Il monte al confine fra Cech e versante retico

 

 

La Colmen vista dalla strada che sale in Val di Tartano. Foto di M. Dei CasUno degli elementi più caratteristici del paesaggio che da sempre, chi abita ad Ardenno, è abituato a vedere è il Culmine di Dazio, meglio conosciuto come Còlmen. Il suo panettone boscoso, da sempre, chiude la visuale verso la bassa Valtellina, regalando, forse, l’impressione che la piana di Ardenno sia protetta, almeno verso ovest, da un abbraccio materno, anche se, d’inverno, è proprio la sua mole che le sottrae qualche ultimo raggio di sole al tramonto.
Non si trova nel territorio del comune di Ardenno, ma proprio da qui può partire un’interessante escursione ad anello che permette di visitarne la cima, in uno scenario che le ha meritato l’elezione ad oasi naturalistica protetta.
La chiesetta di san Giuseppe di Pilasco. Foto di M. Dei CasPunto di partenza ed arrivo è la frazione di Pilasco, raggiungibile direttamente dalla ss 38 staccandosene all’altezza dell’albergo-ristorante Isola, oppure da Màsino, attraversando, su una passerella, l’omonimo torrente. Risalendo la strada che porta alla frazione fino al suo termine, se ci siamo staccati dalla ss 38, oppure appena oltre il ponte sul Màsino, ci ritroviamo all’imbocco di una stradina sale alla chiesetta di san Giuseppe, a 304 metri.
A destra della chiesetta parte una larga mulattiera che, dopo qualche tornante, si addentra nel bosco, iniziando una lunga traversata che taglia il fianco settentrionale che dalla Colmen scende alla parte terminale della Val Masino. Giunti ad un bivio, dobbiamo scendere leggermente verso destra. Dal sentiero si vede bene, guardando verso nord, il paese di Biolo, all’imbocco della Val Masino. Il sentiero prosegue con tracciato diritto fino ad una sorta di corridoio naturale, per sbucare presso una chiesetta.
Il paese di Dazio. Foto di M. Dei CasDobbiamo, ora, passare dietro la chiesetta e sotto un grande traliccio, fino a raggiungere, presso una fontanella ed una cappelletta, la strada che da Dazio porta a Regolido. Percorriamo la strada in direzione di Dazio (m. 568), paesino adagiato nella bellissima conca compresa fra la Colmen ed il versante montuoso retico.
In corrispondenza dell’ingresso del paese, raggiungiamo il cimitero, staccandoci a sinistra dalla strada principale che corre a sud del paese e percorrendo una stradina (seguiamo le indicazioni per il Crotto). Ignorata una deviazione verso destra, raggiungiamo, in breve, il Crotto, per poi oltrepassarlo ed addentrarci in un bosco di castagni. La mulattiera, sempre evidente e ben segnalata, con segnavia rosso-bianco-rossi, sale, con ampi tornanti, verso la cima della Colmen (913 m), dove termina.
La cima della Colmen. Foto di M. Dei CasSe il tempo è bello, il panorama è molto ampio, sul versante della media Valtellina, su quello orobico e su quello della Val Màsino. Guardando a sud, possiamo vedere l’intera la val Vicima (la prima laterale che si trova, sulla sinistra, entrando in val di Tartano, dopo Campo) ed il passo di Vicima, che permette la traversata in Valmadre. L’occhio esperto può riconoscere, in primo piano e leggermente a sinistra rispetto alla val Vicima, un’altra Colmen, quella di Campo Tartano (il Culmine di Campo). Guardiamo ora verso nord: riconosceremo alcune importanti cime del gruppo del Masino-Disgrazia: da sinistra, i tre pizzi del Ferro, Occidentale, Centrale ed Orientale, la cima di Zocca e la cima di Castello; poi le cime della costiera Remoluzza-Arcanzo rubano la scena ai più importanti pizzi Torrone, ma non al monte Disgrazia, alla cui destra emerge la tozza sagoma del Sasso Arso.
La chiesa di Campovico. Foto di M. Dei CasIl pianoro della cima, dove troviamo anche un tavolino, sembra immerso, soprattutto in autunno ed in inverno, in un’atmosfera magica. Abbiamo superato poco più di 600 metri di dislivello, in due ore-due ore e mezza di cammino. Possiamo anche percorrere un lungo tratto del crinale di cima, seguendo una traccia di sentiero ed incontrando una micro-pozza d’acqua.
Giunto il momento del ritorno, possiamo optare per la medesima via di salita, oppure per un largo giro che passa per Campovico, Paniga e Desco. In questo caso dobbiamo, però, preventivare altre due-tre ore di cammino. Torniamo comunque, nell’un caso e nell’altro, al cimitero di Dazio, tornando sulla strada principale. Mentre se vogliamo ripercorrere la via della salita dobbiamo volgere a destra, per completare l’anello dobbiamo dirigerci a sinistra, seguendo per un lungo tratto la strada che, percorsa la parte occidentale della piana, comincia a scendere verso Morbegno.
La chiesa di Desco. Foto di M. Dei CasAbbiamo ignorato la deviazione, sulla sinistra, per l’agriturismo di Categno ed oltrepassato il torrente Toate; ora, però, dobbiamo prestare attenzione alla deviazione, sempre sulla sinistra, per Cermeledo, un bel gruppo di case immerso nella frescura dei castagni. Dal lato occidentale del nucleo di case parte una bella mulattiera, che scende con numerosi tornanti e che, più in basso, muta il suo fondo in asfalto, terminando proprio sul sagrato della chiesa di Campovico (m. 257).
Dalla chiesa, passando per il cimitero, scendiamo al centro del paese e, armandoci di grande pazienza, cominciamo la parte più noiosa dell’escursione: seguendo la strada, dobbiamo infatti raggiungere Panìga e proseguire fino al bel paesino di Desco (m. 290), raccolto su una rocca naturale che precipita su un’ansa dell’Adda. Sembra un paese insignificante, ma la sua posizione naturale, un tempo strategica, giustifica la sua importanza storica. 
La chiesetta di Porcido. Foto di M. Dei CasDal paese parte una mulattiera che, seguendo il fianco sud-orientale della Colmen, raggiunge la piazzola del Chiosco del Ponte, nei pressi del viadotto del Tàrtano. Non manca molto alla conclusione delle nostre fatiche: seguendo per un tratto la ss 38 in direzione di Ardenno, ci ritroviamo allo svincolo per Pilasco, dove l’anello si chiude.
Giova ricordare che questo anello può anche essere un ottimo percorso di mountain-bike: in questo caso, però, conviene percorrerlo a rovescio.
Segnalo, in conclusione, un’interessantissima variante per chi lo percorre a piedi, destinata però ad escursionisti con un po’ di esperienza. Torniamo alla piana di Dazio: percorrendo la strada principale verso sud-ovest, prima ancora della deviazione per il crotto di Categno, troviamo una pista sterrata, seguendo la quale ci ritroviamo ad un sentiero che porta al bellissimo e nascosto nucleo di Porcido, dove si trova anche un’incantevole chiesetta.
La Colmen vista dal ponte sull'Adda della Sirta. Foto di M. Dei CasAttraversato il paese, cerchiamo con attenzione i segnavia rossi-bianco-rossi che indicano un sentiero poco evidente: il sentiero, superato un terrazzamento, piega a sinistra e si cala arditamente fra le rocce di un vallone, perdendo rapidamente quota e conducendo, dopo una nuova svolta a sinistra, a Desco. Chi volesse sfruttare questa interessante variante dovrebbe, prudentemente, prima percorrerla in salita.

Difficoltà
E (escursionistica)
Dislivello
mt. 600
Tempo
2h e 30 min



(una versione Powerpoint della suddetta relazione è
disponibile richiedendola via e-mail all'autore)

- Cartina Kompass 1:35.000 Val Masino, Val Codera, Costiera dei Cech
Testo e fotografie a cura di M. Dei Cas

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Ultima Modifica: Domenica, 11 Febbraio, 2007

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