![]() |
alle
Baite Redasco in Val Quintena (Val Grosina) |
![]() |
|
||
|
|
||
| Difficoltà |
E (escursionistica) |
||
Dislivello |
mt. 720 |
||
| Tempo |
2 ore |
||
| -
Ascensione al Monte Storile e traversata sino a San Giacomo. Difficolta':
E - dislivello m. 500 , tempo 4 - 4.30 ore. Itinerario estremamente arioso e panoramico, particolarmente
consigliato nelle stagioni intermedie per l' avvicinarsi dei più
svariati aspetti vegetazionali. Raramente, infatti, un unico percorso
offre così grandi varietà coloristiche che metterebbero
in crisi il più abile dei pittori della natura. Le pendici meridionali
dello Storile sono caratterizzate da una tipica vegetazione che mette
in evidenza le ottime caratteristiche climatiche di questa zona, con miti
temperature ed aria asciutta e molto salubre. Il Pino Silvestre e la Roverella
(Quercus pubescens) sono, infatti, molto indicativi di questi tipi di
climi, unitamente al loro abituale contorno floristico. Questi versanti
dominano, con prepotente fascino, tutta la piana da Sernio a Grosio, carpendo
l'attenzione di chi sale in alta Valtellina lungo il fondovalle, e culminano
con la vetta del M.Storile, caratterizzata da una metallica croce. Già
nel settembre del 1884 gli abitanti di Sondalo, in lenta processione capitanata
dal Parroco Don Nicolò Zaccaria, posero su questa punta di confine
una enorme croce in legno, visibile pure dalla valle, che però
non resistette più di una decina d'anni, abbattuta da un fulmine.
Il nome del monte deriva molto probabilmente da un nome proprio di famiglia,
come si rinviene in antiche pergamene del Comune di Grosio. Lo storico
valtellinese Sertoli -Salis propone, però anche un'altra ipotesi:
potrebbe derivare da "ex turris", in relazione alla vicinanza,
o forse anche corrispondenza, della località dove era probabilmente
situato il leggendario "Castrum Baitinum". (...). L' itinerario
qui proposto, nella sua parte inferiore si sviluppa tra una moltitudine
di nuclei abitativi di media montagna estremamente caratteristici e significativi,
ognuno col suo particolare nome, ma compresi tutti in un'unica denominazione
di località: Menaröl. Sotto il maggese di Menaröl di
mezul è sita, in posizione completamente solatia, una grotta naturale
alla quale è legata una nota curiosa: i contadini grosini abitanti
sul versante sinistro della Valtellina chiamato Mont de La, opposto a
questo, in mancanza di orologi usavano l'ombra di questa grotta come meridiana
che scandiva loro il lento passare del tempo, ed appunto per questo chiamata
la cròta de sol. |
|

| Proprietà: |
Comune di Sondalo | ||
| Gestione: |
Gestione: CAI Sez. Sondalo. - Via G. Verdi
2/a Tel. e Fax. 0342 801816 |
||
| Apertura: |
sempre chiuso, chiavi disponibili
presso Ufficio Informazioni Turistiche di Sondalo, presso la sede del
CAI di Sondalo o d'estate presso i pastori delle baite di Redàsch |
||
![]() |
Cartina
Kompass n.96 - settore C7 |
||
| Testo a cura di Peretti G. - Alpinia Editrice; foto a cura di M. Dei Cas | |||
| CLICCA QUI PER VISUALIZZARE I RECAPITI UFFICIALI (Telefono, Fax, Indirizzo, Email, Sito..) DEGLI ENTI DI INFORMAZIONE TURISTICA DI QUESTA ZONA |
|||
![]() |
NO |
![]() |
NO |
![]() |
0342 801816 |
![]() |
9 |
![]() |
|||