di Rogneda. Ok, la scusa per prendere fiato era buona, ora ricominciamo la salita, fino ad uscire dall’ombra del bosco nei pressi di un casello dell’acqua, che precede di poco la località il Guado
(m. 1959), dove, come suggerisce anche il nome, dobbiamo attraversare il torrente della Val di Ron.
Poi la pista rientra nel bosco, per uscirne di nuovo e definitivamente, dopo alcuni tornanti, sul limite inferiore dell’alpe di Ron, e terminare nei pressi di poche baite. Alla nostra sinistra si colloca il lungo baitone dell’alpe (m. 2164), utilizzato dai pastori che la caricano nel periodo estivo. Alla nostra destra due baite minori, ed una terza, isolata, poco più in alto (m. 2189): è quest’ultima la capanna del CAI di Ponte. Alle sue spalle, le cime regine della valle, la Corna Brutana, sul suo angolo di nord-ovest, e, alla sua destra, la Vetta di Ron. La raggiungiamo dopo circa due ore e mezza di cammino (il dislivello in altezza è di poco più di 900 metri).
