Percorso Anna: un nome simpatico per una simpatica passeggiata
ad anello nei dintorni di Dazio. Sei brevi tappe, per gustare altrettanti
assaggi della bellezza di un ambiente tranquillo e suggestivo, dove
odori, suoni e colori suscitano un forte senso di pace e serenità.
Lasciamo, quindi, l’automobile a Dazio (m. 568), e cominciamo
a camminare.
La prima tappa porta da Dazio alla chiesetta di S. Anna, che dà
anche il nome al percorso. Per raggiungerla dobbiamo portarci alla parte
alta di Dazio, sulla strada per Serone, Roncaglia e Poira. Oltrepassato
il punto nel quale da questa strada si stacca, sulla destra, la strada
che sale a Caspano, passando per Cadelsasso e Cadelpicco, troviamo il
cartello del percorso, che ci indirizza al sentiero che sale verso la
chiesetta, peraltro ben visibile, a poca distanza, sul limite del bosco
a nord di Desco. Troveremo altri cartelli come questo al termine di
ogni tappa.
Pochi
minuti, e siamo al sagrato della chiesetta, a 658 metri. Gustato il
panorama che da qui si gode sulla piana di Dazio e sul versante settentrionale
del Culmine di Dazio, rimettiamoci in cammino. A sinistra della graziosa
facciata parte un sentiero che ben presto si biforca: il ramo di sinistra
sale, in uno splendido bosco di castagni, fino a Cadelpicco, poco sotto
Caspano, mentre il ramo di destra, che coincide con il confine dei comuni
di Dazio e di Civo, effettua una traversata, guadagnando gradualmente
quota, fino ad intercettare la strada Cadelsasso-Cadelpicco, poco sopra
Cadelsasso.
Ma noi dobbiamo procedere per altra via: ci attende la seconda tappa
del percorso Anna, da S. Anna a Pedrüscìn. Tappa assai breve,
per la verità: si tratta di proseguire in direzione opposta rispetto
a quella dei sentieri menzionati, cioè verso ovest, attraversando
su un ponticello il torrente Toate e salendo alle baite della località
Pedrüscìn. Qui tutto sembra essersi conservato intatto da
almeno un secolo a questa parte.
Avanti, ancora, per la terza tappa, che conduce da Pedrüscìn
a Ca’ Busnarda. Si tratta di un gruppo di case che
costituiscono
la parte più bassa della frazione di Naguarìdo. Siamo
passati nel territorio del comune di Civo, e possiamo ammirare, alcune
decine di metri sotto, il lato di sud-est della settecentesca chiesa
di Naguarido (m. 744), dedicata alla Beata Vergine. Un breve fuoriprogramma
ci permette di salire a gustare l’atmosfera antica del paesino.
Torniamo sul nostro percorso per la quarta tappa, da Ca’ Busnarda
a Vallate. Finora abbiamo sempre guadagnato quota, ma ora cominciamo
a scendere, nella belle cornice di una selva di castagni, da 720 metri
circa ai 697 metri di Vallate, la frazione che si trova sulla strada
Dazio-Serone, poco sotto Serone. Attraversiamo la strada asfaltata per
trovare subito, sul lato opposto, in corrispondenza di una cappelletta
e di un grande castagno, la mulattiera che scende a Ca’ Brunai.
Il tratto Vallate-Ca’ Donai è la quinta tappa del percorso.
Scendendo verso Ca’ Donai, lasciamo alla nostra destra un torrentello
che confluisce,
più
in basso, nel torrente Toate, e, al di là di questo, la mulattiera
che porta da Vallate a Cerìdo. Ci immergiamo, di nuovo, in una
selva di castagni, fino a raggiungere la località di Ca’
Donai, appena prima del ponte sul torrente Toate.
Siamo ormai alla fine: varcato il torrente, torniamo in territorio del
comune di dazio e, in breve, ci ritroviamo nella parte occidentale di
Dazio, tornando all’automobile e chiudendo la sesta ed ultima
tappa di questo percorso. Siamo in cammino da circa tre quarti d’ora,
ed abbiamo superato un dislivello in altezza approssimativo di 140 metri.
Esiste una seconda interessante possibilità ei effettuare un
percorso ad anello nei dintorni di Dazio: potremmo chiamarlo l’anello
Dazio-Cadelpicco. Dal centro di dazio portiamoci, seguendo la strada
asfaltata che si dirige alla parte orientale della piana, a Regolido,
frazione di Civo. La monotonia della camminata è temperata dall’eccellente
panorama che si apre sulla media Valtellina e sul gruppo dell’Adamello.
Presso
la bella chiesetta di Regolido parte una mulattiera che sale, verso
nord-ovest, in una selva di castagni. Incontriamo, sul percorso, un
antico torchio, ristrutturato, prima di intercettare la strada asfaltata
che da Dazio conduce a Cadelsasso. Ci ritroviamo, così, nella
parte bassa della frazione di Civo. Portiamoci alla bella chiesetta,
dedicata a S. Pietro apostolo (m. 747) ed edificata nel 1697. Di fronte
alla chiesetta, una piccola piazza con una graziosa fontana, dove, racconta
una leggenda, nel silenzio del primo chiarore del giorno si può
udire la presenza di un misterioso essere che abita i boschi, l’”ometìn
de Pesòlda”.
Incamminiamoci lungo la strada asfaltata e saliamo fino a Cadelpicco
(m. 796): qui troviamo, sulla sinistra, nella parte bassa del paese,
il tratturo che scende sul limite del bosco e diventa mulattiera. Dopo
aver visitato la chiesa secentesca di S. Pietro martire, scendiamo,
per questa mulattiera, fino alla chiesetta di S. Anna, dalla quale,
in breve, torniamo a Dazio.
Questo
anello richiede circa un’ora ed un quarto di cammino, e comporta
un dislivello approssimativo in altezza di 220 metri.