Fra Val Masino e media Valtellina

 

 

Le baite più alte dei prati di Lotto. Foto di M. Dei CasFra i piccoli gioielli montani che il comune di Ardenno, nonostante la sua estensione relativamente modesta, serba nel suo scrigno, i prati di Lotto (m. 962, dal termine che significa "zolla") occupano una posizione di privilegio, sia per la felice collocazione, sia per le possibilità escursionistiche offerte. Da decenni il bacino idroelettrico che serve la centrale di Ardenno è parte integrante di questo scenario.
È possibile raggiungerli comodamente in automobile: basta staccarsi dalla statale di Val Masino poco prima della località Ponte del Baffo, seguendo le indicazioni per Biolo e Lotto; giunti alle porte di Biolo, in vista della chiesa parrocchiale, si svolta a destra, salendo a Piazzalunga, per poi proseguire, con ampi tornanti, fino alla meta.
Se, invece, vogliamo salire a piedi, le possibilità sono fondamentalmente due: raggiungere Piazzalunga (vedi scheda relativa) e poi proseguire lungo la strada asfaltata
Il bacino idroelettico ENEL di Lotto. Foto di M. Dei Cas(i sentieri nel bosco, dopo l’incendio del 1998, si sono quasi totalmente persi), oppure salire al maggengo di Erbolo e, individuato il sentiero che parte dalle baite più alte, verso sinistra (sud-ovest), percorrerlo (trattenendo le lacrime, se ci si ricorda la bellezza di questi luoghi prima dello scempio operato dalle fiamme) fino ad intercettare una pista incompiuta che parte dal limite orientale dei prati. Il sentiero, infatti, termina in corrispondenza di alcune roccette che, superate con un po’ di attenzione, ci permettono di scendere ad uno spiazzo, dove la pista termina: percorrendola comodamente in discesa, dopo qualche tornante ci ritroviamo nei pressi dei prati collocati immediatamente a nord-est del bacino idroelettrico.
Ma consideriamo, ora, i prati non più come punto di arrivo, ma come punto di partenza. Le possibilità offerte sono varie.
Per chi non vuole fare più di una rilassante passeggiata si possono suggerire quattro passi fino alla sorgente del Poz Feràa:
La strada sterrata che porta al bivio per le baite più alte o per i prati più bassi di Lotto. Foto di M. Dei Casci si porta, seguendo la comoda strada sterrata che si stacca da quella asfaltata sulla sinistra (appena prima che questa termini) ad un bivio, prendendo poi a destra, aggirando a sud ovest il bacino dell’Enel e raggiungendo le baite superiori, collocate a nord ovest dei prati. Alle spalle dell’ultima baita partono tre sentieri; ignorati quello di sinistra e quello che sale diritto, si imbocca quello di destra, che in breve porta alla sorgente. Il ritorno può essere effettuato proseguendo verso destra (nord-est), fino ad intercettare la pista forestale sopra citata.
Ma torniamo al bivio sulla strada sterrata: se, invece di prendere a destra, scendiamo verso sinistra, raggiungiamo in breve gli ultimi prati. Vagare senza meta precisa nella fascia quasi pianeggiante dei boschi che circondano, in questa zona, i prati è un’esperienza suggestiva e rilassante.
Accontentati gli amanti del relax, rivolgiamoci ora agli escursionisti più esigenti. Da Lotto possiamo effettuare una traversata ad Erbolo (percorrendo a rovescio il sentiero sopra menzionato), oppure salire all’alpe Granda (vedi la relativa scheda).
Dalle baite più alte di Lotto ottima è la visuale sul versante occidentale della Val Gerola. Alle sue spalle, a destra, l'inconfondibile profilo del monte Legnone. Foto di M. Dei CasSi tratta di possibilità ben conosciute; ciò che ben pochi sanno, invece, è che esiste una terza ed interessante possibilità, quella di raggiungere il prato Tabiate. Torniamo, quindi, alla baita più alta ed ai tre sentieri che partono da qui: si imbocca quello che sale, diritto, nella folta vegetazione, passando accanto ad una baita diroccata. La salita prosegue per un buon tratto in una zona più aperta e suggestiva, dove la traccia del sentiero è larga, ma spesso ostruita da foglie secche.
Poi si incontra una nuova fastidiosa fascia di ginestre, entro la quale il sentiero si inoltra, permettendoci di superarla e conducendo alla sommità del dosso che sovrasta i prati di Lotto, il cosiddetto Sas del Tii (a 1283 metri). Bisogna prestare attenzione a non perdere il sentiero nella fascia di ginestre, badando anche al fatto che la supera piegando verso destra.
Torniamo ora al crinale, cui si accede dopo aver superato un ultimo corridoio dove spesso si deposita una gran quantità di foglie. Fin qui il percorso è identico a quello da effettuare per salire all’alpe Granda, ma ora dobbiamo prestare molta attenzione per non perdere la deviazione per il prato Tabiate.
Il tratto mediano del sentiero che sale verso Sas del Tii, prima della fascia di ginestre. Foto di M. Dei CasDopo circa trecento metri, infatti, si incontra, sulla sinistra, una freccia incisa sul tronco di un albero: da qui parte, sulla sinistra, una deviazione che percorre, con tracciato quasi pianeggiante, il fianco del monte, sul versante della Val Masino. La traccia, all’inizio, è poco marcata, ma poi si fa più evidente. Il sentiero aggira alcuni dossi e varca facilmente qualche vallone, rimanendo molte decine di metri al di sotto della crinale.
Dopo un percorso non lungo, in uno scenario reso estremamente suggestivo da una fortissima sensazione di solitudine e mistero, la vista di alcuni muri a secco preannuncia la presenza di un gruppo di baite, alle quali si sale con alcuni tornanti: si tratta del prato Tabiate (m. 1468), collocato su un bel poggio che sovrasta il versante montuoso che immediatamente sotto precipita, con vertiginosi canaloni, sul primo tratto della Val Masino (ovviamente, vale in questo caso, come ed anche più che in ogni altro, l’avvertimento: mai avventurarsi in problematiche e pericolose traversate a vista, soprattutto in discesa, per evitare luoghi insidiosi e per non finire “incrapelati”, cioè intrappolati fra rocce dalle quali non ci si riesce più a districare).
Il prato rappresenta una sorta di oasi sottratta al tempo.
La salita sul crinale Lotto-Granda regala ottimi scorci sulla valle di Spluga, laterale della bassa Val Masino. Foto di M. Dei CasIl panorama verso la Val Masino non è ampio, ma regala un bello scorcio della valle di Spluga, al cui centro sono ben visibili i passi gemelli di Primalpia e Talamucca.
Dal prato partono due sentieri. Uno prosegue verso nord-nord-est, inoltrandosi nella pineta, e cominciando a scendere leggermente. Se si conoscono bene i luoghi (e sottolineo se, per rubare le parole ad una famosa canzone di Mina), dopo qualche centinaio di metri si può scendere, sulla sinistra, incontrando, poco sotto, un sentiero non molto evidente, che conduce, scendendo quasi in verticale e superando due pianette, all’ultima baita di Ruschedo di sopra (m. 1221), che si trova ancora nel territorio del comune di Ardenno. Dalla baita lo sguardo raggiunge i pizzi del Ferro, la cima del Cavalcorto ed il paese di Cataeggio. A sinistra della cima del Cavalcorto è ben visibile la selvaggia costiera che separa la valle Merdarola dalla Val Masino.
Una baita del prato Tabiate, sullo sfondo della valle di Spluga. Foto di M. Dei CasQuesta digressione è però del tutto sconsigliabile a chi non abbia una buona conoscenza dei luoghi: la zona a sinistra (per chi scende) del sentierino è infatti dirupata e pericolosa. Segnalo, infine, che da Ruschedo di sopra, passando per Ruschedo di sotto, si può scendere fino a Cataeggio.
Torniando al prato Tabiate, cerchiamo il secondo sentiero, che ci offre una possibilità escursionistica ben più tranquilla: alle spalle delle baite del prato Tabiate (alla nostra destra) sale verso est-sud-est, deciso, un sentiero che porta, in breve, al crinale che separa la Valtellina dalla Val Masino, a quota 1530 metri. Ci si ritrova poco sopra un evidente masso solitario, in un panorama desolato, quasi spettrale, per le cicatrici immani provocate dall’incendio del 1998.
Ci si presentano, ora, due possibilità: salire, seguendo il crinale, verso la cima di Granda, oppure iniziare la discesa, sempre seguendo il crinale panoramico, verso il Sas del Tii. Se scegliamo questa seconda, dobbiamo prestare attenzione nel superare una fascia di roccette dove anche la traccia di sentiero si perde.
Uno dei diversi cursiosi ed un po' misteriosi massi solitari sul crinale Lotto-Granda. Foto di M. Dei CasCiò fatto, si guadagnano luoghi più tranquilli e si torna al Sas del Tii, per poi scendere ai prati di Lotto (facendo attenzione, però, all’imbocco del corridoio con il quale inizia la discesa: è facile infatti sbagliare, portandosi troppo a destra).
Questo anello richiede, per essere percorso interamente, dalle tre alle quattro ore di cammino. Il dislivello superato è, complessivamente, di circa 600 metri.
Una nota conclusiva per gli amanti della mountain-bike: i prati di Lotto possono essere il punto più alto di un bell'anello che sfrutta, in salita, la strada asfaltata che si stacca sulla destra, prima del ponte del Baffo, dalla statale della Val Masino per salire a Biolo e Piazzalunga, ed in discesa la recente pista in terra battuta che dal limite orientale dei prati torna a Piazzalunga. Da qui, poi, si può scendere ad Ardenno sfruttando la vecchia mulattiera; un secondo itinerario alternativo di discesa può, invece, passare dalla pista che, nei pressi del cimitero di Biolo, scende fino alla frazione di Calchera, fra il centro di Ardenno e la frazione di Masino.

Difficoltà
E (escursionistica)
Dislivello
mt. 600
Tempo
3h e 30 min



(una versione Powerpoint della suddetta relazione è
disponibile richiedendola via e-mail all'autore)

- Cartina Kompass 1:35.000 Val Masino, Val Codera, Costiera dei Cech
Testo e fotografie a cura di M. Dei Cas

Torna alla pagina iniziale del sito
Torna al settore corrente...
Ultima Modifica: Domenica, 11 Febbraio, 2007

--- Waltellina.com 2000,2007 - All Right Reserved ---




eXTReMe Tracker