Fra
le molteplici possibilità escursionistiche offerte dalla Val
di Tartano quelle legate ai numerosi alpeggi sui suoi versanti sono
meno conosciute, ma non per questo meno interessanti.
La salita in Val di Tartano è permessa da una strada molto panoramica:
ecco come appaiono l’imbocco della Val Masino, il Culmine di Dazio
e la bassa Valtellina. Dopo 10 km, siamo a Campo Tartano (m. 1066),
splendido osservatorio sulla bassa Valtellina. Proseguiamo verso Tartano:
oltrepassato il cimitero troviamo la frazione di Case, presso una sella
erbosa che costituisce una sorta di belvedere sulle montagne di Val
Masino.
Un
paio di chilometri più avanti, incontriamo il ponte sulla val
Vicima, sospeso sull'impressionante forra della bassa valle ominima,
e, poco oltre, uno spiazzo con due tavolini in legno: da qui parte,
sulla sinistra della strada, a circa 1160 metri, un largo sentiero che
sale verso nord sul largo dosso che conduce all’alpe Barghett.
Superata un'immaginetta sacra, il sentiero conduce ad un bivio: se si
prende a destra, si raggiungono e risalgono due bei prati. Nel primo
si trova una baita solitaria, mentre salendo al secondo se ne trovano
due. Alle loro spalle il sentiero rientra nel bosco, congiungendosi
con il ramo che sale da sinistra. Comincia a questo punto una diagonale
verso sinistra, che porta alla pineta che riveste il lato settentrionale
del dosso. Qui si incrocia una larga mulattiera che sale dal lato sinistro
del dosso, e giunge al limite inferiore dell’alpe Barghett (m.
1627).
Mentre
la mulattiera prosegue sul margine sinistro dei prati, un sentierino
permette di risalire i prati attraversando i bei nuclei di baite. Il
panorama verso la Valtellina mostra, oltre il Culmine di Campo, le cime
della Costiera dei Cech e della valle di Spluga. Se si vuole salire
alle baite superiori, bisogna seguire scrupolosamente le tracce di sentiero,
per non rovinare l’alpe. A sinistra di un gruppo di baite un sentiero
scende alla mulattiera che, fiancheggiati i prati, prosegue, lasciando
l'alpe ed inoltrandosi nel bosco, sulla sinistra: attraversato il fianco
meridionale della val Vicima (il destro, per chi sale in valle), la
mulattiera porta all’alpe omonima, dalla quale si può scendere,
sul lato opposto, alla strada della Val di Tartano, sfruttando una comoda
mulattiera. Se invece si risalgono ulteriormente i prati dell'alpe,
si trova, a destra di un gruppo di baite, un sentiero che, dirigendosi
ulteriormente verso destra, si inoltra nel bosco, perdendosi però
ben presto.
Non
bisogna, quindi, imboccarlo, ma salire ancora, fino a raggiungere la
sommità dei prati: qui un sentiero segnalato si inoltra nel bosco,
iniziando, verso destra, una traversata alla volta dell'alpe Torrenzuolo.
A metà circa della traversata attraversiamo un'ampia radura,
dove si trova una baita ben conservata. Ancora un tratto nel bosco di
larici, e ci ritroviamo sul ciglio del fianco di sud-ovest della val
Castino: il sentiero scende per un buon tratto, fino a raggiungere il
cuore della valle ed a risalire sul versante opposto.
Raggiungiamo, così, l'agriturismo
Torrenzuolo (m. 1794), nel cuore dell'alpe omonima. Prima di imboccare
il sentiero che scende a Tartano, e che parte sul limite inferiore del
prato sottostante, prendiamoci mezzora di tempo per visitare l'alpe.
Per farlo, dobbiamo salire in direzione di una baita più alta,
verso destra, proseguendo poi, in uno scenario di grandiosa bellezza,
fino ad un piccolo dosso con una croce in legno:
qui
troveremo, sulla destra, la partenza del sentiero che compie la traversata
all'alpe del Gerlo, sul fianco di nord-est della Val Lunga (il ramo
orientale dei due in cui si divide la Val Tartano).
Il tempo di gustare lo stupendo scenario retico, e ci incamminiamo sulla
via del ritorno, imboccando il sentiero che, sotto l'agriturismo, attraversa
la pineta del versante montuoso sopra Tartano. Sul sentiero troveremo
diverse indicazioni che ci permettono di riconoscere le erbe pregiate
che arricchiscono il sottobosco di questo splendido versante. Scendiamo,
così, alle frazioni più alte sopra Tartano, proseguendo
poi per le contrade Càneva e Gavazzi.
Raggiunta
Tartano, nei pressi dell'albergo-ristorante La Gran Baita, percorriamo
un tratto in leggera salita per visitare la chiesa parrocchiale di S.
Bàrnaba, consacrata nel 1624 ed ampliata nel 1874.
Non ci resta, infine, che incamminarci sulla strada asfaltata, in direzione
di Campo Tartano, per recuperare, dopo circa tre chilometri, l'automobile.
Questo incantevole anello, che comporta il superamento di poco meno
di 800 metri di dislivello in altezza, richiede circa tre ore e mezza
di cammino.