Il più agevole valico fra Val Masino e Val Bregaglia

 

 

 

Comune di
Val Masino

Il rifugio Allievi, prima che fosse danneggiato dalla valanga dell'inverno 1999-2000. Foto di M.Dei CasCi sono due passi che mettono in comunicazione la Val Masino con il territorio svizzero. Il primo è il passo di Bondo (pas de bund, m. 3169), in Val Porcellizzo, che presenta difficoltà alpinistiche e tratti su ghiacciaio. Il secondo è il passo di Zocca (pas da zòca, m. 2746), nella valle omonima (laterale della Val di Mello, al quale, invece, si sale con relativa facilità, in assenza di neve (quindi a stagione avanzata o tarda).
Raggiungiamo, quindi, la val di Mello, percorriamola fino ad oltrepassare la località di Cascina Piana (m. 1092) e ad incontrare l'indicazione della deviazione sulla sinistra per il rifugio Allievi. Il sentiero, recentemente sistemato nei punti più ripidi con una comoda gradinatura, sale, nel primo e faticoso tratto, sulla sinistra (per noi) della valle, per poi attraversare il torrente Zocca su un bel ponte, anch'esso collocato da poco. In cammino verso il canalone che sale al passo. Foto di M.Dei CasL'ulteriore salita fino alla casera di Zocca (seminascosta, sulla destra, a m. 1725) non dà molti momenti di respiro, per poi cominciare ad assumere pendenze meno severe, uscendo dal fresco bosco di conifere e tagliando in diagonale il fianco destro della valle, fino ad affacciarsi al corridoio che immette nella piana che, per la sua conformazione, dà il nome alla valle (m. 2016).
Attraversata la piana sul lato destro, raggiungiamo il piede dell'ultimo ed ampio zoccolo glaciale che ci separa dal circo superiore della valle. I segnavia ci guidano nel tratto in cui la traccia sembra perdersi, finché la ritroviamo e, seguendola, risaliamo faticosamente lo zoccolo, attraversando due vallecole e portandoci, nell'ultimo tratto, verso sinistra, sul bordo di un marcato canalone che scende verso la piana. Siamo ormai in vista dei rifugi Allievi e Bonacossa (m. 2385), che raggiungiamo dopo aver attraversato, proseguendo verso sinistra (nord-ovest), un torrentello. Dal parcheggio della val di Mello ai rifugi sono necessarie dalle tre alle quattro ore di cammino, per superare gli oltre 1300 metri di dislivello.
Il passo, presidiato dalla torre di granito. Foto di M.Dei CasI rifugi sono fra i più frequentati delle Alpi centrali, anche perché la valle di Zocca è una delle mete più ambite degli scalatori, per le innumerevoli ed interessanti vie di ascensione, aperte ed ancora da aprire, che le sue famose cime (da ovest, cima di Zocca, m. 3174, punta Allievi, m. 3225, cima di Castello, m. 3392, punta Rasica, 3305, pizzo Torrone occidentale, m. 3351) offrono. Inoltre sono anche un punto di appoggio obbligato per chi percorre il celeberrimo Sentiero Roma. Purtroppo sono stati danneggiati da una rovinosa valanga scesa dal vallone della cima di Castello nell'inverno 1999-2000, in seguito alle eccezionali precipitazioni nevose dell'autunno.
Noi, però, non ci accingiamo ad effettuare alcuna scalata, né a percorrere il Sentiero Roma. Cerchiamo, invece, alle spalle dei rifugi, i segnavia che ci indirizzano al percorso che permette di salire al passo di Zocca. Il passo è ben visibile già dai rifugi, guardando verso nord.
La vedretta dell'Albigna, vista dal passo. Foto di M.Dei CasOsserviamo l'evidente depressione sulla cresta di granito che chiude la valle: distingueremo, nella sua parte sinistra, un piccolo ma ben marcato ago roccioso, che segna il limite destro del passo.Cominciamo, quindi, la salita, tendendo leggermente a sinistra, fino a raggiungere un grande ometto posto sopra un masso, che segnala una traccia di sentiero. Seguendola, ci portiamo ai piedi del ripido crinale che scende dalla depressione, più o meno al suo centro. Iniziamo ad attaccarlo nella sua parte sinistra, tenendone il lato destro. In alcuni tratti il sentiero è buono, ma discontinuo e, soprattutto, privo di segnavia. Solo gli ometti ci guidano. La salita richiede cautela per qualche sasso mobile, ma non è difficile. Man mano che il passo si fa più vicino, l'ago alla sua destra assume l'aspetto più imponente di una sorta di torre guardiana. Alla nostra sinistra, nei momenti di pausa necessaria, possiamo vedere l'aspra e dirupata parete orientale della cima di Zocca, mentre a destra si scorge un vallone che si inoltra sul fianco occidentale del gruppo di cime che comprende la punta Allievi.
La costiera delle Sciore. Foto di M. Dei CasAlla fine, dopo poco più di un'ora dai rifugi, guadagniamo i 2746 metri del passo, dove su un sasso, nel 1930, è stato segnalato il confine italo-svizzero. Oltre il passo, si apre lo scenario suggestivo dell'ampio vallone della lingua sud-orientale della Vedretta dell'Albigna. A sinistra è ben visibile la poderosa costiera granitica sulla quale si collocano la Sciora di dentro, l'Ago di Sciora e la Sciora di fuori. Il dislivello complessivo dell'escursione è di poco inferiore ai 1700 metri, ed il tempo necessario è di circa cinque ore.

La valle di Zocca, vista dal passo. Foto di M.Dei Cas

Difficoltà
EE
Dislivello
1700 mt
Tempo
7 h



(una versione Powerpoint della suddetta relazione è
disponibile richiedendola via e-mail all'autore)

- Cartina Kompass 1:35.000 Val Masino, Val Codera, Costiera dei Cech
Testo e fotografie a cura di M.Dei Cas

Torna alla pagina iniziale del sito
Torna al settore corrente...
Ultima Modifica: Martedì, 28 Agosto, 2007

--- Waltellina.com 2000,2007 - All Right Reserved ---




eXTReMe Tracker