Nei luoghi abbandonati dal tempo

 

 

 

Comune di
Val Masino

Il sentiero Lotto-Sas del Tii. Foto di M. Dei CasL'escursione proposta, che ci porta nel cuore del selvaggio versante orientale della bassa Val Màsino, richiede una certa esperienza, anche se, rimanendo sul sentiero, non si attraversano luoghi pericolosi.
Se ci si stacca dalla statale di Val Masino poco prima della località Ponte del Baffo (indicazioni per Biolo e Lotto) si può raggiungere Biolo (termine che deriva da “betulleus”, quindi da betulla): giunti in vista della facciata orientale della chiesa della Beata Vergine Assunta, imbocchiamo una deviazione a destra, che, dopo un traverso in salita, raggiunge Piazzalunga e prosegue per i Prati di Lotto, dove si trova un bacino idroelettrico (m. 962).
Il sentiero Sas del Tii-Tabiate. Foto di M. Dei CasLasciata l’automobile al termine della strada asfaltata, ci si porta, seguendo una comoda strada sterrata che aggira a sud ovest il bacino dell’Enel, alle baite superiori, collocate a nord ovest dei prati, in una posizione panoramica, dalla quale si domina il fianco occidentale della Val Gerola. Alle spalle dell’ultima baita partono tre sentieri; ignorati quelli di centro e di sinistra, si imbocca quello di destra, che porta, in breve, alla sorgente del Poz Feràa; qui un cartello ci indirizza a sinistra, dove un sentiero intercetta, dopo un breve traverso, un secondo sentiero che sale deciso sul fianco del dosso denominato Sas del Tìi.
Salendo, incontriamo ben presto un faggio che, per le sue considerevoli dimensioni, si è meritato un posto nell'ambito delle piante monumentali della Provincia di Sondrio.
Il prato Tabiate. Foto di M. Dei CasLa salita prosegue per un buon tratto in una zona più aperta e suggestiva. Qui la traccia del sentiero è larga, ma spesso ostruita da foglie secche. Poi si incontra una nuova fastidiosa fascia di ginestre, entro la quale il sentiero si inoltra (attenzione a non perdere la traccia, che si appoggia sul lato destro, per chi sale, del largo dosso),
superandola e conducendo, dopo aver superato un ultimo ripido corridoio (la cui posizione va ben memorizzata se si torna per la medesima via di salita, perché, in caso contrario, si rischia di scendere su versanti problematici) alla sommità del dosso che sovrasta i prati di Lotto, al cosiddetto Sas del Tii (a poco meno di 1300 metri).
Qui una traccia di sentiero percorre il crinale. Dopo circa trecento metri si incontra, sulla sinistra, una freccia incisa sul tronco di un albero (non è molto visibile, per cui bisogna osservare con attenzione): Una baita del pratoTabiate. Foto di M. Dei Casda qui parte, sulla sinistra, una deviazione che percorre, con tracciato quasi pianeggiante, il fianco del monte, sul versante della Val Masino.
Il sentiero aggira alcuni dossi e varca facilmente qualche vallone, rimanendo al di sotto della crinale. Dopo un percorso non lungo la vista di alcuni muri a secco preannuncia la presenza di baite, alle quali si sale con alcuni tornanti: si tratta del prato Tabiate (m. 1468), collocato su un bel poggio che sovrasta il versante montuoso che precipita, con vertiginosi canaloni, sul primo tratto della Val Masino. È quindi pericolosissimo abbandonare i sentieri ben tracciati, soprattutto in discesa.
Il prato rappresenta una sorta di oasi sottratta al tempo. Il panorama verso la Val Masino non è ampio, ma regala un bello scorcio della valle di Spluga, al cui centro sono ben visibili i passi gemelli di Primalpia e Talamucca. Cataeggio vista da Ruschedo. Foto di M. Dei CasBuono è anche il colpo d'occhio (tempo permettendo) sulla bassa Valtellina e l'imbocco della Val Gerola.
Dal prato partono due sentieri: uno si inoltra nella pineta, scendendo leggermente verso nord ovest. Se si conoscono davvero bene i luoghi, dopo qualche centinaio di metri si può scendere in una splendida pineta, incontrando poco sotto un sentiero non molto evidente che conduce, scendendo quasi in verticale e superando due pianette, all’ultima baita di Ruschedo di sopra (m. 1221). Da qui, seguendo il sentiero, si scende facilmente a Cataeggio, passando per la frazione di Visido: chi avesse a disposizione due automobili potrebbe, quindi, effettuare una bella traversata, partendo magari da Ardenno. Dalla baita lo sguardo raggiunge i pizzi del Ferro (sciöma dò fèr), la cima del Cavalcorto ed il paese di Cataeggio. A sinistra della cima del Cavalcorto è ben visibile la selvaggia costiera che separa la valle Merdarola dalla Val Masino. Il monte Lobbia visto da Ruschedo. Foto di M. Dei CasQuesta digressione è però del tutto sconsigliabile se non si ha una buona conoscenza dei luoghi: la zona a sinistra (per chi scende) del sentierino è infatti dirupata e pericolosa.
Ben più tranquilla è la seconda possibilità: alle spalle delle baite del prato Tabiate sale deciso un sentiero che porta in breve al crinale che separa la Valtellina dalla Val Masino. Raggiunto il crinale, si offrono due possibilità: salire, seguendolo, verso il limite sud-occidentale dell'alpe Granda, proseguendo poi per la cima di Granda ed il nuovo edificio del rifugio omonimo, sul lato opposto (nord-est) dell'alpe, oppure iniziare la discesa, sempre seguendo il crinale panoramico, verso il Sas del Tii. In questo caso dobbiamo superare due fasce di roccette, che ci impongono una certa attenzione, anche perché la vegetazione caotica rende poco visibile la traccia di sentiero. L'anello Lotto-Tabiate-Crinale-Lotto richiede circa tre ore di cammino.

Difficoltà
E
Dislivello
700 mt
Tempo
3 h



(una versione Powerpoint della suddetta relazione è
disponibile richiedendola via e-mail all'autore)

- Cartina Kompass 1:35.000 Val Masino, Val Codera, Costiera dei Cech
Testo e fotografie a cura di M.Dei Cas

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Ultima Modifica: Lunedì, 27 Agosto, 2007

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