Fra Val Porcellizzo e Val Codera

 

 

 

Comune di
Val Masino

Il pianone della val Porcellizzo. Foto di M. Dei CasLa val Porcellizzo è una delle più belle, luminose ed ampie valli retiche. L'imponente cornice granitica che la incorona, con le vette (da sinistra) del pizzo Porcellizzo (sciöma dò porsceléc'), della punta Torelli, dei pizzi Badile e Cengalo, dei pizzi Gemelli e del pizzo del Ferro occidentale (o cima di Bondasca), non ci deve far dimenticare che la valle ha la curiosa prerogativa di essere fra le più ricche di passi fra quelle delle Alpi centrali. Ce ne sono, infatti, ben sei, fra noti e meno noti. Sempre da sinistra, i passi Barbacan (il sud-est, m. 2698, che porta nella Valle dell'Oro, ed il nord, m. 2598, che permette di scendere in valle d'Averta, laterale della Val Codera), la bocchetta di Sceroia (che non è facile da trovare, e che conduce anch'essa in val Codera), il passo Porcellizzo (m. 2862, che porta in alta val Codera), il passo di Bondo (pas de bund, il più alto, m. 3169, con difficoltà alpinistiche, che porta sulla Vedretta della Bondasca, in territorio svizzero) ed il passo Camerozzo (m. 2765, ben noto a chi percorre il Sentiero Roma, che conduce dalla val Porcellizzo alla valle del Ferro).
Il rifugio Gianetti e, sullo sfondo, il pizzo Badile. Foto di M. Dei CasIl passo Porcellizzo è il più vicino al rifugio Gianetti (m. 2534), al quale si sale, dopo circa tre ore e mezza di cammino, dai Bagni di Masino; viene valicato da coloro che effettuano l'interessantissima traversata fra questo rifugio ed il bivacco Perdoni-Del Prà (m. 2600, in alta Val Codera).
Raggiungerlo dal rifugio Gianetti, quando c'è poca neve, è piuttosto facile, mentre impegnativa è la discesa in Val Codera, che richiede l'attraversamento di un piccolo ghiacciaio, con tutte le cautele del caso. Se non abbiamo esperienza alpinistica o siamo sprovvisti del necessario equipaggiamento, dobbiamo dunque limitarci a guadagnare il passo.
Da destra, la punta Torelli, il Dente della Vecchia, il canalino che porta al passo ed il monte Porcellizzo. Foto di M. Dei CasPer farlo, basta seguire le indicazioni che troviamo nei pressi del rifugio, alle sue spalle, sulla sinistra, vicino a quelle del sentiero Roma. Mentre quest'ultimo si dirige verso sud-ovest, il percorso per il passo Porcellizzo punta a nord-ovest. Dobbiamo prestare attenzione ai segnavia, che ci guidano nella salita fra grandi massi, con una pendenza che tende via via ad accentuarsi.
Il passo non è visibile, perché risulta nascosto dietro un fianco roccioso. Esso è collocato a destra del pizzo Porcellizzo (sciöma dò porsceléc') (m. 3075), al termine di un canalino che raggiunge il crinale compreso fra questo monte e la punta Torelli (m. 3137).
Il canalino che porta al passo, visto dal passo Porcellizzo. Foto di M. Dei CasNella salita passiamo proprio di fronte al caratteristico sperone roccioso che scende dalla punta ed è denominato, per la forma che mostra dal rifugio Gianetti, Dente della Vecchia. Lasciamo quindi lo sperone alla nostra destra, e scopriamo che la sua forma, vista da ovest, cambia sensibilmente. Capita non di rado, poi, di poter osservare le cordate che salgono vetta della punta Torelli.
Una traccia di sentiero, resa un po' insidiosa da qualche sasso mobile e dal terriccio scivoloso, ci porta poi ai piedi del canalino che conduce al passo e che risaliamo tenendoci sul lato destro. Qui si trova neve anche a stagione avanzata, e questo, se non siamo adeguatamente attrezzati, può rendere difficoltoso l'ultimo tratto della salita.
Alla fine, dopo poco più di un'ora dal rifugio, raggiungiamo i 2862 metri del passo. Spesso il colpo d'occhio sull'alta Val Codera, anche nelle giornate in cui il cielo è solo parzialmente coperto dalla nuvolaglia, è impedita dalla densa foschia che risale il canalino sul versante di questa valle, e che limita la visuale a pochi metri. In Val Codera, infatti, le correnti umide che salgono dall'alto Lario si incontrano con l'aria più fresca che scende da nord, determinando densi banchi di foschia.
Il passo Porcellizzo. Foto di M. Dei CasDai Bagni di Masino al passo il dislivello complessivo è di quasi 1700 metri, e si supera in circa cinque ore di cammino (esclusa, ovviamente, l'eventuale sosta al rifugio Gianetti).

 

 

 

Difficoltà
EE
Dislivello
1700 mt
Tempo
5 h



(una versione Powerpoint della suddetta relazione è
disponibile richiedendola via e-mail all'autore)

- Cartina Kompass 1:35.000 Val Masino, Val Codera, Costiera dei Cech
Testo e fotografie a cura di M.Dei Cas

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Ultima Modifica: Martedì, 28 Agosto, 2007

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