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All'alpe
Biancadin, in val Grosina Occidentale |
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| Difficoltà |
E (escursionistica) |
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Dislivello |
mt. 1500 |
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| Tempo |
3-4 ore |
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- Traversata a Malghèra. Difficolta': E - Dislivello:
m.420 - Tempo: ore 3 - 3.30. Dal pianoro di Biancadìn il sentiero corre
in direzione ovest mantenendosi in quota per lungo tratto passando al di sopra
di un caratteristico dosso, detto Dòs érmos. Lungo i pascoli in
lieve declivio di Balason, la traccia si sviluppa ora sui ripidi pendii pascolativi
detti i "pèzi crudula", posti al di sopra di agghiaccianti dirupi
e roccioni sui quali risale pure un pericoloso sentierino che proviene dalla sottostante
località Tégia. Sempre volgendosi ad occidente, si risale sino a
raggiungere il ripiano chiamato Pian de li Muntanèli (Pian delle Montanelle),
dal nome col quale localmente si indicano le simpatiche e pacifiche marmotte,
sopra il quale il Pas de Lavazé conduce nell'anfiteatro glaciale dei Pian
del Lach, costellato di enormi massi di frana ed antiche morene. Raggiunto puntando
verso nord il sentiero del Pas di Mat, conducente in Val Vérmulèra,
si toccano tre stupendi laghetti, dei quali il più basso, incastrato tra
enormi prominenze rocciose che gli fanno da contorno, offre al tramonto spettacolari
riflessi solari. La discesa in Val de Sach si svolge su evidente ed agevole sentiero
che si sviluppa sul versante ricoperto di rododendri detto i "mandri végi",
che conduce alla Casèra de Val de Sach, alpeggio e latteria sociale ristrutturato
nel 1932, dalla quale in breve, lungo stradina in terra battuta, si giunge a Malghèra.,
ove sorge l'omonino rifugio. Percorso non
faticoso e molto remunerativo, sviluppandosi in quota con aeree vedute sulla sottostante
Val de Dòsa e su tutta la catena di confine con la Svizzera che dalla chiara
e calcarea cima del Sassalbo (localmente detta Sasa Bianca) si sviluppa lungo
la rocciosa cresta della Spérèla. Nell'ampio ed arioso anfiteatro
dei Pian del Lach, che viene percorso nella seconda parte del tracciato, si entra
nella Val de Sach, con inusuali e superbe vedute del torreggiante Piz Mat, del
Dòs del Sabion, il quale da questa angolazione fa ben comprendere le origini
del suo nome, presentandosi come un ammasso informe di sfasciumi e detriti, e
della parete rocciosa del Gutulon, poco a meridione del Cornino del Lago Negro,così
chiamata perchè sui suoi freddi strapiombi si formano costantemente dei
lunghi candelotti di ghiaccio (gùtula = goccia).
- al Sasso Campana (m.2913) in ore 3; . |
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| Proprietà: |
Cittadini di Grosio (della
locale Fabbricerìa) |
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Cartina
Kompass n.96 - Settore B7 |
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| Testo e fotografie a cura di Peretti G. - Alpinia Editrice | |||
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