Traversata di mezza montagna da Dubino a Tirano. 1: da Dubino ad Ardenno

 

 

La chiesa di Cercino. Foto di M. Dei Cas Valt-bike: una proposta unica di traversata memorabile, sul versante retico, dell’intera bassa e media Valtellina, da Dubino a Tirano, rimanendo costantemente nella fascia di media montagna, con qualche elevazione alle quote medio alte (1400-1500 metri). Una traversata da effettuarsi in due giorni (con pernottamento a Sondrio), o anche più, a seconda delle possibilità e dei gusti. Una traversata che unisce molteplici motivi di fascino, primi fra tutti l’estrema panoramicità del percorso e la bellezza di alcuni dei boschi attraversati. Una traversata, infine, che sfrutta un tracciato di circa 75 chilometri, per la maggior parte in asfalto, o su piste sterrate in buone condizioni, e che, per la felice esposizione al sole del versante, può essere effettuata anche in autunno inoltrato ed all’inizio della primavera.
Dubino è il comune che troviamo alle porte della Valtellina, a nord, all’inizio della Costiera dei Cech. Lo si raggiunge facilmente staccandosi, in località Nuova Olonio, dalla strada statale 36 della Valchiavenna, per immettersi sulla bella strada provinciale Valeriana, che segue il tracciato dell’antica via romana che, molto amata dai ciclisti, rappresenta un’alternativa pedemontana interessante per raggiungere Sondrio evitando quasi interamente la statale 38 dello Stelvio. Seguiamola per qualche chilometro, aggirando l’estrema propaggine del crinale che separa la Valtellina dalla Val dei Ratti, attraversando il centro di Dubino e raggiungendo Mantello. Qui lasciamo i circa 200 metri del fondovalle e cominciamo a abbordare il versante retico, salendo lungo la strada che conduce a Cino (m. 487), paese collocato su un bel poggio, a cavallo della val Maronara. Una visita al paese, dominato dalla mole imponente del campanile della sua chiesa, non guasta affatto: vi si ritroveranno atmosfere intatte ed una quiete antica. La chiesa di San Giovanni di Bioggio. Foto di M. Dei CasPresso il cimitero del paese, sul lato orientale (destra), parte la strada che, con tracciato sostanzialmente pianeggiante, porta al paese di Cercino (m. 526), che raggiungiamo dopo aver attraversato la Val Siro (scegliendo, magari, ad un bivio, il tracciato più basso, che ci conduce ad un bel ponte antico).
Visitato anche Cercino, portiamoci nella parte alta dell’abitato, dove si trova, segnalata, la partenza di una pista, con fondo in buona parte in cemento, che conduce a Bioggio e a san Giovanni di Bioggio. Stacchiamoci, dunque, sulla destra dalla strada e cominciamo a salire, affrontando pendenze piuttosto severe, fino al piccolo nucleo di case di Bioggio (m. 771), incastonato come una perla in un fresco bosco di castagni ed impreziosito dalla chiesetta di Santa Maria. La strada si congiunge con la pista che da San Giovanni di Bioggio sale verso i prati di Stagno e quelli di Bioggio: raggiunta la pista, cominciamo a scendere verso sinistra e, dopo un paio di tornanti, eccoci ad una fontanella, proprio alle spalle dello sperone sul quale se ne sta arroccata la stupenda chiesa di San Giovanni di Bioggio (m. 697), sul cui verde sagrato possiamo riposare un po’, godendo del fascino unico di questi luoghi. La chiesa è posta a guardia della forra del vallone: proseguendo sulla pista, lo attraversiamo facilmente e, oltrepassata la cappelletta di S. Antonio, siamo a Mello (m. 696), uno dei più bei paesi della costiera, ed anche uno dei più panoramici. Da qui, fra l’altro, se ne abbiamo bisogno, possiamo scendere rapidamente a Traona, per poi tornare a Dubino o raggiungere Morbegno.
Dalla parte orientale del paese parte una strada che effettua la breve traversata a Civo (m. 754), adagiata in un’incantevole conca. La bassa Valtellina vista dalla strada che porta da Traona a Mello. Foto di M. Dei CasLa chiesa parrocchiale, leggermente staccata dal nucleo delle case, è di grande bellezza. Nei pressi della chiesa una pista sterrata prosegue verso est, supera la chiesetta di San Bernardo (m. 789) e, dopo un breve tratto in una selva, porta appena sopra le case di Serone (m. 719), dove si trova il municipio del comune di Civo.
A questo punto abbiamo a disposizione due possibilità per raggiungere Ardenno, cioè per passare dalla bassa alla media Valtellina. La più breve prevede la discesa a Dazio, paese posto al centro di un’ampia ed amena conca, fra l’estrema propaggine della Costiera dei Cech, a nord, ed il Culmine di Dazio, a sud. Proseguendo verso est, in direzione della frazione di Regolido, lasciamo la strada sterrata nei pressi di una cappelletta e di una fontana, per imboccare una pista che, oltrepassate una chiesetta sconsacrata ed un grande traliccio, porta ad una mulattiera che, percorrendo il fianco meridionale del Culmine di Dazio, scende a Pilasco, frazione di Ardenno. Presso la chiesetta di san Giuseppe troviamo una passerella che ci permette di varcare il torrente Musino e di raggiungere l’omonima frazione, dalla quale, in breve, siamo al centro di Ardenno.
Se, tuttavia, il tempo non ci manca, è preferibile una seconda soluzione, che offre anche il vantaggio di mantenerci sempre sul versante montuoso: da Serone cominciamo a salire sulla strada che conduce a Caspano, Roncaglia e Poira. Attraversiamo così gli incantevoli paesini di Naguarido (m. 744) e (ignorata la deviazione a sinistra per Roncaglia e Poira) Chempo (m. 809), per raggiungere, infine, il centro di Caspano, paese la cui importanza, nei secoli passati, fu grande (come testimonia anche la bellissima chiesa parrocchiale). La piana di Civo, vista dalla pista Civo-Serone. Foto di M. Dei CasLasciato il paese, proseguiamo verso est e, ignorata la deviazione a destra che scende a Cadelpicco, Cadelsasso e Dazio, aggiriamo il boscoso fianco montuoso, per presentarci alle porte del fianco occidentale della Val Masino, dove ci accoglie il gentile paesino di Cevo (m. 660), su cui caliamo dopo una breve discesa. Anche qui una sosta è quasi di rigore: fra l’altro, ci permette di intravedere qualche spiraglio delle suggestive cime che hanno reso famosa la valle. Poi si riprende a scendere, fino alle poche case della località Ponte del Baffo, dove si può attraversare il torrente Masino, e dove si trova una locanda che ha sostituito la celebre antica locanda del Baffo (così era denominato il gestore). Oltre il ponte, siamo sulla statale della Val Masino; scendiamo per un tratto, lasciandola alla prima deviazione a sinistra, per salire alla bella frazione di Biòlo (m. 600), anch’essa meritevole di una, per quanto breve, visita.
Prima dell’ingresso in paese, una strada si stacca sulla destra da quella principale, e porta al paesino di Piazzalunga (m. 676), abitato per tutto l’anno da poche persone: si tratta di un belvedere naturale sulla media Valtellina, che, nelle giornate limpide, possiamo da qui dominare in buona parte con lo sguardo. Attraversiamo, poi, il paese, raggiungendone il limite orientale, dove un sentierino comincia a scendere fino ad un ponticello che valica le condotte che dai prati di Lotto convogliano l’acqua alla centrale di Ardenno; oltre il ponticello, una mulattiera comincia a scendere verso il paese (in alcuni punti è stata rovinata dall’alluvione del novembre 2002), fino alle poche case di San Lucio (m. 491), arroccate su un bel poggio panoramico. Qui ritroviamo una stradina asfaltata che si congiunge, dopo un paio di tornanti, alla strada che da Ardenno sale verso Gaggio. Cevo. Foto di M. Dei CasSiamo circa a metà della prima tappa: se non lo abbiamo fatto all’osteria del Baffo, possiamo fermarci ad Ardenno per ristorarci. In ogni caso, la traversata prosegue con la salita a Gaggio: ma per la relazione di questa seconda tappa, apri la successiva presentazione. Se, poi, si decidesse di pernottare ad Ardenno, ci si può appoggiare all’Albergo Isola Masino (tel. 0342660348, chiuso il mercoledì), che si trova nella frazione Pilasco, in prossimità della ss 38. In alternativa, si può scegliere di pernottare a Cataeggio (m. 760), centro amministrativo della Val Masino, cui si sale facilmente dal Ponte del Baffo.


Difficoltà
E (escursionistica)
Dislivello
mt. 1100 (valutazione indicativa)
Tempo
5/6 h


(una versione Powerpoint della suddetta relazione è
disponibile richiedendola via e-mail all'autore)

- Cartina Kompass 1.35.000 di Val Masino, Val Codera e Costiera dei Cech
Testo e fotografie a cura di M.Dei Cas
pagina vista da alpinisiti: <<contatore>>

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Ultima Modifica: Domenica, 11 Febbraio, 2007

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