Una cima dallo straordinario valore panoramico

 

 

Il monte Brusada visto dal monte Bassetta. Foto di M. Dei CasLa cima della Brusada è il punto di massima elevazione nel territorio del comune di Cino. Qui si incontrano, per la verità, i confini di tre comuni, Cino, Cercino e Verceia. La salita a questa cima non è difficile, e la fatica spesa è ampiamente ripagata da un panorama davvero eccezionale, regalato dalla sua particolare posizione, sul confine tra Valtellina e Valchiavenna. Unico problema: a meno di acquistare il permesso di accesso in automobile all’alpe Piazza, in vendita in un bar di Cino, dobbiamo partire a piedi dai 504 metri di Cino, per salire ai 2143 metri della vetta. I conti sono presto fatti: sulla carta dobbiamo superare 1640 metri di dislivello e camminare per circa otto ore. Dall’alpe Piazza, invece, il dislivello è più ragionevole, e scende a meno di 1200 metri (cifra sempre di tutto riguardo, ma non tale da spaventare un escursionista allenato).
In entrambi i casi, dobbiamo passare per i prati Nestrelli. Vediamo, innanzitutto, come raggiungerli da Cino. Lasciata l’automobile al parcheggio nella parte alta del paese, incamminiamoci sulla comoda carrozzabile, che, passando per l’impressionante Sasso dei Nestrelli Il canalone dell'alta Val di Siro. Foto di M. Dei Cas(ora attrezzato a Palestra di Roccia), porta al limite inferiore dei prati, prima di intercettare la pista tagliafuoco. Quella medesima pista che dobbiamo, invece, percorrere, verso est, qualora ci siamo portati in automobile all’alpe Piazza.
Dal limite superiore orientale dei prati Nestrelli imbocchiamo, quindi, un sentiero che si addentra nel bosco (facciamo attenzione ad imboccare, dal limite superiore dei prati Nestrelli, il sentiero che piega a destra, non quello che sale verso nord) e sale alla baita di Cuper di sopra (Coper Volt; la località è costituita da altre 6 baite, che però sono oramai nascoste dal bosco) e raggiunge i Prati Brusada, in territorio del comune di Cercino, il cui limite inferiore è collocato a circa 1500 metri di quota. Risaliti i prati Brusada, in diagonale verso destra, raggiungiamo la baita più alta (m. 1584), dove sventola una bandiera italiana.
Qui troviamo un sentiero, che, imboccato verso destra, effettua una lunga traversata fino ai Prati di Bioggio, mentre seguito nella direzione opposta conduce alle falde meridionali del monte Brusada. Scegliamo, dunque, questa seconda direzione (ovest), raggiungendo subito una cappelletta, il Cincet de la Brusada, nella quale è raffigurata una Madonna con bambino, insieme ai santi Ambrogio, Michele e Margherita. Qui troviamo anche due cartelli. Il primo illustra l’importanza dei prati della Brusada, “appartenenti un tempo alle famiglie di Cercino. Erano un tempo i maggenghi con molte baite a cui appoggiavano i pastori di Cercino per la monticazione degli aridi pascoli alti, strappando alle rocce il duro fieno selvatico che le mucche non potevano raggiungere e lasciando il resto all’intraprendenza delle pecore e delle capre”. Il cartello illustra anche le caratteristiche Verso il crinale ad est del monte Brusada. Foto di M. Dei Caspanoramiche della cresta che dalla cima della Brusada scende al passo della Piana: ma di questo diremo più avanti. Un secondo cartello dà la cima Brusada ad un’ora e mezza di cammino.
Proseguiamo, quindi, in questa direzione, entrando nel bosco. Si tratta di percorrere un sentiero che entra nel bosco e sale gradualmente in direzione nord-ovest. A quota 1630 troviamo un abbeveratoio in legno e, poco oltre, un casello dell’acqua. Il sentiero prosegue con traccia più stretta, scendendo per un breve tratto. Poi passiamo a monte di un corpo franoso e proseguiamo nella salita con un tratto all’aperto. A 1650 metri il sentiero attraversa un vallone che costituisce la parte alta della valle di Siro. Sul lato opposto ci attende una ripida salita, in una bella pineta, che ci porta, a quota 1700, sul filo del dosso che scende dalla cima della Brusada verso sud. Il sentiero si addentra, poi, in un mare di ginestre, proseguendo verso ovest e raggiungendo, dopo una graduale salita ed una serie di saliscendi, il limite orientale dell’alpe Bassetta, in corrispondenza di un terrazzo dal quale si prosegue facilmente alla volta del baitone dell’alpe.
Noi, però, non lo seguiamo, ma pieghiamo decisamente a nord, iniziando la salita alla cima. Ora non troveremo altre indicazioni, per cui dobbiamo stare attenti ai riferimenti naturali. La via più semplice (ma non l'unica) per salire alla cima è quella di staccarsi a destra dal sentiero quanto questo raggiunge il dosso boscoso, a quota 1700. Siccome, però, non è facile trovare la deviazione, risulta più semplice Il monte Sciesa visto dalla cima del monte Brusada. Foto di M. Dei Casattaccare direttamente (se non c'è neve) l'ampio ed evidente vallone erboso, che raggiunge il crinale che separa la Valtellina dalla Val dei Ratti. La risalita del vallone porta nei pressi del crinale, ad est della cima del monte Brusada e ad ovest del passo della Piana; da qui saliamo, infine, senza troppe difficoltà al grande ometto della cima (m. 2143) procedendo verso ovest (sinistra) e sfruttando una sorta di ampio corridoio costituito da massi e sfasciumi. È anche possibile, ma assai più faticoso, salire alla cima seguendo il dosso sopra citato, un po’ a vista, piegando leggermente a sinistra fino a guadagnare il crinale ad ovest della cima, poco sotto la stessa. Dall’alpe Piazza alla cima calcoliamo circa 3 ore e mezza di cammino, necessarie per superare un dislivello di circa 1180 metri. Se, invece, partiamo da Cino le cifre si fanno più severe: 5 ore di cammino per un dislivello di 1640 metri.
Dalla cima possiamo godere di un panorama davvero eccezionale. In lontananza, ad ovest, oltre la compagine delle Alpi Lepontine, si può scorgere il massiccio del Monte Rosa, mentre il panorama è chiuso, a sud e sud-est, dalla catena orobica e dal gruppo Ortles-Adamello. In primo piano, invece, ad est campeggiano i monti Erbea (m. 2430) e Sciesa (m. 2487), sul fianco meridionale della Valle dei Ratti. Alla loro sinistra si distingue la testata della Valle dei Ratti, che propone, da destra, la cima del Calvo (m. 2967), il pizzo Ligoncio (m. 3038) e l’inconfondibile Sasso Manduino (m. 2888). Proseguendo verso sinistra (quindi in direzione nord-ovest) si distinguono alcune cime del fianco occidentale della bassa Val Codera, con il pizzo di Prata, a destra (m. 2727) ed il monte Matra, sulla sinistra (m. 2206).
Ci sono diverse possibilità per tornare a Cino, o all’alpe Piazza. La più ovvia ed anche più breve è quella di ripercorrere a ritroso l'itinerario di La testata della Valle dei Ratti vista dalla cima del monte Brusada. Foto di M. Dei Cassalita. Una seconda possibilità prevede di tornare al vallone dell’alta valle di Siro, scendendo di nuovo al sentiero Brusada-Bassetta, per seguirlo, ora, verso ovest (destra), fino al baitone dell’alpe Bassetta, dove si aprono nuovamente due possibilità. La prima prevede una discesa diretta verso i Prati dell'O, seguendo un sentiero che parte verso sud dal limite occidentale del monte e, dopo qualche tornante, descrive una diagonale verso est, raggiungendo così i 1226 metri dei prati. Dai prati si può seguire verso est la pista tagliafuoco, che conduce ai Prati Nestrelli, oppure percorrerla in senso opposto, raggiungendo l'alpe Piazza.
La soluzione migliore, anche se più faticosa, è però quella di percorrere il sentiero che dal monte Bassetta prosegue la discesa verso sud ovest, mantenendosi sul crinale, fino alla cima del monte Foffricio, riconoscibile per il grande ripetitore; poco prima della cima si taglia a sinistra e si scende all'alpe Piazza, dove recuperiamo l’automobile per tornare a Cino.

Difficoltà
EE
Dislivello
1180
Tempo
3 h e 30 min

(una versione Powerpoint della suddetta relazione è
disponibile richiedendola via e-mail all'autore)

- Cartina Kompass 1:35.000 Val masino, Val Bregaglia e Costiera dei Cech
Testo e fotografie a cura di M. Dei Cas

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Ultima Modifica: Domenica, 11 Febbraio, 2007

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