A 1950 metri, in Val Fraéle, fra le dighe di
Cancano e di san Giacomo

 

 

Rifugio Val Fraele. Foto di M.Dei CasIl rifugio può essere raggiunto anche con l'automobile, ma vale la pena di percorrere a piedi almeno l'ultimo tratto della strada che porta ad esso, per gustare le bellezze della Val di Fraéle, una delle più incantevoli dell'alta Valtellina.
Oltrepassati Bormio e Premadio, ci si stacca a destra dalla strada per il passo del Foscagno e Livigno, seguendo i cartelli che segnalano Cancano. La strada, superato Pedenosso, diventa sterrata e sale, con diversi tornanti, in direzione della gola rocciosa che sbarra l'accesso alla Val di Fraéle.
Raggiunta la sommità della gola, non si può non sostare alle celeberrime torri di Fraéle, il primo segno di una valle densa di storia, per la sua posizione strategica nell'antica Contea di Bormio. Queste torri sorvegliavano infatti gran parte della Magnifica Terra e permettevano di segIl laghetto delle Scale. Foto di M.Dei Casnalare tempestivamente eventuali eserciti invasori.
Avremo modo di parlare ancora dell'importanza storica di questa valle. Per ora riprendiamo il cammino (o il viaggio): ora la strada si fa pressoché pianeggiante, e conduce, in breve, al bellissimo laghetto delle Scale, l'unico naturale nella valle.
Oltre il lago è già ben visibile una delle cime che fanno da corona alla valle, il monte Pèttini (vedi foto a sinistra). Più avanti la strada raggiunge e costeggia a sinistra il grande lago artificiale di Cancano: quando le sue acque sono piuttosto basse, sono ancora ben visibili gli edifici che ospitarono i moltissimi operai impiegati nell'edificazione dell'enorme sbarramento (la cosiddetta "digòpoli"). La diga di Cancano. Foto di M.Dei Cas
Costeggiato l'intero bacino, ci ritroviamo di fronte al possente sbarramento del secondo invaso, quello di San Giacomo. A questo punto, per raggiungere il rifugio, basta transitare sulla strada che percorre lo sbarramento e portarsi sul lato opposto (cioè su quello di nord-est) della valle.
Al termine della strada ci si trova di fronte all'edificio del rifugio.


Difficoltà
/
Dislivello
Raggiungibile con autoveicoli
Tempo
/


- Passeggiata sulla via Imperiale. Si tratta di una bellissima passeggiata sulle vie della storia, o, per essere più precisi, sulla via Imperiale che, nell'età moderna, assunse una straordinaria importanza perchè collegava i territori del milanese, sotto il dominioLe cime di Platòr viste dalla via Imperiale. Foto di M. Dei Cas spagnolo, con quelli imperiali degli alleati Asburgo. A riprova dell'importanza storica dei luoghi si ricordi che proprio in questa valle venne combattura una delle più importanti battaglie in terra di Valtellina nel contesto della Guerra dei Trent'anni: qui, nel 1635, il francese duca di Rohan sconfisse l'esercito imperiale comandato dal generale Fernamont, infliggendogli gravi perdite (oltre duemila soldati imperiali trovarono qui la morte). Forse, se effettuiamo la passeggiata a tarda sera, potremo ancora udire i loro lamenti, ma anche quelli dei contadini che si videro bruciate baite e stalle dai francesi vincitori, che non volevano che la valle potesse tornare ad essere, in futuro, punto d'appoggio per gli eserciti nemici. Lasciamo dunque il rifugio e percorriamo la strada che costeggia il bacino di San Giacomo sul medesimo lato del rifugio stesso. Giunti al limite del grande lago, proseguiamo su una bella strada pianeggiante, in un incantevole pianoro, circondati da un'atmosfera quasi irreale. Se ignoriamo la deviazione per le Acque del Gallo, ci ritroveremo al Passo di val Mora, cioè sul limite superiore della valle omonima, al confine fra Italia e Svizzera. Se avessimo tempo, potremmo scendere nella belLe sorgenti dell'Adda. Foto di V.Martegani - http://www.martegani.it/lissima valle svizzera, fino a Santa Maria di Monastero.


- L'anello del monte Pettini. Questa escursione prevede un'uscita dalla valle per la val Trela ed un ritorno per la valle Alpisella, ma, ovviamente, può essere compiuta anche a rovescio. A metà circa del lago di San Giacomo, sul lato a quello del rifugio, si trova l'imbocco della val Trela. Un sentiero segnalato (siamo sull'Alta via della magnifica Terra) la percorre, prima verso sud ovest, poi piegando bruscamente verso nord ovest, fino al passo di val Trela (m.2295). Valicato il passo, dopo un primo tratto in discesa, a quota 2000 circa si lascia l'Alta Via (che scende a Trepalle), per imboccare un sentiero che taglia il versante occidentale della cima di Pozzin, fino ad intercettare la strada che, verso est, sale in valle Alpisella, fino al passo omonimo (m.2268). La successiva facile discesa ci permette di vedere le sorgenti dell'Adda e di tornare in Val di Fraéle, in corrispondenza della parte terminale del lago di San Giacomo. L'intera escursione comporta un dislivello di circa 850 metri ed un tempo di 4-5 ore.

 

 




Proprietà e gestione:
Privata di Giacomo Martinelli
c/o Hotel Posta, 23030 Livigno (SO)
tel. 0342 902459
Apertura:
Dalla metà di giugno alla metà di ottobre
Cartina Kompass n. 96 - settore C4
Testo a cura di M.Dei Cas e fotografie di M.Dei Cas e V.Martegani

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Numero di telefono del Rifugio
NO
Numero di telefono cellulare o fax
/
Numero di telefono di casa del gestore
0342 902469
Numero di posti letto disponibili
20
Presenza di locale invernale per emergenze
/

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Ultima Modifica: Martedì, 29 Luglio, 2008

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