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distesa delle campane della chiesa parrocchiale di S. Antonio Abate
Postalesio è un comune che si trova sul versante retico mediovaltellinese,
fra Berbenno di Valtellina, ad ovest, e Castione Andevenno, ad est.
Il nucleo centrale si trova, ad una quota di poco superiore ai 500 metri,
a monte dell’ampio conoide di deiezione formato dal torrente Caldenno,
che scende dalla valle di Postalesio, ad ovest del paese.
A monte dell’abitato si sviluppa l’ampio dosso che è
delimitato ad ovest dalla valle di Postalesio e ad est dalla valle del
Boco, e che scende dal monte Caldenno (m. 2669), il punto di massima
elevazione del territorio comunale. Si tratta di un territorio non ampio
(circa 11 kmq), ma che presenta moltissimi aspetti di interesse etnografico,
naturalistico ed escursionistico.
Il suo territorio è costituito da una sorta
di striscia che dal crinale che separa la media Valtellina dalla Val
Torreggio (Valmalenco) scende fino al fondovalle. Il confine settentrionale,
che separa Postalesio da Torre di S. Maria (Valmalenco), corre su questo
crinale dal monte Caldenno (vertice di nord-ovest, m. 2669) al Sasso
Bianco (vertice di nord-est, m. 2490). Il confine occidentale, che separa
Postalesio da Berbenno di Valtellina, scende quasi diritto, dal monte
Caldenno verso sud, passando per il monte Colina e la croce Capin, attraversando
da est ad ovest il solco della valle di Postalesio (che però,
a dispetto del nome, rientra quasi interamente nel territorio del comune
di Berbenno) e passando per il dosso di Campi, prima di scendere al
fiume Adda.
Il
confine orientale, che separa Postalesio da Castione Andevenno, scende,
con andamento ugualmente diritto, verso sud dal Sasso Bianco, tagliando
il fianco occidentale della valle del Boco (o Bocco) e passando ad ovest
dell’alpe Mangingasco (Ciaz) e della frazione di Vendolo (che
appartengono a Castione, mentre rientrano nel territorio di Postalesio,
ad ovest di tale confine, Prà Lone e Ca’ Moroni). Il confine
meridionale, infine, che separa Postalesio da Cedrasco, segue un tratto
del fiume Adda.
Interessante è anche la sua storia. Postalesio
fu, in passato, comune del terziere di mezzo della Valtellina, e, dal
punto di vista religioso, appartenne alla pieve di Berbenno. Il suo
nome si trova citato per la prima volta in un atto di transazione di
una vigna in “Postalese” (Postalesio) redatto ad Andevenno
nel luglio del 1035. Il paese, raccolto nel Medioevo intorno alla chiesetta
di S. Martino (edificata nel 1250), fu feudo della famiglia comense
dei Greco, che vi eresse un castello, passato, nel XIII secolo, alla
famiglia Dusdei di Sondrio. Il comune, che comprendeva gli abitati di
Sambrolo, Dosso e Lono, dovette formarsi tra XII e XIII secolo. Nel
1335 compariva, negli Statuti di Como, come “comune loci de Postalese”.
Inizialmente il comune di Postalesio estendeva il suo territorio anche
a sud dell’Adda, e comprendeva anche l’attuale abitato di
Cedrasco, che si rese autonomo nel 1442. Postalesio si staccò
dalla pieve di Berbenno e si costituì come parrocchia di patronato
comunale nel 1425.
Nel 1602 era diviso nelle contrade di Moroni, Crapo, Sondrini, Smachetti,
Inversi, Belini, Albertazi, Sambrolo, Contrata, Molino, Menno, Gregoli,
Quadra de fondi, Vendol, organizzate tra XVII e XVIII secolo nelle quattro
quadre “de Inversis”; “de Summo”, o “de
Monte”; “de Fondo”; “Contrata”. Ogni contrada
aveva propri consiglieri e ogni quadra propri sindaci. L’assemblea
generale dei capifamiglia di
Postalesio,
o vicinanza, veniva convocata per decidere e ratificare gli argomenti
più importanti della vita comunitaria, come l’elezione
del decano e dei consiglieri. Il decano, eletto annualmente, rappresentava
il comune nei consigli di terziere, era responsabile della gestione
finanziaria, della quale rendeva conto al termine del mandato; presiedeva
inoltre il consiglio. Il consiglio (consiglio di comunità) era
l’organo di governo del comune ed aveva l’importante incombenza
della nomina degli ufficiali ed incaricati del comune: il cancelliere;
il servitore, che svolgeva le funzioni di messo comunale; il caneparo,
responsabile della gestione economica; il camparo, addetto alla sorveglianza
dei beni comunali; i deputati degli estimi. Consiglio e vicinanza si
nominavano, poi, dei procuratori o agenti per le cause in materia civile,
criminale o ecclesiastica.
Postalesio, secondo il resoconto della visita pastorale del vescovo
di Como, di origine morbegnese, Feliciano Ninguarda, contava, nel 1589,
130 fuochi, vale a dire 650 abitanti circa; nel 1624 se ne contavano
610. Cinque anni dopo il paese non fu risparmiato dalla tremenda epidemia
di peste, che si diffuse in Valtellina portata dai Lanzichenecchi che
vi transitarono nel quadro delle vicende belliche della Guerra dei Trant’Anni.
Secondo alcuni la popolazione complessiva della valle scese da 140.000
a poco più di 40.000 abitanti, ed una riduzione di proporzioni
simili si può congetturare anche per Postalesio, che quindi dovrebbe
essere scesa ad una cifra intorno ai 170 abitanti.
Solo dall’ultimo quarto del Seicento iniziò una progressiva
ripresa, testimoniata anche dall’edificazione dell’attuale
chiesa parrocchiale dedicata a S. Antonio Abate, fra il 1685 ed il 1698
(ma completata nel 1784; il campanile della chiesa venne eretto, invece,
nel 1774, ed è stato recentemente restaurato).
Alla fine del Settecento, e precisamente nel 1797, quando la bufera
napoleonica pose termine al dominio delle Tre Leghe in Valtellina, gli
abitanti
erano risaliti a 473. Nella Repubblica Cisalpina, (1801) Postalesio
era uno dei settanta comuni che costituivano il distretto III di Sondrio
del dipartimento del Lario, mentre nel successivo Regno d’Italia
(1805) Postalesio divenne comune di III classe, nel cantone I di Sondrio,
e contava 269 abitanti. Cadde anche Napoleone, ed il dipartimento dell’Adda,
nel 1815, venne assoggettato al dominio della casa d’Austria,
nel Regno lombardo-veneto: Postalesio figurava, con i suoi 269 abitanti,
come comune aggregato al comune principale di Berbenno, nel cantone
I di Sondrio, ma ottenne ben presto (l’anno successivo) l’autonomia.
A metà dell’Ottocento, e precisamente nel 1853, Postalesio,
con la frazione Spineda, era comune del I distretto di Sondrio, con
consiglio comunale, senza ufficio proprio e con una popolazione che
era tornata ai livelli di inizio Seicento (612 abitanti).
Nel periodo successivo all’unificazione dell’Italia la popolazione
continuò ad aumentare, fino a raggiungere il massimo storico
alle soglie del Novecento (1901), con 826 abitanti. La Prima Guerra
Mondiale ed il primo dopoguerra, però, fecero registrare un nuovo
regresso, tanto che alla vigilia della Seconda Guerra mondiale gli abitanti
erano scesi a 620. Anche il secondo dopoguerra iniziò all’insegna
della flessione, con minimo nell’anno 1961 (550 abitanti). Negli
anni sessante è iniziata una lenta ripresa, che ha portato il
numero degli abitanti all’attuale 599 (dato del 2005).
Si
raggiunge facilmente Postalesio staccandosi sulla sinistra dalla ss.
38 dello Stelvio, per chi la percorra in direzione di Sondrio, allo
svincolo, segnalato, dopo la stazione di S. Pietro Berbenno, ed immediatamente
prima del ponte sul torrente Caldenno. La strada, dopo un primo tratto
di salita (nel quale passa ad est della frazione di Spinedi, dove si
trova l’antichissima chiesetta di S. Colombano), intercetta la
pedemontana retica che proviene da sinistra (ovest), dalla frazione
Polaggia di Berbenno, che si trova a circa 2 km da Postalesio. Percorrendo
la pedemontana, verso destra, giungiamo ai piedi del paese, dove si
trova un bivio: proseguendo verso destra sulla pedemontana passiamo
a lato dell’antica chiesetta di S. Martino, che risale al 1250
e fu la prima chiesa parrocchiale.
La strada prosegue, poi, verso est, aggirando un dosso boscoso, superando
il nucleo di Vèndolo (frazione di Castione, a 2,9 km da Postalesio)
ed il torrente Boco su un ponte e raggiungendo Castione Andevenno. Se,
invece, a bivio prendiamo a sinistra, saliamo nel cuore del paese. Dopo
qualche tornante, passiamo proprio sotto il poderoso muraglione che
sostengono il terrapieno sul quale è edificata la nuova chiesa
parrocchiale di S. Antonio Abate.
R accontiamo, infine, un possibile percorso di visita al paese
in mountain-bike, che parte dal posteggio presso lo stabilimento
Colavev, a ridosso della ss. 38 dello Stelvio. Saliamo lungo
la via al Porto, al termine della quale prendiamo a destra e portiamoci
all’incrocio con la via San Giorgio, dove svoltiamo a sinistra,
iniziando a salire in direzione del paese. Dopo qualche tornante, intercettiamo
la strada che proviene, sulla nostra sinistra, da Polaggia, e proseguiamo
verso destra. Oltrepassato, sulla destra, il cimitero e scavalcato,
su un ponte, il torrente Caldenno, raggiungiamo, a quasi 3 km dalla
partenza, all’incrocio all’ingresso del paese: qui prendiamo
a sinistra e risaliamo la via
Martiri
della Liberta' che, attraversato il centro, giunge al poderoso muraglione
della Chiesa di S.Antonio Abate, a poco meno di 3 km
e mezzo dalla partenza.
Proseguendo nella salita, impegnamo un tornante sinistrorso, seguendo
l'indicazione per le Piramidi di Postalesio e salendo
fino al parcheggio della riserva naturale, a poco più di 6 km
dalla partenza. Dopo l’immancabile visita al sito delle piramidi,
torniamo al parcheggio e riprendiamo a salire sulla pista che porta
fino all’alpe Colina. Noi, però, ci fermiamo molto prima:
al successivo tornante sinistorso della pista, infatti, la lasciamo
per imboccare una pista che se ne stacca sulla destra e raggiunge il
bellissimo nucleo di Ca' Moroni, a circa 7 km e mezzo
dalla partenza.
Ripercorriamo, quindi, in discesa la strada, fino alla parte alta del
paese; qui, prima di giungere alla chiesa di S. Antonio, la lasciamo,
sulla destra, per imboccare la via Simonini, che attraversa
la parte antica del paese, attraversata la quale ci ritroviamo all'incrocio
già incontrato salendo, dopo quasi 11 km e mezzo dalla partenza.
Questa volta, però, invece di proseguire la discesa sulla medesima
via di salita, svoltiamo a sinistra, imboccando la via Vanoni, prendendo
poi a destra, per la via San Martino, dove troviamo
la chiesetta medievale, ancora ben conservata, a quasi 12 km dalla partenza.
Saliamo di
nuovo
all’incrocio e cominciamo a scendere per la medesima via di salita,
ripassando dal cimitero e prendendo a sinistra al bivio che propone,
a destra, la direzione per Polaggia e Berbenno.
Al secondo tornante destrorso, però, invece di proseguire sulla
larga strada asfaltata, imbocchiamo una stradina sterrata che se ne
stacca sulla sinistra, proseguendo nella discesa e passando per i resti
dell’antichissima chiesetta di San Colombano,
recentemente restaurata. La pista, alla fine, ricongiunge con via San
Giorgio. Passando per via Spinedi e via Porto, torniamo, alla fine,
al posteggio presso la Colavev, chiudendo un giro che ha uno sviluppo
complessivo di 15 km, ottimo soprattutto ad autunno inoltrato, in inverno
ed in primavera.