Il
Bivacco Davide è un'opera voluta e realizzata dai ragazzi del CAI
Santìcolo e dell'U.S. Córteno Golgi per ricordare l'amico
Davide Salvadori, nato appunto il 4 luglio e scomparso prematuramente all'età
di 22 anni nel 1993.
I costi dei materiali e dell’intera costruzione sono stati sostenuti
da Franco e Sandra Salvadori, genitori dello sfortunato ragazzo, che hanno
donato al C.A.I. Santìcolo – Sottosezione di Brescia –
la struttura finita. Progetto e materiali sono stati forniti da Habitat
Legno.
Il percorso che vi passa, il SENTIERO 4 LUGLIO, tra i più belli e
panoramici delle Orobie orientali, corre per la gran parte in cresta oltre
i 2.000 metri di quota, sul perimetro che delimita i confini del comune
di Córteno Golgi verso ovest, sud e est. Il sentiero è percorribile
nei due sensi: dal rifugio Alpini di
Campovecchio a Santìcolo e viceversa. Il giro completo è
di 35,1 km, con un impegnativo dislivello in salita di circa 2.700 m., da
superare in due tappe, per una durata effettiva di 14-16 ore. Il Bivacco
Davide, situato sulla testata della bellissima conca del Lago Pìcol,
con i suoi 12 posti letto, offre un accogliente e confortevole pernottamento.
PERCORSO
1° GIORNO. Al km 9,5 della Statale 39 che porta al Passo
d'Aprica, deviare a sinistra in direzione Sant'Antonio (1.127 m.). Parcheggiare
l'auto nell'ampio piazzale prima dell'abitato e proseguire a piedi in
direzione ovest, seguendo le indicazioni per il rifugio
Alpini di Campovecchio (1.311 m.), che si raggiunge in circa 30' percorrendo
un comodo sentiero. Qui ha inizio il SENTIERO 4 LUGLIO, ottimamente indicato
(segnavia n. 7), con seg nalazioni
convenzionali e frecce di direzione con note e tempi di percorrenza. Giunti
a Malga Premàlt (1.565 m.), si percorre in quota, direzione ovest-sud-ovest
la sinistra orografica della Val Campovecchio fino allo Zappello dell’Asino
prima (2.026 m.) e alla Val Rösa poi (1.980 m.). (Qui è in
fase di realizzazione un percorso alternativo che, dalla Val Rösa,
porta in vetta al Monte Telènek (2.754 m) e all'omonimo Passo.
Pur essendo molto impegnativa, sarà una salita di grande soddisfazione,
con panorami di sicura suggestione). Il Sentiero 4 Luglio riprende a salire
lungo tutta la conca del Lòrio, per arrivare al Passo Telènek
(2.624 m.). Qui si consiglia di tenere la macchina fotografica a portata
di mano, per poter immortalare qualcuno dei tanti camosci che osserveranno
sbigottiti la nostra fatica. Ancora un piccolo strappo e si arriva in
vetta al Monte Sèllero (2.744 m.). Da qui il percorso che scende
verso il Passo Sèllero (2.421 m.) va affrontato con attenzione,
senza troppo lasciarsi distrarre durante le fasi di avanzamento dal magnifico
panorama e dal fascino dei Laghetti della Cülvègla. Si risale
senza fatica sul Monte Cülvègla (2.618 m.), da dove un lungo
falsopiano porta al Passo Torsolèto (2.578 m.). Ancora pochi minuti
di ascesa lungo la cresta e apparirà bellissimo il Bivacco
Davide (2.645 m.). A circa 15' dal bivacco,
verso il lago Pìcol, è possibile rifornirsi d'acqua per
un meritato bollente tè.
2° GIORNO. Si riparte. Un lungo tratto non faticoso porta
al Piz Svòlt (2.642 m.), per proseguire poi verso il Palone del
Torsolazzo, un tratto abbastanza impegnativo, ma d'un fascino travolgente.
A sinistra si possono ammirare il nascosto e semi ghiacciato Lago di Torsolazzo,
con la sua storia e la sua leggenda, e sulla destra la
suggestiva Val di Scala. Si costeggiano poi delle alte pareti di roccia
compatta, ideali per gli appassionati d'arrampicata, e s'arriva nei pressi
del Monte Palone di Torsolazzo (2.670 m.), che merita una cauta salita
in vetta. Da qui, con divertimenti su e giù per il crinale che
divide le valli, si arriva al Passo Cadino (o Cadì, 2.490 m.),
per poi giungere attraverso una comoda mulattiera militare al pianoro
del Monte Palone del Sopresà. Si consiglia vivamente la salita
in vetta (2.583 m.) su questa divertente cresta, perché il panorama
che vi si può ammirare ripaga ampiamente della fatica. Si prosegue,
sempre su mulattiera, per arrivare al Passo Salina (2.433 m.), ed anche
qui vi sarà la possibilità di salire sulla vetta del Monte
Palone (2.530 m.). Ancora 40 minuti di cammino e si arriva al famoso Piz
Tri (2.308 m.), meta di tanti escursionisti ed appassionati di scialpinismo.
Ora, seguendo con attenzione le frequenti indicazioni, passando prima
dai ruderi di Malghe Valle (1.802 m.), Fienili Plinàs (1.478 m.),
Castelàs (1.049 m.), eccoci a Santìcolo (900 m.), con nel
cuore la gioia per le emozioni vissute.
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