Il passo di Tartano e la cima di Lemma, fra Val Lunga e Val Corta

 

 

La Val Cima delle Cadelle e monte Valegina visti dal passo di Tartano. Foto di M. Dei Cas
Mentre d'estate la Val di Tàrtano è, fra le valli del versante orobico valtellinese, quella che, insieme alla Val Geròla, offre il maggior numero di itinerari escursionistici, d'inverno diventa una delle mete predilette dagli amanti dello sci-alpinismo, che vi possono ritrovare alcuni percorsi che sono alla portata anche di quelli tecnicamente meno preparati. Il più praticato percorso escursionistico e di sci-alpinismo è quello che ha come meta il passo di Tartano e che può essere prolungato con l'ascensione alla cima di Lemma.

Ecco come viene descritto il passo di Tartano dalla Guida alla Valtellina del CAI di Sondrio (1873): Il rifugio Beniamino (a destra). Foto di M.Dei Cas"Continuando...dopo Tartano a risalire per il versante orientale si entra nella Val Lunga, disseminata di casolari e di alpi. In alto essa offre tre valichi. Il primo a occidente è il passo di Tartano (2200 m.?), segnato da una croce di legno visibile da molti puntin della vallata. E' frequentatissimo; si raggiunge in circa tre ore da Tartano, e mette nell'ampia conca di Cambrembo".
Lasciamo dunque la statale 38 alla deviazione che, nei pressi del ponte sul torrente Tartano, fra Talamona ed Ardenno, costituisce il punto di partenza della pedemontana orobica, che giunge fino a Sondrio. Percorse qualche centinaia di metri sulla pedemontana, troviamo, a destra, la deviazione per la Val di Tartano. Si tratta di una strada che, con diversi tornanti, risale il dirupato versante occidentale del Crap del Mezzodì, raggiungendo, dopo un brevissimo tratto in galleria, il primo centro della valle, Campo Tartano (m. 1049). Proseguiamo alla volta del centro principale, Tartano (m. 1210), posto proprio laddove la valle si biforca: verso sud-est, infatti, si apre il solco della Val Lunga, verso sud-sud-ovest quello della Val Corta, che a sua volta Il sentiero che sale alla piana delle baite Porcile. Foto di M.Dei Cassi divide nella valle di Lemma e nella val Budria (dal termine bergamasco “büder”, che significa “vaso fatto di scorza di abete). Percorriamo la strada asfaltata che sale in Val Lunga, superando le diverse località poste alla sua sinistra ed alla sua destra (Valle, Rondelli, Piane, Pila, Le Tegge). Oltrepassata una galleria paramassi, percorriamo un ulteriore tratto con fondo in terra battuta, fino al parcheggio terminale, posto poco oltre la località Arale. Lasciata qui l'automobile, possiamo tornatre indietro per un tratto, al rifugio Beniamino (m. 1500), in località Fienili Arale (termine connesso con il bergamasco “aral”, cioè “spianata con cataste di legna da ardere”, oppure con il canavesano “eral”, cioè “spianata nel casale”), oppure imboccare, in direzione opposta (verso il fondo della valle) il sentiero denominato "Senter de la Crus de Purscìl", che, dopo un tratto nel bosco, esce di nuovo all'aperto, supera la Prima Baita (m. 1584, a monte, sulla sinistra), la Baita Bianca (m. 1624, sulla destra) ed i torrenti che scendono dalla val Comunello e dall'alpe Dordonella, guadagnando, dopo un ultimo tratto in un rado bosco, la piana delle baite Porcile (m. 1803). Senza raggiungere le baite, effettuiamo una rapida diagonale verso destra e cominciamo a risalire, in direzione sud-ovest, alcuni piccoli dossi, raggiungendo una Il passo di Tartano, spazzato dalla tormenta. Foto di M.Dei Casprima baita isolata (Baita del Zapel del Lares, m. 1900), passando poi a sinistra di una seconda baita (Baita Zochi, m. 1911), fino ad un bivio, segnalato: prendendo a sinistra si imbocca il "Senter di Lach" e si raggiungono rapidamente i primi due laghetti di Porcile (il lago Piccolo ed il lago Grande), e si può salire al lago di Sopra ed al passo di Porcile (m. 2290); prendendo a destra, invece, si prosegue sul "Senter de la Crus de Purscìl" e si giunge, in breve, in vista della sella del passo di Tartano (m. 2108), riconoscibile anche dalla croce che lo presidia (la Crus de Purscìl, appunto).
Al passo sono ben visibili le fortificazioni della linea difensiva allestita durante la prima Guerra Mondiale. Si tratta della linea Cadorna, predisposta nel timore che gli Austro-Ungarici violassero la neutralità svizzera ed invadessero la Valtellina passando per la Valle di Poschiavo.
Il passo non riveste però solo questo motivo di interesse storico. Da questo facile valico, per secoli, sono passati i valligiani della Val Tartano per scendere in Val Brembana e vendere i propri prodotti al mercato di Branzi. Ancora oggi la memoria di questa antica consuetudine di frequentazione trans-orobica è mantenuta viva e celebrata durante l'incontro estivo di valligiani dell'uno e dell'altro versante, che si ritrovano proprio sul passo, dove viene celebrata, a luglio, una S. Messa.
La cima Cadelle ed il monte Valegino visti dal passo. Foto di M.Dei CasA questo punto può iniziare la discesa, che di solito, per chi pratica lo sci-alpinismo, avviene per via diversa (via che può essere sfruttata anche per la salita), cioè puntando leggermente a sinistra, attraversando due vallecole ed un tratto in un rado bosco e scendendo alle baite di quota 1550, sulla sinistra idrografica della valle. Se invece si torna alla piana delle baite Porcile, l'ulteriore discesa avviene rimanendo a sinistra del corso d'acqua che dalla piana scende al fondovalle, attraversando un rado bosco e scendendo direttamente alle due baite citate. Dalle baite si raggiunge infine facilmente la strada che porta al parcheggio. La discesa attraverso il bosco rappresenta il tratto che richiede maggiore attenzione.
Il passo di Tartano può essere, però, punto di partenza per un'ulteriore salita, sia escursionistica che sci-alpinistica, che conduce alla cima di Lemma (m. 2348), ben visibile a destra del passo (ovest). La salita sci-alpinistica non avviene, però, sfruttando il crinale (come invece accade nelle escursioni, che seguono una traccia di sentiero), ma effettuando una traversata che taglia, verso ovest.nord-ovest, alcune vallecole, con qualche tratto ripido, sottostanti al crinale, guadagnando la conca sotto il passo della Scala e da qui il passo, che precede di poco la cima, cui si sale seguendo il tratto terminale del crinale. Se non si vuole tornare per la medesima via di salita, si può effettuare un elegante anello Val Lunga-Val Corta: dalla cima, infattLa cima di Lemma vista dal passo di Tartano. Foto di M.Dei Casi, si può scendere facilmente all'ampio anfiteatro dell'alta valle di Lemma, portandosi, senza perdere troppo quota, verso il centro, per poi puntare verso sud-ovest, in direzione della casera di Lemma alta (m. 1986), dalla quale si scende, seguendo il tracciato del sentiero, al fondovalle, portandosi sul so lato destro, raggiungendo la casera di Lemma bassa (m. 1691; assicurarsi delle buone condizioni della neve) e proseguendo lungo il sentiero fino alla congiunzione della Valle di Lemma con la val Budria. Un ulteriore tratto, su una carrozzabile, porta alla Biorca (o Biolca, dal mantovano “biolca”, bue, oppure dal dialettale “biork”, forca), frazione di Tartano. Saliti a Tartano, dobbiamo percorrere un buon tratto della val Lunga per recuperare l'automobile.

Difficoltà
E
Dislivello
848
Tempo
3 h



(una versione Powerpoint della suddetta relazione è
disponibile richiedendola via e-mail all'autore)

- Cartina Kompass del Parco delle Orobie Valtellinesi
Testo e fotografie a cura di M. Dei Cas

Torna alla pagina iniziale del sito
Torna al settore corrente...
Ultima Modifica: Giovedì, 16 Agosto, 2007

--- Waltellina.com 2000,2007 - All Right Reserved ---




eXTReMe Tracker