
Un interessante itinerario di mountain-bike,
piuttosto impegnativo, ma di grande pregio panoramico e quasi interamente
servito da un buon tracciato, è quello che, partendo da Tresivio,
descrive un anello comprendente l'alpe Rogneda, la bocchetta e l'alpe
di Mara e Montagna in Valtellina. Per raggiungere Tresivio basta staccarsi
dalla ss 38 dello Stelvio qualche chilometro oltre Sondrio (procedendo
in direzione di Tirano): un evidente cartello segnala lo svincolo sulla
sinistra e la strada che, dopo una breve salita e qualche tornante,
raggiunge il centro del paese (m. 498). Lasciata qui l'automobile, cominciamo
ad inanellare le pedalate che ci portano alla parte superiore del paese,
dove una bella strada panoramica attraversa le frazioni di Piedo e S.
Abbondio, prima di cominciare ad arrampicarsi sul fianco montuoso che
sovrasta il paese. Il tracciato sale fino alla località Prasomaso
ed all'edificio abbandonato dell'ex sanatorio Umberto I. Salendo ancora,
attraversiamo una bellissima pineta, finché, poco al di sotto
dei 1400 metri, raggiungiamo il limite inferiore dei prati di Boirolo,
disseminati di gruppi di baite ben curate. La strada asfaltata ci porta
fino alla sommità dei prati, a circa 1560 metri, e qui termina.
Un cartello indica le principali direttrici escursionistiche che fanno
capo a Boirolo. Poco oltre comincia un tratturo piuttosto ripido, che
mette a dura prova le nostre doti di arrampicatori. Il primo strappo
severo ci porta alla bella conca erbosa di Biazza (m. 1650), dove si
impone una sosta, anche perché vale la pena di scendere di sella,
raggiungere la sommità di un piccolo dosso alla nostra sinistra
e sedersi accanto ad un grande masso solitario, a contemplare lo spettacolare
dispiegamento della catena orobica, che mostra, in primo piano, le sue
cime più celebri e più alte.
Saldato
il debito di ossigeno, ci attende la parte più severa della salita,
con una pendenza che solo i più preparati saranno in grado di
affrontare pigiando sui pedali. Qualora non fossimo fra questi, poco
male: spingeremo con pazienza il nostro velocipede, gustando il bellissimo
scenario dei boschi che circondano la strada, rivestiti, in autunno,
di colori sgargianti e sorprendenti. La strada descrive un piccolo arco
verso nord-est, prima di raggiungere la bella radura che ospita la chiesetta
ed il rifugio degli Alpini
di S. Stefano (m. 1806). Anche questo luogo è ideale per
una sosta: da qui, in particolare, la visuale sulla media Valtellina
e sul gruppo dell'Adamello è assai felice. A nord, poi, si rende
già ben visibile la cima regina del gruppo montuoso che sovrasta
Tresivio, la vetta di Rhon (o Ron), che, con i suoi 3136 metri, emerge
nella compagine di cime che chiudono l'alpe Rogneda (la Corna Brutana,
le cime di Rogneda, la Corna Nera, la Corna Rossa, la Corna di Mara).
Ancora in sella, per superare, puntando decisamente a nord e seguendo
il filo dell'ampio dosso, al limite inferiore dell'alpe Rogneda.
Anche
questo tratto, soprattutto nella sua parte terminale, propone una pendenza
decisamente severa. Alla fine lasciamo le ultime piante del bosco alle
nostre spalle ed affrontiamo il primo tratto fra i pascoli dell'alpe.
Ben presto giungiamo ad un bivio, non lontano dal torrente Rogna, che,
alla nostra sinistra, scende verso Tresivio. Se vogliamo percorrere
una variante più breve di questo anello, prendiamo a sinistra,
attraversiamo il torrente e saliamo in direzione del grande baitone
posto sul lato occidentale dell'alpe, a quota 2186. Poco sotto il baitone,
imbocchiamo una mulattiera che punta decisamente a sinistra (ovest-sud-ovest),
aggirando il fianco sud-orientale del grande Dosso Liscio, che separa
l'alpe Rogneda dall'alpe Mara. La mulattiera, che si restringe a sentiero,
compie una bellissima traversata del fianco meridionale del dosso, raggiungendo
la bocchetta che lo separa dal Dosso Bruciato e che ci permette di scendere
all'alpe Mara. La traversata presenta qualche punto esposto, nel quale
è meglio scendere dal sellino e proseguire conducendo a piedi
la bicicletta. Dalla bocchetta, poi, si scende rapidamente, tenendo
il fianco destro di un ampio vallone, ad una strada sterrata che porta
alle baite dell'alpe.
Chi però volesse optare per la versione completa dell'anello,
dovrà salire al baitone di quota 2186 (che si raggiunge prendendo
a sinistra al bivio sopra citato, ma anche seguendo, con un percorso
più lungo, la strada che sale verso destra). Dal baitone, conducendo
la bicicletta sui facili dossi erbosi dell'alpe, saliamo, in direzione
nord-ovest (sinistra), senza percorso obbligato, alla ben visibile sella
della bocchetta di Mara (m. 2342), dalla quale si domina l'intera alpe
Rogneda e si gode di un ottimo colpo d'occhio sulla Corna di Mara (m.
2807), la più occidentale delle cime del gruppo.
Dalla
bocchetta scendiamo all'alta alpe Mara, scollinando su alcuni facili
dossi erbosi 8tendiamo leggermente a destra), a sinistra delle gande
del Piano dei Cavalli, in direzione della baita di quota 2159, che ad
un certo punto appare al nostro sguardo. Raggiunta la baita, possiamo
di nuovo salire in sella, perché una strada sterrata ci permette
di iniziare la discesa che ci porterà a Montagna in Valtellina.
Questo primo tracciato confluisce in una strada più larga, che
ci permette, se lo vogliamo, di effettuare una breve ma interessante
digressione: prendendo a destra, infatti, raggiungiamo in breve il rifugio
Gugiatti Sertorelli (m. 2180), posto su un bellissimo declivio erboso,
in una posizione panoramicissima. Tornando poi sui nostri passi scendiamo
fino ad intercettare la strada sterrata già menzionata, che scende
dalla sella che separa il Dosso Liscio dal Dosso Bruciato. Con ampie
diagonali proseguiamo nella discesa, passando vicino ad un grande baitone,
attraversando verso ovest il torrente Davaglione e perdendo rapidamente
quota, fino ai 1750 metri circa delle baite dell'alpe Mara, dove attraversiamo
di nuovo, in senso contrario, il torrente, prima di entrare in un bel
bosco, che accompagnerà la rimanente discesa ai maggenghi del
comune di Montagna.
Usciamo dal bosco in corrispondenza dei bei prati del maggengo di Scessa
(m. 1270 circa), dove il fondo della strada si fa asfaltato.
Qualche
tornante in uno scenario di grande bellezza naturalistica, e raggiungiamo
la chiesetta di Santa Maria Perlungo (m. 911). Al termine della discesa
oltre la chiesetta, prima del tornante, si trova la frazione Ca' Zoia,
dove un cartello ci informa che non lontano, più ad ovest, si
trova il Castello di Mancapane. Se abbiamo un po' di tempo, seguiamo
il sentierino che ci porta alla radura del castello: una digressione
di circa mezzora sarà ripagata dalla suggestione che i resti
dell'edificio e la cornice che ci sottrae al tempo esercitano.
La discesa conduce al centro di Montagna in Valtellina, dove, seguendo
le indicazioni, imbocchiamo, a sinistra, la strada panoramica che sale
da Colda e prosegue verso est ad una quota di poco inferiore ai 500
metri, raggiungendo Poggiridenti prima e Tresivio poi. L'anello si chiude
qui e garantisce, in una bella giornata in un periodo compreso fra maggio
ed ottobre (o anche novembre, se non nevica), una vera e propria immersione
nella solarità di quel versante retico che è pura gioia
per gli occhi.