In alta val Zebrù
a quota 3028 metri

 

 

Il bivacco Passi dello Zebrù. Foto di G. MartinelliIl bivacco Passi dello Zebrù è situato a cavallo tra la Val Cedec e la Val Zebrù, in una zona d’incommensurabile bellezza panoramica, in vista delle cime dei gruppi dell’Ortles e del Cevedale. Inoltre, essendo nel parco dello Stelvio, potremo facilmente imbatterci nei vari animali, dalla marmotta allo stambecco, che sono i veri padroni di queste montagne. E’ opportuno pertanto non scordare di portare con sè un buon binocolo e la macchina fotografica. Nella zona anche l'interesse storico si fa sentire essendo noi nei pressi di trincee della grande guerra.
Va detto che la salita al bivacco non è alla portata di tutti; la lunghezza dei percorsi e l’alta quota da raggiungere lo rendono accessibile solo ai più preparati. Esistono comunque, su entrambi gli itinerari che descriveremo, dei rifugi intermedi dove poter sostare per rifocillarci o per pernottare. Inoltre, per i più pigri, sono stati istituiti dei servizi navetta che percorrono la prima parte dei due percorsi.
Prima di parlare degli itinerari è doveroso però scrivere ciò che ci viene segnalato da un visitatore che ringraziamo a nome di tutti: "...intendo informarvi che il bivacco Passi dello Zebrù (che in realtà non è un bivacco vero e proprio, ma una postazione per i guardiaparco) è distutto e inutilizzabile. Esso infatti non ha una parete in quanto distrutta, non so per quale causa (esso è infatti di legno con tetto in lamiera)". Un secondo visitatore ci segnala a due anni di distanza: "il bivacco al Passo di Zebrù confermo che è completamente distrutto, per nessun motivo decidete di bivaccare presso lo stesso perchè è pericolante e assolutamente non usufruibile".
Ciò significa che invece di ritenerlo una possibile meta per la notte lo calcoleremo soltanto come eventuale punto di riferimento per un'ottima escursione comeTabella a cura di D. Discacciati già detto pocanzi.
1° Itinerario: Valle dello Zebrù. La località di partenza è Niblogo, che si raggiunge partendo da Bormio e passando, dopo alcuni chilometri, per Madonna dei Monti e la frazione di Piazzola. A Niblogo si entra in Val Zebrù e, proseguendo a mezza costa, in breve si arriva in località Ponte delle Tre Croci (m.1619), dove troviamo un vasto parcheggio ed un’area attrezzata a pic-nic. Da questo punto il traffico è vietato ai mezzi non autorizzati. Parcheggiata l’auto ci avviamo a piedi, consapevoli che si aspettano circa dieci chilometri di cammino ed un dislivello da superare di 1400 metri. Lasciamo sulla destra la deviazione per Pradaccio e, superato su un ponte il torrente Zebrù, iniziamo a salire rapidamente nel bosco. Poco dopo troviamo un’altra deviazione per la medesima località e proseguiamo a mezza costa fino a quota 1750, dove passiamo un’altra volta il torrente. Con un paio di tornanti saliamo ora ripidamente fino alle baite di Zebrù di Fuori (m.1850), ove troviamo il rifugio chiuso del Parco Nazionale. Proseguendo, arriviamo alle case di Zebrù di Dentro (m.1869) e poi di Chitomas (m. 1881), ai piedi della Pala d’Oro, parete dolomitica che si erge per ben 1200 metri sopra le nostre teste. La strada ora è meno faticosa e, passando tra pini mughi, arriviamo a quota 1900, ove attraversiamo per la terza volta il torrente in vista delle baite di Pecè. Ancora due ponti e arriviamo a Pramighen e poi, in piano, fino alla vasta conca ove troviamo il rifugio Campo (m.1989). Oltre il rifugio troviamo l’ultimo ponte, con il quale passiamo definitivamente alla sinistra del torrente e, con un’altra mezz'ora di cammino, arriviamo alla baita del Pastore (m.2168). Fin qui avremo impiegato circa tre ore, ma la parte più ripida ed impegnativa sta solo per iniziare. La strada volge a sinistra. Prendiamo quota con vari tornanti e, superata La val Cedec e, sullo sfondo, il ghiacciao dei Forni ed alcune cime, quali Tresero e San Matteo. Foto di R. Moiola 2001un’area da pic-nic ed un sentiero che ridiscende a Campo, saliamo lungo la morena abbandonata dai ghiacciai dello Zebrù durante il loro ritiro. Ora la strada diviene sentiero. Più a monte è visibile la sagoma del rifugio V°Alpini- Bertarelli (m.2878). Verso quota 2600 troviamo sulla destra la deviazione per i Passi dello Zebrù (segnavia n. 20). Valichiamo l’emissario della Vedretta della Miniera e ne superiamo il cordone morenico, poi iniziamo un tratto a mezza costa in vista dei ghiacciai del versante nord delle Cime dei Forni. Arriviamo poi ad un canalino ripido, ove occorre prestare attenzione per la presenza di rocce smosse. Infine, superato un tratto alquanto accidentato e sovente innevato, anche in estate, giungiamo alla meta agognata. Tempo complessivo: circa 6 ore.
2° Itinerario: Val Cedec. Questo percorso è indubbiamente più breve e meno faticoso. Il dislivello da superare è ridotto ad 800 metri, percorribili in due ore e mezzo. Partiamo dal rifugio Ghiacciaio dei Forni (m.2219), facilmente raggiungibile in auto da S. Caterina Valfurva. Dal rifugio imbocchiamo la strada, chiusa al traffico privato, che sale verso nord est e prendiamo subito quota con un paio di tornanti. Continuiamo a mezza costa, ammirando le grandiose colate delle vedrette dei Forni. Verso quota 2300 troviamo sullIl bivacco visto dal rifugio Pizzini. Foto di R. Moiola 2001a sinistra il sentiero per le Baite dei Forni e la Valle della Manzina e, proseguendo, entriamo in Val Cedec. Risaliamo ora tutta la vallata fino alla sua testata. La vista si fa sempre più ampia sul Gran Zebrù (m.3851), che si erge di fronte a noi e sul Monte Pasquale (m.3553) alla nostra destra.Poi, con un tratto più impegnativo e dopo aver superato un torrentello, giungiamo al rifugio Pizzini-Frattola (m.2706) a cui come al solito rimandiamo per maggiori dettagli. Da qui proseguiamo con un sentiero che sale tra sfasciumi verso nord ovest. Il cammino è abbastanza faticoso, ma è anche alleviato dallo splendido panorama che via via si allarga sulla sottostante vallata. Il percorso non sempre è evidente, ma è ben segnalato. Dobbiamo superare uno sperone ed una valletta innevata per giungere al passo orientale (quota 3000) e da qui, in breve, su una delle cime ove troviamo il nostro bivacco.
Tempo di percorrenza dalla Pizzini: circa un'ora; dislivello: circa 300 metri.


Difficoltà
E (escursionistica)
Dislivello
mt. 800 (dal rifugio dei Forni)
Tempo
3 ore


Proprietà:

Tel.: 0342 945386 (custode)

Cartina Kompass n. 72 - settore D3
Testo e informazioni aggiornate a cura di D.Discacciati e M.Bariselli e fotografie di R.Moiola e G.Martinelli

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Numeri di posti a dormire
5
Presenza di coperte nel bivacco
??
Presenza di acqua nei pressi
SI, di fusione
Presenza di telefono d'emergenza
NO
Presenza di stoviglie
??
Presenza di fornello a gas
??


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Ultima Modifica: Mercoledì, 28 Marzo, 2007

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