La salita dal fondovalle a Dazio

 

 

La chiesa parrocchiale di Paniga. Foto di M. Dei Cas La salita da Desco a Dazio è un’escursione poco nota, ma di grande interesse e suggestione, in quanto taglia, da est ad ovest, il fianco meridionale del Culmine di Dazio, toccando luoghi di grande pregio paesistico e panoramico. Nei mesi più freddi, poi, se la neve non è troppo abbondante, può rivelarsi una soluzione azzeccata per sfruttare piacevolmente le ore di sole che le giornate più corte ci regalano. Recentemente il CAI di Morbegno ha curato la rivisitazione della segnaletica, operazione quanto mai opportuna, dal momento che l’itinerario, pur non difficile, non è banale, ed in diversi punti le indicazioni si rivelano preziose.
La nostra automobile deve raggiungere Desco (m. 290), grazioso paesino, nel territorio del comune di Morbegno, posto sul confine della Costiera, sopra le rocce più basse del fianco meridionale del Culmine, che scendono quasi a picco sul fiume Adda. Per arrivarci possiamo uscire da staccarci dalla ss. 38 a sinistra (se proveniamo da Milano) al primo semaforo posto all’ingresso di Morbegno, seguendo le indicazioni per la Costiera dei Cech. Raggiungiamo, così, il ponte sull’Adda, oltrepassato il quale prendiamo a destra. Il sentiero per Porcido attraversa il vallone. Foto di M. Dei CasSaliamo, quindi, per un breve tratto sulla strada per Dazio, ma la lasciamo subito, al primo tornante sinistrorso, staccandocene sulla destra e scendendo al ponte di Ganda, per poi proseguire fino a Campovico. Superato anche questo paese, proseguiamo fino a Paniga e, alla fine, dopo una breve salita, eccoci a Desco.
Se, invece, proveniamo da Sondro ci conviene staccarci, sulla sinistra, dalla ss. 38 appena prima di Talamona, allo svincolo per Paniga. Attraversato, verso destra, un sottopasso, ci portiamo al ponte di Paniga, con traffico a senso unico alternato regolato da un semaforo. Oltrepassato il ponte, prendiamo a destra, proseguendo fino a Desco, dove ci accoglie la cinquecentesca chiesa di S. Maria Maddalena. A Desco troviamo un parcheggio dove possiamo lasciare l’automobile.
Di questo borgo caratteristico e suggestivo, quasi abbarbicato sulle rocce che, in questo punto, cadono a picco sul fiume Adda, scrive il Guler von Weineck, nel resoconto del suo viaggio in Valtellina pubblicato nel 1616: “Cinquecento passi più in giù (rispetto a Pilasco), lungo il corso dell’Adda, sorge Desco che produce pregiati vini dolci”. In questo territorio le viti vengono piantate assai rare; si dispongono sulla nuda roccia e vengono coperte di terriccio, affinché le radici possano essere convenientemente coperte; La chiesetta di Porcido. Foto di M. Dei Casma le viti si abbarbicano nei crepacci e nelle spaccature delle rocce, dando un abbondante raccolto senza fatica dei contadini, i quali debbono soltato potare e concimare, oltrechè vangare il terreno due volte l’anno”.
Risalendo il paese di Desco, lasciamo la strada asfaltata per imboccare una stradina che se ne stacca sulla sinistra e raggiunge il muraglione di un vallo paramassi. A questo punto non dobbiamo proseguire sulla strada, ma imboccare sulla sinistra un sentierino, segnalato con qualche segnavia rosso-bianco-rosso, che sale in diagonale verso ovest, attraversa un corpo franoso (dove troviamo anche un piccolo crocifisso, quasi a proteggere il viandante dalla caduta sporadica di massi), piega a nord (destra) per risalire, con serrati tornanti, un vallone selvaggio. Raggiunto uno scuro roccione sulla nostra sinistra, ignoriamo una sentierino che si stacca a sinistra da quello principale, e proseguiamo fino a giungere in vista di un ardito muraglione a secco, che permette al sentiero una breve traversata a sinistra (con un breve tratto esposto: attenzione!), con la quale usciamo dalle ombre del vallone, per approdare ad una luminosa fascia di terrazzamenti adagiati sul fianco meridionale del Culmine.
Casa rurale a Porcido. Foto di M. Dei CasQui, come nella zona a immediatamente a monte di Desco, si produce quel pregiato vino dolce di cui parla il von Weineck. La felice esposizione dei luoghi, infatti, mantiene un clima sempre mite, preservando la zona dal morso dei rigori dell’inverno. La traccia non è sempre evidente, ma con un po' di attenzione e l’ausilio di qualche cartello, non si può sbagliare, e si raggiungono le case di Porcido, piccolo nucleo rurale, anch’esso frazione di Morbegno, posto a 586 metri. Il sentiero sale fra le poche case, gli orti e le vigne, in un'atmosfera quasi irreale. Non bisogna però pensare che si tratti di luoghi abbandonati: nei finesettimana, anche d'inverno, qui si incontreranno persone che salgono in baita per gustarsi il tepore di questi luoghi.
Porcido riserva anche una piccola gemma, una chiesetta seminascosta fra il fianco del monte e la vegetazione, uno scorcio veramente incantevole. Il panorama sulla bassa Valle di Tartano, sulla bassa Val Gerola e sulla bassa Valtellina è assai felice. Proseguendo sempre verso nord-ovest, dopo qualche saliscendi, raggiungiamo una carrozzabile che ci fa perdere leggermente quota, con qualche tornante, La bassa Valtellina vista da Porcido. Foto di M. Dei Casma ci regala, soprattutto in autunno, uno splendido gioco di colori, nella cornice di bellissimi boschi di castagno.
La carrozzabile, nella quale confluisce, da sinistra, una pista secondaria, termina immettendosi nella strada asfaltata che sale da Morbegno a Dazio: siamo alla piana di Dazio, e percorriamo la strada verso destra, in direzione del paese, che raggiungiamo dopo circa un’ora di cammino, avendo superato approssimativamente 300 metri di dislivello in salita.

Difficoltà
E
Dislivello
300 m
Tempo
1 h


La piana di Dazio. Foto di M. Dei Cas

(una versione Powerpoint della suddetta relazione è
disponibile richiedendola via e-mail all'autore)

- Cartina Kompass 1:35.000 Val Masino, Val Bregaglia e Costiera dei Cech
Testo e fotografie a cura di M. Dei Cas

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Ultima Modifica: Domenica, 11 Febbraio, 2007

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