la traversata delle valli per il "Tracciolino", in Valchiavenna

 

 
Il Tracciolino (foto M.Dei Cas)Il "tracciolino" è una piccola opera d’arte che non ha uguali sulle Alpi, la cui realizzazione risale agli anni trenta. Su di esso correvano dei piccoli vagoncini che portavano uomini e materiale dalla teleferica della Val dei Ratti alla costruzione della diga Val Codera. Questo itinerario porta lontano dalla suggestiva e rinomata Val Codera, dai suoi scorci infiammati dall’autunno e dai suoi dolci sentieri, per inoltrarsi in una zona altrettanto suggestiva. Non ultimo la Val dei Ratti, a torto trascurata, è capace anch’essa di bellezze che i più ancora ignorano.

Dalla Stazione (di Novate Mezzola, m.200) traversato il paese si raggiunge in breve il sentiero (0.15 h) che porta alla località di San Giorgio. Con una lunga serie di serpentine attraverso il bosco. il sentiero ben tracciato porta senza troppa fatica al piccolo borgo (m.748 - ore 1.00), situato su di un panoramico balcone. Esso merita una visita con tutta calma, la sua suggestione deriva dalla posizione, dal fatto che, come il vicino paesino di Codera, è abitato tutto l’anno pur privo di strada, e per il grande masso avello legato alla leggenda di San Giorgio e del suo drago. OltrOttima anche la scelta di effettuare l'escursione in mountain-bike  (foto Calegari Michele)epassato il piccolo cimitero, si prosegue in leggera salita fino a raggiungere il "tracciolino" (m.920 - ore 0.15), dove inizia la parte più bella dell’intera escursione, e non solo perché pianeggiante. Piegando a destra si prende dunque questo caratteristico sentiero che, dopo un breve tratto ci concede una vista bellissima sul sottostante lago di Novate, sul Pian di Spagna, sul Legnone e oltre.
Di tanto in tanto si incontra qualche galleria e questo rende ancor più interessante e divertente il percorso. Raggiunte alcune condotte forzate ricompaiono i vecchi binari a scartamento ridotto tuttora utilizzati dagli addetti della società elettrica; seguendoli, si arriva a una galleria illuminata, oltre la quale si esce in Val dei Ratti. All’uscita della galleria ci si trova ad un bivio, in quanto dai binariche proseguono verso sinistra si stacca una derivazione, verso destra, che conduce, dopo un breve percorso, al punto di arrivo del carrello che sale dalla centrale Sondel di Verceia. Se abbbiamo un po’ di tempo, possiamo raggiungere questo punto e, seguendo una stradina, salire ai resti degli edifici costruiti per ospitare gli operai che hanno lavorato alla costruzione del tracciolino e della centrale. Nei pressi del punto di arrivo del carrello parte anche, segnalato da segnaUna delle gallerie che si incontrano lungo il percorso  (foto Calegari Michele)via bianco-rossi, un sentiero che scende, ripido, sul fianco montuoso, fino ai Crotti di Verceia. Il tracciato non è sempre evidente, ed in qualche tratto è anche un po’ esposto, per cui va eventualmente percorso con grande cautela. Se invece vogliamo portare a termine il Tracciolino, torniamo al bivio e riprendiamola traversata del fianco montuoso verso la casa dei guardiani del bacino della Val dei Ratti. Il tracciolino si fa qui più largo e più panoramico, in quanto ci permette di gettare ampie occhiate sull’alto Lario, sul lago di Novate e sulla Valchiavenna. Alcuni ponti ci permettono di superare modeste vallecole laterali e qualche galleria paramassi rende più sicuro il cammino. Alla fine, dopo un’ultima curva, appare al nostro sguardo la casa dei guardiani: qui potremo trovare persone sempre disposte a fornirci qualche indicazione sull’opera e sulle sue caratteristiche. Poche decine di metri oltre la casa, il tracciolino intercetta la mulattiera che da Verceia sale verso Frasnedo (m.1225), il centro principale della valle, i binari proseguono poi fino allo sbarramento artificiale. Vale la pena di allungare l’escursione di qualche minuto per ammirare il muraglione della diga che chiude una paurosa forra della valle. Torniamo quindi all’incrocio, lasciamo il tracciolino e percorriamo in discesa la mulattiera, che, in breve, ci condurrà a Verceia. Possiamo tornare da qui a Novate utilizzando la ferrovia o, se abbiamo un’autentica tempra di camminatori, percorrendo qualche chilometro a piedi.
Variante: il tracciolino può essere percorso per intero partendo da Codera, per poi giungere al borgo di S.Giorgio e proseguire come nell'itinerario sopra descritto. Lasciata Codera si segue una mulattiera pianeggiante che porta allo sbarramento sul torrente Codera (da qui si può salire al rifugio Brasca in circa 2 ore); si abbandona la mulattiera, si attraversa il torrentee ci si porta all'edificio dei guardiani. Qui inizia un itinerario con gallerie e ponti che percorre il tracciato del trenino a scartamento ridotto, arrivando rapidamente al piccolo borgo di San Giorgio (da Codera ore 1). Note: si consiglia di portare una torcia.

ATTENZIONE: Ci è giunta segnalazione di frana lungo il Tracciolino:
"Il panorama dalla Valle dei RattiEcco quanto ci segnala Pietro Pellegrini. Percorrendo il tracciolino dalla val dei Ratti alla val Codera si incontra una frana poco oltre essere passati all'altezza del paese di Codera: essa si trova poco dopo aver superato il bivio sulla destra che sale in val Ladrogno, al bivacco Casorate-Sempione. Il passaggio è ostruito e non vi è modo di passare, ne di aggirarlo. E' franato un pezzo di montagna, portandosi via un tratto del percorso, gallerie comprese. In un primo tratto si riesce a entrare strisciando nella galleria, che si presenta ingombra di materiale. Superato questo primo tratto di pochi metri, il tratto successivo di galleria è chiuso in fondo dalla frana; passare all'esterno non è proponibile a meno di non essere alpinisti muniti di corda e chiodi.
Ringraziamo il contributo sempre prezioso di chi ci legge. Vale dunque il consiglio di lasciare il tracciolino al bivio per Cii (se lo si percorre lungo la direttrice Ratti-Codera), oppure di salire da Codera passando per Cii, se lo si percorre in senso inverso.


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Difficoltà
E (escursionistica)
Dislivello
mt. 720
Tempo
7/8 h



Cartina Kompass n.92 - Chiavenna-Val Bregaglia
Testo a cura di G.Mariani e fotografie a cura di M.Dei Cas e M.Calegari

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Ultima Modifica: Domenica, 11 Febbraio, 2007

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