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Conosciuta ed apprezzata
sia a livello nazionale che internazionale la Bresaola della Valtellina
è un salume povero di grassi ed è quindi particolarmente
indicata nelle diete.
Le prime testimonianze della sua produzione risalgono al XV secolo anche
se la sua origine è sicuramente antecedente. Poco certa è
anche l'origine del suo nome: infatti l'etimologia può essere ricercata
nel termine "brasa" che richiama i bracieri utilizzati per riscaldare
gli ambienti dove avveniva la stagionatura, e il termine dialettale "brisa"
il cui significato è salata, riconducendo quindi alla tecnica della
salagione.
La produzione della bresaola è regolamentata da un Disciplinare
di Produzione nel quale vengono descritte le caratteristiche del prodotto,
le fasi della produzione e i controlli effettuati per garantire un prodotto
"IGP" (Indicazione Geografica Protetta).
Il non rispetto delle regole stabilite nel disciplinare comporta la sospensione,
e in taluni casi la revoca dell'autorizzazione a commercializzare il prodotto.
La Bresaola è un salume ottenuto dalla stagionatura della carne
di manzo salata. Diverse sono le parti del manzo da cui si ricava la carne:
quella più pregiata è sicuramente la punta d'anca, ma non
sono certamente di qualità inferiore la fesa, il magatello, la
sottofesa ed il sott'osso. Nella fase successiva la carne viene sottoposta
ad un primo controllo visivo; se necessario si procede a scartare la carne
non idonea contemporaneamente viene praticata la rifilatura che consiste
nell'asportazione del grasso esterno. Conclusa la fase di controllo la
carne viene cosparsa con sale e in taluni casi con aromi naturali e vino.
L'operazione di salagione ha una durata di circa 10 giorni durante la
quale la carne viene "massaggiata" per favorire l'assorbimento
del sale. Trascorso questo periodo la carne viene insaccata in budelli
naturali o artificiali e appesa in apposite celle ad una temperatura compresa
tra i 20°C e i 30°C viene poi lasciata "asciugare" per
garantire la disidratazione del prodotto. Successivamente
si passa alla stagionatura in ambienti aventi una temperatura compresa
tra i 12° e 18°C per un periodo di circa quattro settimane concluse
le quali si ottiene la Bresaola della Valtellina. Prima di essere immesso
sul mercato il prodotto viene sottoposto alle analisi finali.
Tra i molteplici modi di gustare la bresaola il migliore è a nostro
avviso il suo consumo al naturale magari accompagnata da un buon pane
di segale, per poter percepire gli aromi che la caratterizzano.
Derivata della Bresaola è la Slinzega che viene prodotta utilizzando
i ritagli della lavorazione della stessa; ha dimensioni più contenute
ed è più stagionata. Sembra strano ma quelle migliori si
ottengono dalle parti meno pregiate della carne. Il processo di lavorazione
è simile a quello della Bresaola, ma la stagionatura avviene in
contenitori dove vengono riposte a strati ed oltre alla salatura vengono
aromatizzate con alloro, ginepro, aglio e pepe.
A questo prodotto è dedicata la Sagra
della bresaola, manifestazione che ha luogo ogni anno nel mese di
luglio a Chiuro. |