Il
monte Disgrazia è un'imponente montagna che si trova a cavallo
tra Valmasino e Valmalenco, in Medio-Bassa Valtellina. Essa offre uno
degli ambienti glaciali più affascinanti e selvaggi delle Alpi
Centrali.
La prima ascensione avvenne nel 1862 ad opera degli inglesi Kennedy e
Stephen per la cresta O.N.O. Essa ebbe una gran risonanza perchè
fu una vera e propria impresa per quei tempi in cui cominciava a prendere
piede l'alpinismo visto come esplorazione, su quei monti che tanto avevano
fatto paura ai valligiani sino ad allora e che per lo stesso motivo vennero
totalmente ignorati. Anche il nome stesso potrebbe far pensare a funeste
vicende, ma molte sono le ipotesi e le leggende a riguardo. Secondo un'antica
leggenda esso si chiamava Pizzo Bello, nome che poi è passato ad
una cima di rilievo assai minore posta più verso Sud. Non si tratta
però solo di una leggenda: sulle carte austriache dell'Ottocento
all'attuale Monte Disgrazia veniva ancora dato il nome di Pizzo Bello.
Si dice poi che il nome in realtà rimandi al verbo dialettale "desgiascia",
cioè "si scioglie", in riferimento alle imponente quantità
di acqua che in ogni estate la sua vedretta mandava a valle, causando
talvolta alluvioni di grande portata. Ancora una leggenda narra di egoisti
pastori che sfruttavano i pascoli lussureggianti della valle di Preda
Rossa che dopo aver negato l'aiuto ad un viandante affamato (sotto le
cui spoglie si celava Cristo) furono puniti con un incendio che ne incenerì
i pascoli. Da allora il Monte Disgrazia si chi amò
così, in memoria della punizione divina, mentre il suo ben più
modesto dirimpettaio si vide fregiato dell'illustre denominazione.
L'ascensione si compie in circa 4-7 ore a partire dal rifugio
Ponti in Valmasino oppure dai rifugi Ventina
e Gerli-Porro in Valmalenco.
Il tempo varia moltissimo a seconda del manto nevoso e non di meno dall'allenamento
e dalle capacità alpinistiche dei
partecipanti, che devono essere più che collaudate per questa ascensione
di tutto rispetto. L'equipaggiamento adeguato quale picozza, ramponi,
corda ed imbragatura per assicurarsi con i compagni, è indispensabile
per la salita a questa cima.
Cominciamo dalla Valmasino per la quale illustriamo, con
l'aiuto della foto a destra, le varie di salita (clicca sulla foto per
ingrandire l'immagine):
1 - Cresta Ovest Nord-Ovest via Normale (PD+)
2 - Canalone Schenatti (AD)
3 - Cresta Sud-Ovest via Baroni (II)
4 - Direttissima (AD + IV / -V)
5 - Cresta Sud-Ovest o di Cornarossa dal rifugio
Desio (PD)
Ecco
invece il dettaglio per chi sale dalla Valmalenco (foto a sinistra, clicca
per ingrandire l'immagine):
1 - Corda Molla
2 - Via Diretta
3 - Via degli Inglesi
Si tenga presente che chi sale da qui incontra nei pressi
della vedretta della Ventina il bivacco Taveggia (m.2894), alla Forca
Disgrazia sotto il Pizzo Ventina il bivacco Oggioni (m.3151) e poco sotto
la vetta il bivacco Rauzi (m.3640).
Clicca per vedere la foto del Disgrazia dalla Valmalenco
o dalla Valmasino (1024*768
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